C’è un “numero 1” e un “numero 2”
«L’Austria-Ungheria è affamata di pace. […] La Germania crede ancora di tenere il coltello alla gola del mondo». Gli interventi di Czernin e Hertling sono passati sulle scrivanie delle redazioni di tutto il mondo e i giornali del 26 gennaio riportano i primi commenti.
Gli Alleati riconoscono a Vienna di aver fatto tutte le concessioni possibili sul piano ideale, ma la diffidenza regna sovrana, anche perché sulle questioni territoriali nel migliore dei casi si glissa, altrimenti si respingono. E poi è chiaro a tutti: Vienna resta subordinata a Berlino e la risposta tedesca «porta i segni del partito militare e pangermanista».
Un’altra cosa viene notata: neanche questa volta sono esplicitati scopi di guerra precisi, al massimo si può supporre il desiderio di un vago ritorno allo status quo.
Anche in Germania si commentano i due discorsi e i toni sono di generale soddisfazione: «Il programma di Washington, di combattere la vittoria militare tedesca con una vittoria politica, rimane infruttuoso».
Al Reichstag parla il Ministro degli Interni. Annuncia la circolazione di un appello allo sciopero generale. L’eventualità non sembra turbarlo: «Confidiamo nel buon senso delle masse, ma il Governo è deciso a mantenere l’ordine pubblico a qualsiasi costo».
Di proclami ne girano parecchi. I bolscevichi ne hanno diffuso uno diretto al popolo austro-ungarico, denunciano gli scopi imperialisti dei due Imperi, anche di Vienna, perché nonostante le sue parole, Czernin non si è mai opposto alle affermazioni tedesche a Brest-Litovsk, né le ha mai corrette. Il Ministro degli esteri asburgico sarebbe solo il “vice” di Kühlmann.
Ultimo proclama di giornata: l’Ucraina si dichiara indipendente, finora era autonoma.
Davide Sartori
GLI AVVENIMENTI
Politica e società
- Londra: colloquio confidenziale tra Orlando e Ante Trumbić, Presidente del Comitato jugoslavo, che rappresenta i fuoriusciti croati, dalmati e sloveni.
- Berlino: alla Commissione del Bilancio del Reichstag il Segretario di Stato per l’Interno risponde all’eventualità di uno sciopero generale, confidando nel buon senso delle masse, ma che il Governo è deciso a mantenere l'ordine a qualsiasi costo.
- Il Governo bolscevico russo, con un proclama al popolo austro-ungarico, denuncia i progetti annessionisti dei due Imperi centrali, rivelatisi nelle trattative di Brest-Litovsk.
- L’Ucraina dichiara la sua completa indipendenza.
- Il Governo provvisorio siberiano viene eletto dal Governo regionale a Tomsk.
- Il Governo spagnolo sospende le garanzie costituzionali nella provincia di Barcellona, dove i disordini hanno assunto un carattere molto grave.
Fronte occidentale
- Viene riferita l’estensione della linea britannica a sud di Saint-Quentin.
- I tedeschi riferiscono un attacco aereo a Dunkerque, Calais e Boulogne.
Fronte italiano
- Tentativo asburgico respinto a Caposile.
- Gli austro-ungarici bombardano Mestre e Treviso, danneggiando gli ospedali.
Fronte asiatico ed egiziano
- I turchi attaccano vicino At-Tafilah e Ma’an (Giordania), ma vengono respinti dalle truppe arabe dell’Hejaz.
Operazioni navali
- Sottomarini tedeschi affondano il traghetto a vapore irlandese “Cork” e il piroscafo spagnolo “Giralda”.
DAL FRONTE ITALIANO
Azioni di artiglieria limitate nella zona montana e più intense dal Montello al mare.
Le migliorate condizioni atmosferiche ridestarono grande attività aerea da ambo le parti.
Nostri aeroplani bombardarono con successo baraccamenti nemici e impianti ferroviari a Cismon e a Primolano; idrovolanti della R. Marina colpirono efficacemente obbiettivi militari fra Sile e Piave. Squadriglie nostre ed alleate, in volo di crociera e di ricognizione attaccarono più volte stormi di velivoli nemici dei quali due in regione Monte Zebio e Valsugana precipitarono sotto i colpi dei nostri aviatori e due a S. pietro Feletto e a S. Fior sotto quelli di aviatori britannici che incendiarono anche due palloni frenati nemici nei pressi di Conegliano.
Gli apparecchi avversari lanciarono qualche bomba senza arrecare danni su vari tratti delle nostre trincee.
Firmato: DIAZ





