Progressi tedeschi verso Riga
Ha tergiversato qualche giorno, ma alla fine anche Pietrogrado è costretta ad ammettere i progressi tedeschi verso Riga.
Dal bollettino ufficiale russo passiamo a quello francese. Il 26 gennaio gli Alleati rispondono alle manovre tedesche a Verdun. Succinta la descrizione: «Contrattaccando al mattino, con magnifico slancio, le truppe francesi hanno ricacciato il nemico dalla maggior parte delle posizioni conquistate. Nel complesso la situazione sul fronte occidentale non ha subito cambiamenti».
Parigi continua però a parlare della crisi energetica. E chiede soprattutto fatti, consapevole di non poter risolvere il problema da un giorno all’altro. «Vi sono solo due maniere di preparare l’opinione pubblica a un fatto grave: si può illuderla, ripetendo quanto tutto proceda per il meglio; oppure si dice la verità, affinché sappia meglio resistere. Avvertendo il pubblico lo si rende un collaboratore, con l’inganno lo si rende un ribelle».
Su La Stampa, Giovanni Corvetto completa il suo ultimo reportage dalle linee del fronte: «C’è un odore caratteristico, vi travolge non appena penetrate nel territorio delle operazioni. E vi accompagna sempre, dovunque andiate, nelle baracche di Comando o nelle mense, negli accantonamenti di retrovia o nei rifugi di prima linea, lungo i camminamenti o nelle trincee. È l’odore acuto dei disinfettanti. […] Non piace, penetra in gola e invade le narici, sino ad attutire ogni altra sensibilità d’olfatto. Se ne sopporta il peso quasi con dispetto e nausea. Non v’è nulla che lo vinca, a parte il fetore dei cadaveri. Eppure in quell’odore è il segno della salvezza, la garanzia contro una nemica altrettanto minacciosa, terribile e micidiale dell’avversario. La più formidabile: la malattia infettiva».
Già, per fortuna anche i servizi sanitari stanno compiendo passi da gigante, nonostante sembrino sempre rincorrere l’industria bellica. Ci sono più strutture, più specialisti, più organizzazione.
Davide Sartori
GLI AVVENIMENTI
Politica e società
- Gran Bretagna: prestito forzoso o vendita al Tesoro di alcuni titoli esteri.
Fronte occidentale
- I francesi riguadagnano molto del terreno perso vicino Verdun.
Fronte asiatico ed egiziano
- I britannici ricatturano le trincee perse vicino Kut al-Amara.
Parole d'epoca
Diario di guerra
di Peter Krăstev, colonnello
Era un anno freddo e nevoso. Il Reggimento ha occupato quota 1248 inclusa tra i villaggi di Snegovo e Bratin-Dol, il 3° Battaglione era schierato verso Monastir su cima 821 mentre il 2° Battaglione era a nord-ovest di cima 1248. Si lavora per consolidare le posizioni perché il fuoco nemico ci ha causato pesanti perdite. Il 3° Battaglione ha eretto un solida trincea circondata da filo spinato che abbiamo chiamato "la baracca". Il fuoco nemico però distrugge spesso le reti di protezione che devono essere riparate con ulteriori sacrifici di sangue. Il Comandante del 3° Battaglione Capitano Totev si prepara per il pattugliamento previsto per questa notte. Intanto la neve continua a cadere e si unisce alla fitta nebbia più fitta del nero buio della notte. La "Baracca" è il momento di quiete, ma fuori i lampi delle granate continuano ad illuminare la notte. Tutte le compagnie sono a posto. 1 ora dopo la mezzanotte un’esplosione sveglia la notte: colpi di cannone arrivano a distanza ravvicinata alla "Baracca" che viene centrata innescando l’esplosione delle bombe a mano e delle nostre cassette di munizioni….”.
DAL FRONTE
Ieri giornata complessivamente calma lungo tutta la fronte. In Valle d' Astico attività di nostri drappelli diede luogo a piccoli scontri nelle vicinanze di Scatolari e a nord di Pedescala.In Valle di Travignolo (Avisio) e nella zona a sud-est di Gorizia azioni piuttosto intense delle artiglierie.
Firmato: CADORNA





