In trappola
«Gli Alleati hanno dato prova di una pazienza e un’indulgenza estrema verso la Grecia, ma non possono continuare oltre questa politica». Il 4 settembre Atene cede ancora una volta e accoglie tutte le richieste dell’ultimatum Alleato; non che avesse molta scelta. Adesso ci si potrebbe attendere una tregua, almeno nei toni, ma le opinioni pubbliche dell’Intesa non si placano: «Che l’esercito greco lasci campo libero ai bulgari senza combattere è inaccettabile, così si mettono a rischio le operazioni di Sarrail».
La diplomazia non sarebbe neanche il problema più grosso per Atene: Salonicco resta “separata in casa”, a comandare è il rivoluzionario Comitato di difesa nazionale; il giornale dell’opposizione sarebbe già stato soppresso.
Al fronte gli Alleati spingono sull’acceleratore: i rumeni proseguono per la loro strada; l’Italia muove qualcosa in Trentino e in Albania; i russi riprendono a picchiare duro in Galizia, pur guadagnando poco o nulla; e la nuova offensiva anglo-francese sulla Somme è la più violenta da oltre un mese a questa parte.
Per non dar tregua agli Imperi centrali si è ravvivata anche la battaglia di Verdun, ma qui per i francesi è una pessima giornata: il carico trasportato dai muli nel tunnel di Tavannes prende fuoco e quel tratto coperto di ferrovia, usato come ricovero e magazzino, salta in aria. I tedeschi approfittano della chance e bombardano a tappeto l’uscita, tagliando la principale via di fuga ai soldati francesi. Muoiono almeno in 500, benzina e munizioni bruciano per due giorni.
Nessun giornale Alleato darà mai la notizia, il mezzo migliaio di perdite saranno accreditate vagamente tra i dispersi.
Lontano dal cuore della guerra, nell’odierna Tanzania, i britannici continuano a dar la caccia alle truppe tedesche: Dar es Salaam, la capitale della regione e il principale porto sull'oceano Indiano, viene occupata; gli uomini del Generale Lettow-Vorbeck ripiegano all'interno, decisi a continuare la guerriglia.
Davide Sartori
GLI AVVENIMENTI
Politica e società
- Da Atene si riporta che Re Costantino riconsidererà la posizione della Grecia: il Governo greco accetta le tre condizioni della nota anglo-francese.
Fronte occidentale
- Fronte della Somme: continua l’offensiva francese, da Barleux a sud di Chaulnes; presi il villaggio di Chilly e molti prigionieri.
- Le truppe franco-inglesi fanno progressi: le prime nel sistema fortificato di Cléry-Leforest; le seconde, nella zona Guillemont-Glinchy.
Fronte italiano
- Nuovo bombardamento austro-ungarico di Venezia: lievi danni.
Fronte meridionale
- Albania: nuova azione italiana oltre la Voiussa.
Fronte orientale
- Fallisce un attacco tedesco con il gas vicino Baranavičy.
- Fronte dello Zolota Lypa: le truppe del Generale Brusilov hanno successo, 19.000 prigionieri in quattro giorni.
Fronte asiatico ed egiziano
- Continua l’offensiva russa: oltre 500 prigionieri a sud del fiume Elen, ovest di Trebisonda.
- Autoblindo britanniche ingaggiano le forze curde a sud-ovest del lago Nimrud, ovest del Lago di Van.
Parole d'epoca
Le scarpe al sole
di Paolo Monelli, alpino
Quando si arriva di notte che dall'alto viene un cantare di soldati e la nebbia corre a rannicchiarsi nel cavo delle pareti di roccia e il laghetto fuma (le nuvole vi fanno sopra le capriole) e pare che le baracche siano dolci come salottini rossi dove Scikuntala versa il tè nelle tazzine rosse e invece c'è dentro un attendente che spidocchia il saccopelo — NOSTALGIA.
Il mulo che porta le tavole e le cartucce, la ghirba gocciolante e il gabbione che s'aggrappa ai rami penzoli degli abeti, non soffre la nostalgia e non aspetta la licenza.
(Non è vero. Pensa la Beppa che è cieca d'un occhio e se fosse un soldato l'avrebbero riformata: a giugno l'erba era alta e tenera e chiarella e fiorita di gigli dallo stelo più dolce dell'acqua di fontana. E c'erano pascoli isu cui galoppare era un'ebbrezza. E non dovevo rampicar le erode con queste tavole lunghe che mi battono il muso e le orecchie.)
DAL FRONTE
In Valle di Fiemme (Avisio) il nemico, ricevuti rinforzi, dopo intensa preparazione delle artiglierie, lanciò ieri due successivi violenti attaccchi contro le posizioni da noi conquistate sul Cauriol. Arrestato ogni volta dal nostro fuoco, fu contrattaccato alla baionetta e disperso dai valorosi alpini del battaglione Valle Brenta che inflissero all’avversario perdite assai gravi. Sulla rimanente fronte azioni delle artiglierie. La nostra eseguì tiri efficaci contro obiettivi di Valle Drava. Quella nemica fu particolarmente attiva nell’Alto But e nella zona di Plava (Medio Isonzo). Velivoli nemici lanciarono bombe su Ala e nelle Valli del torrente Vanoi (Cismon) e del torrente Mis (Cordevole). Non si ebbero vittime né danni. Albania: Nella giornata del 2 nostri riparti di bersaglieri e di milizia territoriale compivano una nuova brillante incursione sulla destra della Vojussa. Un riparto di bersaglieri lasciato sul Monte Trubes, vi restava indisturbato fino al pomeriggio del giorno 3, indi rientrava nelle nostre linee. Furono presi dal nemico 34 prigionieri, tutti regolari austriaci, e numerose casse di munizioni per artiglierie, di cartucce e di viveri.
Firmato: CADORNA





