2 Marzo, 1918

Tedeschi a Kiev

L’offensiva degli Imperi centrali sul fronte orientale rallenta, un minimo di resistenza si è palesata, sporadica, nulla di serio. Il 2 marzo i tedeschi entrano a Kiev, i russi si ritirano dall’Ucraina.
Berlino vuole accomodarsi anche sul Baltico e avvisa Stoccolma di un imminente sbarco nelle isole Åland, al momento occupate degli svedesi in “missione umanitaria”. La giustificazione tedesca è più o meno questa: “I finlandesi ci hanno chiesto aiuto contro i rivoluzionari massimalisti e l’arcipelago sarebbe una perfetta base di operazioni”. La Svezia protesta.
È un buon momento per gli Imperi centrali, un altro tassello sta andando al suo posto: la Romania accetta di negoziare la pace e lo fa accogliendo le richieste della Quadruplice alleanza come base per le trattative. Non può far altro.

L’Intesa studia soluzioni e si confronta sull’eventuale azione giapponese in Siberia.

Su una cosa si è tutti d’accordo: bisogna proteggere le riserve di risorse e materiale accatastate nella regione e soprattutto a Vladivostok; bisogna impedire la caduta dei vecchi rifornimenti Alleati in mani tedesche, magari in seguito alla conclusione della pace. Il problema è però stabilire fin dove potrà spingersi Tokyo, se lasciarle carta bianca, o piazzare paletti ben precisi. In ogni caso in Giappone si è già iniziato a preparare l’opinione pubblica all’eventualità di un intervento diretto in Russia.

Davide Sartori

GLI AVVENIMENTI

Politica e società

  • I Ministri di Danimarca, Norvegia, Olanda, Spagna, Svezia e Svizzera mandano al Governo russo una nota collettiva per protestare contro i decreti che ledono i diritti dei cittadini dei loro Stati neutrali.
  • La Romania accetta di negoziare la pace sulla base delle richieste nemiche.
  • I tedeschi notificano alla Svezia l’imminente occupazione delle isole Åland
  • Parlando alla Sorbona, l'ex Ministro francese Pichon rivela che la Germania, al principio della guerra, chiese alla Francia la cessione temporanea di Toul e Verdun a garanzia della sua neutralità, promettendone la restituzione una volta terminata la guerra con la Russia.

Fronte occidentale

  • Un primo attacco tedesco contro trincee tenute dagli americani nel settore dello Chemin des Dames è respinto con gravi perdite per l'assalitore.
  • Numerosi raid tedeschi sulle linee britanniche.

Fronte orientale

  • Continua l’avanzata austro-tedesca in Estonia, Livonia, Ucraina: i tedeschi entrano a Kiev, gli austro-ungarici invadono la Podolia.

Fronte asiatico ed egiziano

  • Avanzata britannica lungo la strada Gerusalemme-Nablus su un fronte di 19 km

DAL FRONTE ITALIANO

Causa il maltempo l’attività combattiva fu ieri minima su tutta la fronte.
Nostre pattuglie sull’altipiano di Asiago tolsero al nemico armi e munizioni.
Una pattuglia francese, raggiunta la sponda sinistra del Piave, ne riportò qualche prigioniero.

Firmato: DIAZ

Come in una macchina del tempo, ogni giorno una nuova pagina del diario.
Le testimonianze, le immagini, i filmati negli archivi e nei giornali dell'epoca.

Sono nato a Roma nel dicembre del 1984, mi sono diplomato al liceo scientifico J.F. Kennedy e ho frequentato la facoltà di Scienze della Comunicazione all’università la Sapienza, ma non mi sono laureato.

I miei interessi? Un po’ di tutto, come molti trentaduenni. Lo sport, la politica, la Storia del ‘900. Niente di eccezionale.


Dal dicembre 2003 al marzo 2005, ho scritto per un giornale locale (Il Corriere Laziale), quindi ho fatto uno stage con una piccola televisione satellitare (Nessuno TV).
Nel 2011 la Graphofeel edizioni ha pubblicato il mio libro “Mens insana in corpore insano”, il racconto di una vacanza on the road da Roma a Capo nord.
Dall’agosto 2013 al gennaio 2014 ho ricominciato a scrivere di calcio quotidianamente, con articoli e pronostici sportivi sul sito http://www.scommessepro.com/
Da giugno 2014 racconto la Grande Guerra, giorno per giorno.

Davide Sartori