Austro-ungarici respinti sull’Asolone
Risveglio vivace e poco piacevole per le rettificate linee italiane sull’Asolone. Gli austro-ungarici hanno deciso di riprendersi quanto abbiamo conquistato e contrattaccano per tutta la mattinata del 15 gennaio. Vengono respinti e il pomeriggio scorre in relativa quiete.
Segni di vivacità si registrano anche a Vienna, dove c’è aria di sciopero.
A Berlino c’è fermento per una serie di Consigli della Corona tra il Kaiser e tutti i pezzi più grossi dell’Impero; nessuna indiscrezione, solo ipotesi. Le conferenze degli ultimi giorni hanno visto avvicendarsi Ludendorff, Hindenburg, il Kronprinz e il Cancelliere Hertling. Sul tavolo ci sono alcune questioni aperte con l’Austria-Ungheria, tipo i destini polacchi, ma anche i negoziati di Brest-Litovsk, gli scopi di guerra, la pace e la situazione interna.
Teatrali come i russi non c’è nessuno. E questa volta a Pietrogrado la sparano bella grossa. Le energiche proteste di tutto il corpo diplomatico internazionale costringono il Governo a liberare l’Ambasciatore rumeno e a rispettarne l’immunità, ma i bolscevichi hanno pronta la risposta: ultimatum alla Romania e, sembra, ordine di arresto per il suo Re. La teorica alleata ha 24 ore per cessare ogni “atto ostile” contro i soldati russi e rilasciare gli imprigionati, altrimenti potrebbe anche scatenarsi una guerra.
Davide Sartori
GLI AVVENIMENTI
Politica e società
- I bolscevichi danno un ultimatum di 24 ore alla Romania. I corpi diplomatici assicurano la liberazione dell’Ambasciatore rumeno. I bolscevichi ordinano l’arresto del Re di Romania.
- Progetto di schema di razionamento obbligatorio sottoposto ai Comitati di Controllo inglesi.
- Gran Bretagna: pubblicati i risultati dell’inchiesta di Cambrai.
- Scioperi in Austria-Ungheria.
- Negli Stati Uniti nominato il responsabile laburista per la guerra.
Fronte italiano
- Gli austro-ungarici contrattaccano sulle nuove posizioni italiane, ma vengono respinti.
Fronte asiatico ed egiziano
- Bombardata Amman (ferrovia dell’Hejaz).
- Considerevole attività di pattuglia aerea in Palestina.
Dal fronte italiano
REGIO ESERCITO ITALIANO - COMANDO SUPREMO
15 GENNAIO 1918
Nella regione di Monte Asolone il combattimento si riaccese sul pomeriggio di ieri. Le nostre truppe, efficacemente sostenute dalle artiglierie, avanzarono con grande bravura per rettificare la propria linea a nord di Osteria “Il Lepre” alla testata di Val Cesilia. Ad onta dell’accanita resistenza e della vivacissima reazione nemica, notevoli vantaggi poterono essere conseguiti e gravissime perdite furono inflitte all’avversario. Catturammo 8 ufficiali, fra cui un tenente colonnello e 283 uomini di truppa.
Al saliente del Monte Solarolo riparti “Arditi” svolgendo una efficace azione dimostrativa, penetrarono fin dentro le trincee avversarie.
Ad est di Capo Sile, con azioni di sorpresa, eseguita con girevole slancio, ampliammo la testa di ponte, strappando alcune trincee al nemico e respingendo poi ripetutamente i suoi sanguinosi contrattacchi. Vennero catturati due ufficiali, 43 uomini di truppa, due mortai da trincea ed alcune mitragliatrici.
Sulla rimanente fronte più intensa azione d’artiglieria a cavallo della Val Brenta e scontri di pattuglie con esito a noi favorevole a Valle del Ponte della Priula.
Quattro velivoli nemici vennero fatti precipitare da nostri aviatori a nord di Monte Melago, a Forza, in Val Stagna, e sul Monte Grappa, ad un quinto dalla nostra artiglieria presso Ormelle; due altri apparecchi vennero abbattuti presso Codogné (est di Conegliano) da aviatori britannici. Idrovolanti nel pomeriggio colpirono efficacemente movimenti nemici lungo il basso Piave.
GENERALE DIAZ





