Cade il San Michele
Colta di sorpresa sull’Isonzo, Vienna prova a giocare in contropiede sull’altopiano di Asiago: il 7 agosto prende l’iniziativa, fa saltare con una mina un nostro trinceramento e cerca di distrarci dalle operazioni sul Carso. Non va. Al secondo giorno d’offensiva, gli italiani continuano a inanellare successi nella sesta battaglia dell’Isonzo. Le alture vicino Monfalcone sono una buona presa, ma soprattutto espugniamo un altro baluardo della difesa asburgica: dopo il Sabotino, cade anche il famigerato monte San Michele, fin qui un incubo.
Gli austro-ungarici non hanno abbastanza riserve da gettare nella mischia; contrattaccano su tutto il fronte, ma non basta e vengono respinti. L’unica piccola toppa riescono a cucirla verso Oslavia, ma le artiglierie italiane ora sommergono Gorizia di proiettili.
Sul fronte orientale i russi sono pronti a ributtarsi nella carneficina: hanno riorganizzato linee e punti d’appoggio, hanno avanzato o sostituito le artiglierie, hanno rifiatato il minimo indispensabile.
Le armate zariste avanzano nella regione del Seret e del Hrabel’ka; lotta serrata anche più a sud, dove viene conquistata Tlumach, a una ventina di chilometri da Stanislau.
La Germania è costretta a reggere da sola tutta la violenza dell’immobile fronte occidentale. A Verdun è tornata una molto relativa calma: i progressi francesi a Fleury e attorno alle macerie dell’ormai ex opera fortificata di Thiaumont sono minimi, ma la reazione tedesca è soltanto accennata.
Più deciso l’assalto, comunque respinto, a nord-ovest di Pozières, sulla Somme, dove le armate del Kaiser riescono a salvare solo pochi metri dai contrattacchi britannici. Si combatte per ogni palmo di terreno, senza tregua. Gli inglesi scelgono di replicare il recente tentativo a Guillemont, ma non ottengono nulla; qualcosa in più arriva in direzione di Martinpuich.
Davide Sartori
GLI AVVENIMENTI
Politica e società
- L’Ammiragliato inglese nega l’affermazione della stampa tedesca secondo cui le navi ospedale britanniche vengono utilizzate come trasporti.
Fronte occidentale
- Contrattacco britannico nelle periferie di Guillemont.
- I francesi avanzano a nord di Hardecourt (nord della Somme).
- Respinti gli attacchi tedeschi a nord e nord-est di Pozières.
- I francesi fanno progressi a Fleury e a Thiaumont (Verdun).
Fronte orientale
- I russi conquistano Tlumach (21 km da Stanislau, oggi Ivano-Frankivs'k); 2.000 i prigionieri presi.
- I russi avanzano nella regione del Hrabel’ka e del Seret dopo intensi scontri.
Fronte italiano
- Attacco austro-ungarico respinto sull’altopiano di Asiago e in Val Cordevole.
- Continua l’offensiva italiana: conquistato il San Michele; annunciati 8.000 prigionieri, 11 cannoni e 100 mitragliatrici prese.
- La Terza Armata espugna le quote 188 e 165, la val Peumica e progredisce ancora nella zona San Michele-San Martino del Carso.
- Bersaglieri italiani conquistano una intera linea nemica nella zona di Monfalcone.
Fronte asiatico ed egiziano
- Duri scontri a Romani: i britannici minacciano i fianchi dei turchi.
Parole d'epoca
Fiori di trincea. Diario vissuto da un cappellano di fanteria
di Don Giovanni Folci
Tra il verde cupo di boschi e prati fatto ancor più oscuro da un cielo torbido che appena ci permette un po' di luce solare a spiragli, si dispiega una massa rossastra di tetti di case. È Velo d'Astico ai piedi del Sommano e del Brazome ultimi tentacoli delle grandi catene alpine. Dinnanzi, sul piazzale grande, campeggia la bianca chiesa ed il campanile lacerati in più parti dall'urto orrendo di granate austriache. Più su, verso di noi, "la Montanina" del grande Fogazzaro, ridotta ad un ammasso di rovine occhieggianti di tra gli alberi stroncati nei bianchi filoni aprentisi al cielo, quasi membra straziate, mutilate. Ricordi di pace, d'anima generosa, di meditazioni vaste, sublimi, di idealità grandiose. Ricordo di un illustre amatore della patria. Ricordo di uno spirito resosi a Dio nella purificazione del sacrificio e del dolore in una religiosità di pratiche edificanti.
DAL FRONTE
Fra l' Adige e l' alto Isonzo persistente attività delle artiglierie.
Sull' Altipiano di Asiago il nemico distrusse mediante brillamento di mine un nostro trinceramento sulle pendici di Monte Zebio; indi lanciò un attacco che fu nettamente arrestato dal fuoco delle nostre artiglierie.
Nella zona della Tofana le nostre truppe si impadronirono di una forte posizione a dominio della comunicazione fra il Vallone di Travenanzes ed il Rio Sarè (Valle Gader).
Continua il bombardamento nemico sugli abitati dell' Alto Dogna e nostro sugli edifizi militari di Tarvis e Raibl e della piazza di Tolmino.
Sul Basso Isonzo le nostre truppe attaccarono ieri in vari punti le forti posizioni dell' avversario, mentre nel settore di Monfalcone preseguivano nella vigorosa offensiva cominciata il giorno 4 verso le Quote 85 e 121. Dopo preparazione di fuoco di artiglierie e di bombarde, mirabile per rapidità e precisione, le nostre fanterie avanzarono con superbo impeto all' assalto conquistando varie e successive linee di trinceramenti nemici.
Nella zona di Monfalcone in lotta cruenta, sostenuta con raro valore, i bersaglieri ciclisti dei battaglioni 3°, 4° ed 11° si impadronirono di quasi tutta l' altura di Quota 85 e la mantennero saldamente contro violenti ritorni offensivi del nemico. Furono presi circa 3600 prigionieri, dei quali un centinaio di ufficiali e di essi un colonnello comandante di reggimento ed un maggiore di Stato Maggiore. Ci siamo anche impadroniti di ricco bottino comprendente una batteria da tre pezzi, alcune decine di mitragliatrici, gran numero di fucili e di munizioni ed altro materiale da guerra.
Una squadriglia di nostri Caproni in condizioni atmosferiche avverse, bombardò ieri il nodo ferroviario di Opcina, ricacciando idrovolanti nemici che tentavano di opporsi ed abbattendone uno. Un nostro velivolo non è rientrato: gli altri sono incolumi.
Firmato: CADORNA





