Il mondo alla rovescia
«Abile ed equilibrato»: sono gli aggettivi più associati all’intervento di Orlando. La seconda giornata di lavori alla Camera dei deputati è “strana”, diversa dal solito; tira un’altra aria, da universo parallelo. Nella seduta del 13 febbraio viene letto il Patto di Londra pubblicato in Russia e censurato in Italia, per molti è quasi una scoperta. «Siamo i meno imperialisti». Commento molto gettonato, ma bivalente: è senza dubbio positivo, ma è anche un’ammissione.
A stupire sono però le timide aperture alla nuova situazione, all’eventuale orientamento verso un programma minimo, magari rivedendo alcune posizioni. Stupisce perché il protagonista non è un socialista, ma Giuseppe Bevione, deputato nazionalista: «Voi Giolittiani, antichi neutralisti costituzionali, non avete avuto fede sufficiente e noi interventisti giudicammo con soverchia facilità l’impresa. Voi socialisti avete visto giusto in molte cose a Zimmerwald, offrendo spunti al primo immortale messaggio di Wilson. Da Zimmerwald partirono alcune direttive destinate a fare Storia, ma devo rimproverarvi l’irriducibile opposizione
alla nostra guerra. […] Oggi è tutto più chiaro, le colpe passate è inutile rilevarle di continuo. L’Intesa si è quasi purgata dal germe dell’imperialismo. […] Un’ora così drammatica non è mai passata per il mondo. La resistenza è possibile se i Governi saranno decisi nell’azione, ma moderati e saggi nelle finalità assegnate alla guerra, se tutti i ceti daranno esempio di unità. Il pericolo è grave per tutti».
Modigliani, agli antipodi nel paesaggio politico, si alza e va a congratularsi con il deputato nazionalista. I socialisti gridano: «Vieni qui, puoi iscriverti al nostro partito». È un momento di grande ilarità in aula, ma forse il primo di vera unità.
Orlando sembrerebbe avere buon gioco, meno intransigente di Sonnino e più propenso a trattare qualche minima rinuncia con gli Alleati. Ma il discorso di Bevione si accorda bene anche alle parole scritte una settimana fa da Tommaso Tittoni, di casa nella Destra storica: «Una maggiore collaborazione tra Parlamento e Governo non indebolirebbe quest’ultimo. Al contrario, lo rafforzerebbe, togliendolo da un isolamento che ha concentrato sul Governo l’esclusiva responsabilità di tutti gli errori e di tutti gli insuccessi. Una più stretta collaborazione con il Parlamento accrescerebbe l’autorità e la forza governativa e sarebbe del tutto naturale, specie in un momento così delicato».
Tittoni criticava l’uso illimitato dei pieni poteri. I poteri eccezionali devono essere usati, per definizione, una tantum e solo in certi casi; la corretta interpretazione è restrittiva, non omnicomprensiva. La sola “diffidenza” verso il Parlamento non dovrebbe essere un motivo sufficiente per bypassarlo. È il contrario di quanto sostenuto finora da buona parte della destra conservatrice.
Occhio, perché le sorprese arrivano anche dalla Francia, dove insospettabili giornali se ne escono con un inatteso zuccherino per i russi: «Di sicuro i bolscevichi sono andati troppo oltre nella trasformazione sociale. Vittime della propria ideologia, si sono spinti fino all’anarchia. Ma per quanto gravi possano essere stati i loro eccessi, noi, discendenti dei rivoluzionari del 1789, dobbiamo constatare tuttavia che essi rappresentano oggi, in Europa, una forza in fermento contro il militarismo feudale degli Hohenzollern. Dopo settimane di negoziati non hanno acconsentito a firmare un accordo con i tedeschi. I bolscevichi non potranno continuare la guerra, ma rifiutano di solidarizzare con le ambizioni annessioniste prussiane. I Governi occidentali non possono dimenticare la fiducia di Wilson nella rivoluzione russa, nonostante tutti gli errori commessi».
A proposito di Pietrogrado, i bolscevichi sconfiggono le forze del Generale Alekseyev, mentre a Novočerkassk viene rinvenuto il cadavere del Generale Kaledin: l’ex leader dei Cosacchi del Don si è suicidato.
Davide Sartori
GLI AVVENIMENTI
Politica e società
- Alla Camera Italiana viene letto il testo del trattato speciale (fatto pubblicare dal Governo bolscevico russo) per il quale l’Italia, entrando in guerra nel 1915, si è associata al Patto di Londra.
- Il Governo inglese dichiara di non ritenersi obbligato a riconoscere la pace stipulata fra le Potenze centrali e l’Ucraina.
- Sconfitto il gruppo pacifista nella Camera dei Comuni inglese.
- Si annuncia da Pietrogrado che, in seguito alla proclamata separazione dello Stato dalla Chiesa, è stato lanciato l'anatema contro il Governo russo.
Fronte occidentale
- Successo francese tra Tahure e la Butte du Mesnil (Champagne).
Fronte orientale
- Il Generale Alekseyev viene sconfitto dai bolscevichi; segnalato il suicidio del Generale Kaledin.
Fronte italiano
- Estesa la linea britannica in Italia.
Fronte meridionale
- Si telegrafa da Salonicco che i torbidi sarebbero continuati nelle regioni di Lamia e di Tebe. Si tratterebbe di un complotto tedesco-costantiniano. Il Governo greco ha fatto arrestare 70 noti germanofili, che fanno parte della famigerata “Lega degli emigrati”. Fra essi ci sono parecchi ex Ministri.
DAL FRONTE ITALIANO
In Val Lagarina movimenti di pattuglie nemiche disperse dalle nostre batterie.
Sul Pasubio brillamenti di mine con sensibili danni alle posizioni avversarie.
In Val d’astici e sui margini occidentali dell’Altipiano di Asiago maggiore attività delle opposte artiglierie.
Nella zona di Col Caprile un tentativo di irruzione di fanterie avversarie, preceduto da intensa preparazione di fuoco. Venne immediatamente soffocato dal fermo contegno delle nostre truppe e dall’efficace intervento delle artiglierie; qualche prigioniero restò nelle nostre mani.
Ad est di Conegliano due palloni frenati nemici vennero incendiati da aviatori britannici.
Firmato: DIAZ





