La lotta russa contro l'isolamento
Parlare di globalizzazione nel 1917 può essere azzardato, almeno per come la intendiamo noi, ma è lì che sta andando il mondo. E comunque può servire a comprendere gli enormi problemi logistici della Russia, dove le distanze restano troppo grandi e i metodi troppo antiquati per il ritmo frenetico del tempo. In questo momento lo sconfinato impero zarista ha solo due vie d’accesso: una è Vladivostok, sul Mar del Giappone; l’altra è Arcangelo, scomodo e inadeguato approdo nel Mare di Barents. «Ventotto mesi fa Arcangelo contava 35.000 anime, oggi supera le 130.000. […] Arcangelo era un piccolo porto quasi ignorato, con un inverno di otto mesi, una notte perenne di due mesi e il porto chiuso dai ghiacci per metà dell’anno. […] Con l’Impero privato di altri sbocchi, il modesto e vecchio uscio del nord è rimasto a salvare la Russia dal tragico isolamento. Il nord, vuoto e triste, si è ripopolato. […] Ma la stagione della navigazione è breve. Quando il termometro scende improvviso a dieci gradi sotto zero, l’immenso specchio d’acqua gela e il porto si svuota in tre o quattro giorni. A trentacinque gradi sotto zero la lotta titanica è perduta, il porto resta sbarrato inesorabilmente fino a primavera tarda».
Non c’è solo il reportage dalla Russia di Virginio Gayda su La Stampa del 21 gennaio. Il giornale pubblica anche il resoconto svizzero dell’ultima seduta alla Camera prussiana. Volano stracci, tra i socialisti, ma non solo. Un rappresentante polacco si permette di far notare che la Germania non ha ancora fatto nulla per mantenere le promesse. «Ci sentiamo cittadini di serie B». Risponde piccato il Ministro degli interni prussiano Loebel: «I polacchi devono ricordare che il loro sviluppo è avvenuto sotto lo scettro prussiano. Dovrebbero solo ringraziare in ginocchio Dio e il Re di Prussia e invece dimostrano la massima ingratitudine. Se i rappresentanti polacchi non hanno fiducia nel Governo, non possono lamentarsi se, di rimando, il Governo non si fida loro». Il tatto prima di tutto. Fosse una scena di “Fantozzi”, ci starebbe benissimo il mitologico «Come è umano lei…»
Davide Sartori
GLI AVVENIMENTI
Fronte occidentale
- Respinti gli attacchi tedeschi a nord di Bois des Cauriers (Verdun).
Fronte asiatico ed egiziano
- Il Generale Latini batte nuovamente i ribelli di Suleiman-el-Baruni a el-Agelat.
Parole d'epoca
Si scende in teleferica
di Edoardo Ostinelli, fante
Tempo orrendo neve, tempesta, tormenta e dobbiamo scendere, si decide di scendere in teleferica. Viaggio anche felice ma tormenta neve e freddo intenso si assiste al passaggio di valanghe e ne siamo tutti coperti.
DAL FRONTE
Fra Sarca ed Adige movimenti nemici e duelli delle artiglierie.
Sulla rimanente fronte Tridentina e sulla fronte Giulia consuete azioni d' artiglieria e di bombarde. Nella zona di Plava e sul Carso l'attività delle nostre pattuglie diede luogo a scontri con nuclei nemici in ricognizione.
Firmato: CADORNA





