Propaganda e ottimismo
Come insegna la pubblicità: “L’ottimismo è il sale della vita”. Tutti i giornali del 22 gennaio pubblicano il comunicato ufficiale del Generale Joffre, Comandante in capo degli Alleati. Vengono smentite le versioni tedesche, in verità fantasiose e neanche poco. Sì, ma attenzione a dar per buone le parole di Joffre, nel campo della propaganda i francesi e i tedeschi si assomigliano molto. Per il Generale Alleato «il bilancio degli ultimi due mesi consiste prima di tutto nel progresso generale delle nostre truppe, sensibilissimo in alcuni punti – e mi piacerebbe sapere dove – in secondo luogo nella ritirata generale del nemico, eccetto a nord-est di Soissons. […] La Germania ha esaurito le sue risorse, per ottenere il successo totale basterà aspettare. L’offensiva tedesca è spezzata, la difesa tedesca lo sarà a sua volta». Ecco, con queste premesse non si capisce come mai si tirerà avanti fino al 1918.
In Polonia i russi sferrano un’offensiva in direzione di Torun, nella Prussia orientale, perdono però l’iniziativa nei Carpazi: all’ennesimo tentativo l’esercito austro-ungarico riesce a riconquistare il passo di Carlibaba.
Davide Sartori
GLI AVVENIMENTI
Politica e società
- In un discorso ai Vescovi, il Papa condanna ancora una volta la guerra.
Fronte occidentale
- Pesanti combattimenti a Fontaine Madame e Saint-Hubert (Argonne) e sull'Hartmannsweilerkopf (Alsazia).
- Assalto aereo tedesco a Dunkerque (100 vittime), mentre gli aerei Alleati colpiscono Zeebrugge in Belgio e le officine di Essen in Germania.
Fronte orientale
- Gli austro-ungarici, grazie a pesanti rinforzi, riconquistano il passo di Carlibaba.
- I russi sferrano una l'offensiva in direzione di Torun, nella Prussia orientale.




