Tra fantasia e realtà
Le pessime condizioni meteo rallentano o paralizzano le operazioni al fronte. In Francia e in Belgio ci si limita a vivaci scambi d’artiglieria, battaglia di Soissons esclusa. I giornali però devono scrivere qualcosa e portare acqua al proprio mulino. In Inghilterra, per distogliere l’attenzione dal rincaro dei prezzi, viene inventata una mirabolante vittoria a La Bassée, poi smentita dall’inviato al fronte del Times e dagli stessi vertici militari: «Non succede un bel niente da due settimane». Fantasia e realtà a confronto. Il 20 gennaio si registrano marginali progressi francesi a Bois le Prêtre.
La Stampa pubblica la proposta di due deputati parigini: chiedono di assegnare il premio Nobel al popolo belga «che ha affermato il principio dell’inviolabilità dei trattati e, combattendo eroicamente per la difesa della neutralità, ha reso un eminente servizio alla causa della pace e del diritto».
Se il fronte occidentale è paralizzato dal’inverno, quello orientale è ancor più complesso: mutamenti pochi e irrisori. I russi conquistano Skępe e avanzano in Bucovina. Ma il successo migliore è aver respinto l’assalto austro-ungarico sul passo di Carlibaba: quel settore è fondamentale per attirare la Romania nel conflitto.
Davide Sartori
GLI AVVENIMENTI
Politica e società
- Il Segretario di Stato americano Bryan scrive una lettera che confuta l’accusa al Governo degli Stati Uniti di aver mostrato una predilezione per l'Intesa (la lettera verrà pubblicata il 24 gennaio).
Fronte occidentale
- Progressi francesi a Bois le Prêtre.
- Feroci combattimenti sull'Hartmannsweilerkopf (Alsazia).
Fronte orientale
- I russi conquistano Skępe (Polonia) e avanzano in Bucovina, respingendo l’attacco austro-ungarico al passo di Carlibaba.





