9 Agosto, 1916

Finalmente Gorizia

«Il tricolore sventola sull’abbandonata Gorizia», territorio asburgico da circa 400 anni, salvo la breve parentesi napoleonica. Riparati i ponti sull’Isonzo, il 9 agosto la città è ormai conquistata dagli italiani; ci sono voluti un anno di tentativi vani. Sono stati tre giorni di combattimenti intensi, il bottino è ricco, i prigionieri annunciati circa 10.000.
L’esercito austro-ungarico, incalzato lungo il torrente Vertobizza, ripiega sulle colline, posizioni più facili da difendere. L’entusiasmo nelle città italiane schizza alle stelle: da Gorizia a Vienna pare sia un attimo; ci lasciamo andare, festeggiamo in strada. Il “mantenere la calma” non sempre va d’accordo con il nostro DNA.
Vienna si “vendica” bombardando Venezia, tra le “vittime” c’è la chiesa di Santa Maria Formosa, un gioiello. Al fronte gli austro-ungarici lanciano un contrattacco sul San Michele: il possesso della cima resta nostro, ma tra i caduti c’è Giuseppe Sinigaglia, un’altra eccellenza del nostro sport. Due metri scarsi per un centinaio chili, canottiere, vincitore dell’edizione 1914 della Diamond's Sculls, all’epoca la più prestigiosa regata al mondo.

Quando la notizia si diffonderà, “the italian giant” verrà onorato anche dai giornali britannici, perché se hai trionfato a casa loro devi essere un uomo speciale.

Sul fronte occidentale la Germania si riprende con caparbietà quel mucchietto di macerie chiamato Thiaumont, ma tutti gli occhi sono rivolti a oriente, in Galizia. Gli austro-tedeschi non riescono a fermare l’emorragia lungo Dnestr, le linee sono rotte e i russi sono sempre più vicini a Stanislau.
Sui giornali Alleati vengono scherniti i rinforzi turchi giunti sul fronte orientale: “sono pochi, sono inutili”. Già, proprio come quelli russi in Francia.

Davide Sartori

GLI AVVENIMENTI

Politica e società

  • Convegno di Pallanza con il Ministro inglese del Commercio, Runciman, e i Ministri italiani Arlotta e De Nava, per trattare la vitale questione del rifornimento del carbone e dei noli.
  • A Berlino è arrestato Meyer, direttore del Vorwaerts, per il contegno del giornale apertamente ostile al Governo; sospeso il Berliner Tageblatt, per articoli esprimenti dubbi sulla necessità della guerra.

Fronte occidentale

  • I tedeschi vengono respinti e i francesi avanzano a nord di Hem Wood.
  • I tedeschi riprendono Thiaumont (Verdun).
  • Raid degli zeppelin sulla costa orientale britannica: 10 morti e 16 feriti.

Fronte orientale

  • I russi occupano il nodo di Khryplyn (verso Stanislau, oggi Ivano-Frankivs'k).

Fronte italiano

  • Gli italiani catturano Gorizia. Inseguiti gli austro-ungarici; 10.000 prigionieri.
  • Gli italiani occupano le colline sulla linea del torrente Vertoibizza (Vrtojbica).
  • Pesante attacco austro-ungarico sulla riva sinistra dell’Isonzo.

  • L'aviazione asburgica bombarda Venezia, danneggiando la chiesa di Santa Maria Formosa e affondando un sommergibile britannico.

Fronte meridionale

  • Un'offensiva Alleata sul fronte macedone porta alla prima battaglia di Dojran.

Fronte asiatico ed egiziano

  • I turchi fanno pressione sulla cavalleria inglese a est di Romani (Suez), ma vengono respinti con grandi perdite.

Parole d'epoca

La presa di Gorizia

di Achille Salvatore Fontana, militare, 14° reggimento artiglieria da campagna

Carissimo padre e sorella,
Ricevetti ieri sera la vostra desiderata lettera, ed eccomi subito a rispondervi, intanto che ho un momento di tregua. Mi metto a scrivervi tanto per non farvi pensare male, ma a dirvi è vero la mia testa non è ancora a posto, il mio cuore non si trova tranquillo come prima. Sento ancora nelle orecchie il rombo assordante del cannone, ed il fragoroso bombardamento che abbiamo fatto con le nostre potenti bombarde all’inizio della grande offensiva per la presa di Gorizia. Davanti a me ho ancora la visione di quei poveri soldati feriti, che gementi trasportavano sulle barelle, di quei poveri morti che si trovavano per terra sfracellati, ecc; però nel medesimo tempo sento in me (come pure nel cuore di tutti) un certo raggio di gloria, una certa consolazione, per la bella vittoria riportata dalle nostre valorose truppe, che, dopo 15 mesi di dura lotta e sofferenze, entrarono (nelle prime ore del pomeriggio) nella città di Gorizia.


