Tensioni sociali a Pietrogrado
Le migliori testimonianze dal fronte sono quelle prive di legami con eventi bellici. Il loro punto forte è il saper scivolare più o meno illese tra le maglie di censura e propaganda. Momenti insignificanti, raccontati senza enfasi, né toni eroici, così semplici eppure così perfetti da penetrare e illuminare la complessità umana. «Ci sono nella guerra degli spettacoli terribili, atroci. E non so perché, ma in certi istanti non vi commuovono, pare non vi tocchino. Li guardate e passate oltre, dentro non sentite nulla. E sarebbero scene da piangere». Molti soldati hanno paura di avere il “cuore indurito”, di aver perso la propria umanità. «Ma ci sono altri spettacoli, roba da niente, nei quali non c’è nulla di singolare, o di strano, eppure capaci di commuovervi. È uno stato d’animo indefinibile e profondo. È un fatto inspiegabile, un momento difficilmente raccontato».
A Pietrogrado la crisi della politica del Governo russo va di pari passo con le tensioni sociali. Ce ne sarebbero di cose da dirsi a quattrocchi, ma si decide di rimandare il problema, di confinarlo sotto al tappeto fingendone l’inesistenza.
La “mossa dello struzzo” è avallata in pieno dallo Zar Nicola II: il 18 gennaio la riapertura della Duma e del Consiglio dell’Impero vengono posticipate a data da destinarsi. Ma la Duma, pur nella sua totale inadeguatezza, resta sempre il miglior punto di contatto con l’esasperato popolo russo. Aver messo a tacere il Parlamento non segnerà una tregua nell'eterogeneo, contraddittorio e screpolato impero zarista.
Davide Sartori
GLI AVVENIMENTI
Politica e società
- Il Governo russo posticipa la riapertura della Duma e del Consiglio dell’Impero.
Fronte meridionale
- Infruttuoso attacco russo-rumeno sulle posizioni austro-tedesche tra le valli del Cașin e del Șușița.
Parole d'epoca
Il 13esimo Fanteria
di Giuseppe Abate
La popolazione si mostrò oltremodo cortese, buona ed ospitale: una fraternità vivissima, sin dal primo giorno, legò gli animi del paese e della Brigata. Il Postino del Reggimento ha asserito che molte erano le lettere e le cartoline che da Mortegliano e per Mortegliano giungevano al suo ufficio anche nei mesi seguenti.... Segno questo che il Fante del 13.° ama.... e sa farsi amare!... Fu a Mortegliano che risentimmo, dopo 20 mesi di guerra, il festivo e rumoroso suono delle campane. Ci parve una cosa nuova e quasi strana. Nelle funzioni celebrate dal Cappellano in trincea non veniva mai suonato alcun campanello, nemmeno quello rauco della cassetta-altare!... Ma a Mortegliano la vita era alquanto diversa, e gli scaccini avevano ampia facoltà di suonare.... e suonavano sino a stordire! ...
DAL FRONTE
Nella regione montuosa e del teatro delle operazioni nevicate e tormenta limitarono anche ieri l' attività delle nostre truppe.
Sul Carso l' artiglieria nemica con il concorso di velivoli fu più attiva contro le nostre prime linee.
La nostra rispose con energia e colpì due velivoli dei quali uno precipitò a picco su Brestovizza, l' altro cadde, capovolgendosi più volte, verso Castagnevizza.
Albania: Il giorno 16 un nostro reparto di cavalleria occupò la località di Salesi e Arra, a nord-est di Grmeni, in vicinanza della strada da Ljaskovik a Koritza.
Firmato: CADORNA





