Lavorare sull'opinione pubblica
Le parole hanno sempre un peso, ma se a scriverle è il quotidiano più vicino al Ministro degli esteri Sonnino diventano schiaccianti. Il 14 febbraio il Giornale d’Italia lancia un lungo e allarmante editoriale: tutto l’articolo sembra orientato a preparare l’opinione pubblica italiana all’entrata in guerra. In primavera il conflitto subirà una violenta accelerata e noi dovremo prendere una decisione definitiva. «Lasciar passare la crisi sarebbe un suicidio». L’Italia potrà e dovrà migliorare le sue frontiere, realizzare le sue aspirazioni, rialzare il proprio prestigio e assicurarsi l’avvenire. «Urge far sapere al Governo che il popolo italiano è intorno a esso, è pronto a tutti i sacrifici, è capace di tutti gli sforzi, è animato dal più ardente patriottismo».
L’Italia non deve dimenticare di essere una grande Potenza. Ma forse ci sopravvalutiamo, così come fece l’Impero asburgico; con le belle parole non si vincono le guerre.
Anche Costantinopoli lancia un appello al popolo, quello egiziano. Gran tempismo, a Suez la batosta turca è stata fulminea, tanto da non capire neanche cosa li abbia colpiti. Il Sultano scrive ai suoi «figli dell’Egitto»: «Ero costantemente in pena di vedervi soffrire sotto la tirannia inglese, attendevo il momento propizio per farla cessare. Rendo grazie all’Onnipotente di avermi accordato l’occasione. […] Sono sicuro che, con l’aiuto del divino, il mio esercito riuscirà a liberarvi».
Perfetto, ma il problema è uno ed è piuttosto grosso: “l’aiuto divino” latita e, per quanto visto finora, solo un miracolo potrebbe aiutare l’attuale esercito ottomano.
Davide Sartori
GLI AVVENIMENTI
Politica e società
- Sul Giornale d'Italia, ritenuto organo dell'on. Sonnino, è pubblicato un articolo sulla necessità di preparare moralmente il paese nell’eventualità della guerra.
- Londra: conferenza delle organizzazioni socialiste di Belgio, Francia, Inghilterra e Russia. Partecipano i ministri Sembat (Francia) e Vandervelde (Belgio). Si vota un ordine del giorno, nel quale si dichiara che la guerra odierna non dev'essere di conquista, ma di liberazione, né si deve mirare all'annichilimento politico o economico della Germania.
Fronte occidentale
- I tedeschi conquistano le trincee britanniche vicino Sint-Elooi. I francesi riguadagnano terreno vicino Norroy.
- I tedeschi prendono Sengern e Rembsach (Rimbach), nella valle del Lauch.
Fronte orientale
- I tedeschi prendono Elk; nell’intera Prussia orientale non ci sono più truppe russe.
- I russi tengono i loro terreni nei Carpazi occidentali, ma gli austro-ungarici prendono Nadvirna (Galizia orientale).





