1 Febbraio, 1915

Il "parecchio" giolittiano

La Germania non è così unita come vorrebbe far credere. Non lo è soprattutto ai piani alti, dove si decidono le future strategie. Il Capo di Stato maggiore Falkenhayn e il Kaiser Guglielmo II vorrebbero dare massima priorità al fronte occidentale; sperano di poter ancora trovare un qualsiasi accordo con la Russia, concentrando poi tutte le forze sull’annientamento della Francia.
Al contrario l’opinione pubblica, il Primo ministro Bethmann-Hollweg e la coppia di Generali più idolatrata del momento, Hindenburg e Ludendorff, sono convinti di poter schiacciare Pietrogrado, di poter vincere sul campo del fronte orientale. È un bel problema, a malincuore si trova un compromesso: Falkenhayn rinuncerà a parte delle sue riserve, inviate in Polonia come rinforzi.
Ma se nessuno è mai riuscito a demolire la Russia un motivo dovrà pur esserci; anche questa volta la storia sembra destinata a ripetersi.
Lontano dal fronte la vita dei tedeschi scorre non proprio agevole: il primo febbraio il Governo vara il razionamento di pane e farina.


In Italia La Tribuna pubblica una lettera di Giolitti all’onorevole Peano. Le parole dell’ex Primo Ministro seppelliscono le recenti voci di cospirazione. Più interessante è la considerazione sulla politica italiana: «La mia adesione al partito della neutralità assoluta? Altra leggenda. Certo, io considero la guerra non come una fortuna, ma come una disgrazia, la quale si deve affrontare solo quando sia necessario per l’onore e i grandi interessi del paese. Non credo sia lecito portare il paese in guerra per un sentimentalismo verso gli altri popoli. Per sentimento ognuno può gettare la propria vita, non quella del proprio paese; ma quando necessario non esiterei ad affrontare la guerra, e l’ho provato. Potrebbe essere, e non apparirebbe improbabile, che nelle attuali condizioni dell’Europa, parecchio possa ottenersi senza la guerra». Attorno a quel “parecchio” si scatena il dibattito politico.

Davide Sartori

GLI AVVENIMENTI

Politica e società

  • Lettera di Benedetto XV all’arcivescovo di Gniezno e di Poznan sulla condizione della popolazione polacca in seguito alla guerra.
  • In Francia vengono sequestrate le pubblicazioni contenenti la preghiera per la pace, scritta dal Papa e indirizzata ai fedeli, in attesa dell'interpretazione che ne daranno i vescovi. 
  • L' on. Giolitti pubblica su La Tribuna una lettera  del 24 gennaio all'on. Peano, nella quale chiarisce i suoi rapporti con il Principe di Bülow e dichiara che, pur non essendo fautore della neutralità assoluta, crede che l’Italia, nelle attuali condizioni, possa ottenere parecchio senza partecipare alla guerra.
  • In Germania vengono razionati pane e farina.
  • L’Ammiragliato britannico emette l’ordine che proibisce ai pescherecci neutrali di usare i porti inglesi.

Fronte occidentale

  • Gli anglo-francesi respingono un attacco tedesco a ovest di La Bassée.
  • Progressi francesi vicino Perthes-lès-Hurlus.

 Fronte orientale

  • Attacchi tedeschi sulla riva sinistra della Vistola, sanguinosamente respinti.
  • Continuano i combattimenti vicino Bolimow, i russi riguadagnano terreno.
  • I russi avanzano nei Carpazi dal passo Dukla all’alto San.

Fronte asiatico ed egiziano

  • L’avanguardia turca si avvicina al canale di Suez.

Guerra navale

  • La nave ospedale “Asturias” viene attaccata da sottomarini tedeschi al largo di Le Havre.
  • La Grecia, in seguito a cortese invito del Governo  italiano, ritira da Durazzo l'incrociatore Hellas.

 

Parole d'epoca

Giovanni Giolitti

Lettera all'onorevole Peano

«Cavour, 24 gennaio 1915.
«Caro Amico,
« È stranissima la facilità con la quale, parte in buona, parte in mala fede, si formano le leggende. Ora due tendono a formarsi; una di pretesi miei rapporti col Principe di Búlow, l'altra la opinione che mi si attribuisce che si debba mantenere in modo assoluto la neutralità in qualunque caso.
Conosco il Principe Bùlow da molti anni; ho grande stima del suo ingegno e del suo carattere; l'ho sempre trovato amico dell'Italia, beninteso mettendo sempre in prima linea il suo paese, come é suo dovere. 
Egli quando era a Roma come semplice privato veniva spesso a trovarmi. Ora, che venne a Roma come ambasciatore, lo incontrai per caso in piazza del Tritone; egli mi disse che voleva venire a trovarmi; io gli risposi che essendo io un disoccupato sarei andato da lui, e così feci l'indomani. Si parlò in modo affatto accademico dei grandi avvenimenti; ma mi guardai bene dall'entrare nell'argomento del contegno che debba tenere l'Italia.

Avrei mancato al mio dovere, nè egli entrò in tale argomento, perché egli é uomo che non manca mai alle convenienze.
Alcuni giorni dopo venne a rendermi la visita; io non ero in casa, mi lasciò una carta da visita e non lo vidi più essendo io partito da Roma.
La mia adesione al partito della neutralità assoluta. Altra leggenda.
Certo io non considero la guerra come una fortuna, come i nazionalisti, ma come una disgrazia, la quale si deve affrontare solo quando é necessario per l'onore e per i grandi interessi del paese.
Non credo sia lecito portare il paese alla guerra per un sentimentalismo verso altri popoli. Per sentimento ognuno può gettare la propria vita, non quella del paese. Ma quando fosse necessario non esiterei nell'affrontare la guerra, e l'ho provato.
Credo molto, nelle attuali condizioni dell'Europa, potersi ottenere senza guerra, ma su di ciò chi non é al governo non ha elementi per un giudizio completo.
Quanto alle voci di cospirazioni e di crisi non le credo possibili. Ho appoggiato ed appoggio il Governo, nulla importandomi delle insolenze di chi si professa suo amico ed invece é forse il suo peggior nemico. - Gradisca i miei più cordiali saluti aff.mo Giolitti » .

Come in una macchina del tempo, ogni giorno una nuova pagina del diario.
Le testimonianze, le immagini, i filmati negli archivi e nei giornali dell'epoca.

Sono nato a Roma nel dicembre del 1984, mi sono diplomato al liceo scientifico J.F. Kennedy e ho frequentato la facoltà di Scienze della Comunicazione all’università la Sapienza, ma non mi sono laureato.

I miei interessi? Un po’ di tutto, come molti trentaduenni. Lo sport, la politica, la Storia del ‘900. Niente di eccezionale.


Dal dicembre 2003 al marzo 2005, ho scritto per un giornale locale (Il Corriere Laziale), quindi ho fatto uno stage con una piccola televisione satellitare (Nessuno TV).
Nel 2011 la Graphofeel edizioni ha pubblicato il mio libro “Mens insana in corpore insano”, il racconto di una vacanza on the road da Roma a Capo nord.
Dall’agosto 2013 al gennaio 2014 ho ricominciato a scrivere di calcio quotidianamente, con articoli e pronostici sportivi sul sito http://www.scommessepro.com/
Da giugno 2014 racconto la Grande Guerra, giorno per giorno.

Davide Sartori