14 Febbraio, 1915

Lavorare sull'opinione pubblica

Le parole hanno sempre un peso, ma se a scriverle è il quotidiano più vicino al Ministro degli esteri Sonnino diventano schiaccianti. Il 14 febbraio il Giornale d’Italia lancia un lungo e allarmante editoriale: tutto l’articolo sembra orientato a preparare l’opinione pubblica italiana all’entrata in guerra. In primavera il conflitto subirà una violenta accelerata e noi dovremo prendere una decisione definitiva. «Lasciar passare la crisi sarebbe un suicidio». L’Italia potrà e dovrà migliorare le sue frontiere, realizzare le sue aspirazioni, rialzare il proprio prestigio e assicurarsi l’avvenire. «Urge far sapere al Governo che il popolo italiano è intorno a esso, è pronto a tutti i sacrifici, è capace di tutti gli sforzi, è animato dal più ardente patriottismo».
L’Italia non deve dimenticare di essere una grande Potenza. Ma forse ci sopravvalutiamo, così come fece l’Impero asburgico; con le belle parole non si vincono le guerre.


Anche Costantinopoli lancia un appello al popolo, quello egiziano. Gran tempismo, a Suez la batosta turca è stata fulminea, tanto da non capire neanche cosa li abbia colpiti. Il Sultano scrive ai suoi «figli dell’Egitto»: «Ero costantemente in pena di vedervi soffrire sotto la tirannia inglese, attendevo il momento propizio per farla cessare. Rendo grazie all’Onnipotente di avermi accordato l’occasione. […] Sono sicuro che, con l’aiuto del divino, il mio esercito riuscirà a liberarvi».
Perfetto, ma il problema è uno ed è piuttosto grosso: “l’aiuto divino” latita e, per quanto visto finora, solo un miracolo potrebbe aiutare l’attuale esercito ottomano.

Davide Sartori

GLI AVVENIMENTI

Politica e società

  • Sul Giornale d'Italia, ritenuto organo dell'on. Sonnino, è pubblicato un articolo sulla necessità di preparare moralmente il paese nell’eventualità della guerra.
  • Londra: conferenza delle organizzazioni socialiste di Belgio, Francia, Inghilterra e Russia. Partecipano i ministri Sembat (Francia) e Vandervelde (Belgio). Si vota un ordine del giorno, nel quale si dichiara che la guerra odierna non dev'essere di conquista, ma di liberazione, né si deve mirare all'annichilimento politico o economico della Germania. 

Fronte occidentale

  • I tedeschi conquistano le trincee britanniche vicino Sint-Elooi. I francesi riguadagnano terreno vicino Norroy.
  • I tedeschi prendono Sengern e Rembsach (Rimbach), nella valle del Lauch.

Fronte orientale

  • I tedeschi prendono Elk; nell’intera Prussia orientale non ci sono più truppe russe.
  • I russi tengono i loro terreni nei Carpazi occidentali, ma gli austro-ungarici prendono Nadvirna (Galizia orientale).

 

Come in una macchina del tempo, ogni giorno una nuova pagina del diario.
Le testimonianze, le immagini, i filmati negli archivi e nei giornali dell'epoca.

Sono nato a Roma nel dicembre del 1984, mi sono diplomato al liceo scientifico J.F. Kennedy e ho frequentato la facoltà di Scienze della Comunicazione all’università la Sapienza, ma non mi sono laureato.

I miei interessi? Un po’ di tutto, come molti trentaduenni. Lo sport, la politica, la Storia del ‘900. Niente di eccezionale.


Dal dicembre 2003 al marzo 2005, ho scritto per un giornale locale (Il Corriere Laziale), quindi ho fatto uno stage con una piccola televisione satellitare (Nessuno TV).
Nel 2011 la Graphofeel edizioni ha pubblicato il mio libro “Mens insana in corpore insano”, il racconto di una vacanza on the road da Roma a Capo nord.
Dall’agosto 2013 al gennaio 2014 ho ricominciato a scrivere di calcio quotidianamente, con articoli e pronostici sportivi sul sito http://www.scommessepro.com/
Da giugno 2014 racconto la Grande Guerra, giorno per giorno.

Davide Sartori