Hanno disputato il terreno palmo per palmo, ma dopo due giorni e mezzo d’offensiva generale, abbiam varcato il monte Sabotino, si passò il Calvario, c’impadronimmo della cresta del Podgora, e scalati giù nella pianura arrivarono in riva all’Isonzo, che subito dopo passarono andando nell’acqua sino a metà persona raggiunsero la riva opposta entrandovi poi in Gorizia. Non so descrivere qual gioia e consolazione fu per noi tutti al sentire ed al vedere i nostri bravi fantaccini attraversare il fiume ed entrare in città sotto una vera grandine di proiettili nemici , ma affrontando impavidi la morte marciarono avanti con la baionetta in canna ed al fatidico grido di «Savoia». Di prigionieri armi e munizioni ne fecero una gran quantità, ed anche in questo momento in cui scrivo se ne vede a passare. Sembravano frottole quello che dicevano i giornali, ma invece purtroppo è vero, hanno in trincea degli uomini che a vederli stringono il cuore. Sono scarni, sfiniti, tutti stracciati, qualcuno è senza camicia, e la maggior parte sono ragazzi di 17 18 anni e vecchi di circa 50 . Ha se foste qui a vedere il modo con cui oggi si combatte, come si svolse la nostra grande azione, ma certamente apprenderete per mezzo dei giornali , come prosegue la nostra «Vittoria». Io avrei molto desiderio di descrivervi per bene come fu’ organizzata l’offensiva, e come prosegue ancora oggi la nostra grande avanzata, ma come vedete questo non è il momento di stare troppo a discutere; è già una bella cosa avere tempo di scrivere questo. Anch’io era già 5 giorni e 5 notti che non avevo il tempo di chiudere occhio, e solo questa notte ho potuto riposare un po’. Da Bolzano siamo venuti via alla sera del giorno 2 arrivando giù alla mattina del 3 e subito abbiamo incominciato a lavorare facendo la riserva delle bombe ecc. Abbiamo lavorato giorno e notte preparando tutto l’occorrente ed alla mattina del giorno 6 alle ore 8 incominciammo il bombardamento. Sembrava un vero inferno, ma sempre si continuò a sparare acceleratamente sino alle ore 2 di pomeriggio. Abbiamo ridotto in frantumi tutti i reticolati, sconvolto trincee, distrutte gallerie ecc, e dopo con più facilità la nostra fanteria andò all’assalto. Alle ore 2 andarono all’assalto, e prima di sera avevano già passato la cresta del Podgora. Di perdite ne abbiamo avute pochissime, ed anche la nostra fanteria è stata molto contenta. Ora in Gorizia c’è anche la cavalleria ed i bersalieri. Ora tutto questo lasciamolo da parte, che se ho la fortuna di venire ancora a casa (e speriamo presto) vi racconterò tutto per bene.

Si ringrazia il Gruppo L'Espresso e l'Archivio diaristico nazionale di Pieve Santo Stefano

 

DAL FRONTE

Oggi le nostre truppe sono entrate in Gorizia.
Già nella mattinata di ieri, dopo intenso concentramento di fuoco delle artiglierie, le nostre fanterie avevano completata la conquista delle alture di Oslavia e di Podgora, spazzandovi gli ultimi reparti avversari che vi si erano annidati. Trincee e caverne furono trovate colme di cadaveri nemici; ovunque armi, munizioni e materiali di ogni specie abbandonati dall' avversario in rotta completa. Sull' imbrunire reparti delle brigate Casale e Pavia passavano a guado l' Isonzo di cui il nemico aveva in parte fatto saltare i ponti, e si afforzavano sulla riva sinistra. Una colonna di cavalleria e di bersaglieri ciclisti era tosto lanciata oltre il fiume all' inseguimento. Con alacre opera le instancabili truppe del genio, sotto i tiri delle artiglierie avversarie, gettavano i ponti e riattavano quelli danneggiati dal nemico. Sul Carso furono ieri respinti nuovi attacchi nemici contro le cime del Monte San Michele, ed espugnati altri trinceramenti nei pressi dell' abitato di S. Martino. Il numero complessivo dei prigionieri sinora accertati supera diecimila, ma altri continuano ad affluire nelle stazioni di concentramento. Non è stato ancora possibile verificare l' entità del bottino di guerra che risulta enorme.

Firmato: CADORNA

Come in una macchina del tempo, ogni giorno una nuova pagina del diario.
Le testimonianze, le immagini, i filmati negli archivi e nei giornali dell'epoca.

Sono nato a Roma nel dicembre del 1984, mi sono diplomato al liceo scientifico J.F. Kennedy e ho frequentato la facoltà di Scienze della Comunicazione all’università la Sapienza, ma non mi sono laureato.

I miei interessi? Un po’ di tutto, come molti trentaduenni. Lo sport, la politica, la Storia del ‘900. Niente di eccezionale.


Dal dicembre 2003 al marzo 2005, ho scritto per un giornale locale (Il Corriere Laziale), quindi ho fatto uno stage con una piccola televisione satellitare (Nessuno TV).
Nel 2011 la Graphofeel edizioni ha pubblicato il mio libro “Mens insana in corpore insano”, il racconto di una vacanza on the road da Roma a Capo nord.
Dall’agosto 2013 al gennaio 2014 ho ricominciato a scrivere di calcio quotidianamente, con articoli e pronostici sportivi sul sito http://www.scommessepro.com/
Da giugno 2014 racconto la Grande Guerra, giorno per giorno.

Davide Sartori