Governo greco dimissionario
Colpo di scena in Grecia: il Premier Venizelos si dimette e con lui tutto il Governo. Sembra incredibile, Venizelos ha una popolarità straripante, è considerato il padre e l’artefice della “Grande Grecia”. La stampa sembra tutta con lui ed è d’accordo sulla necessità dell’intervento in guerra. Re Costantino no, è contrario ed è lui ad avere l’ultima parola. Il Gran Consiglio della corona ha bocciato i piani del Primo Ministro; il Re è stato spalleggiato da alcuni politici e soprattutto dai militari, un parere non secondario visto l’argomento.
Quindi si resta neutrali, lo strappo è insanabile e Venizelos lascia l’incarico il 6 marzo.
Tutto ruotava intorno al nodo Bulgaro: in caso di attacco alla Turchia come avrebbe reagito Sofia? Ne avrebbe approfittato o no? E l’esercito greco sarebbe stato in grado di difendersi da un’eventuale aggressione della Bulgaria?
Il punto è sempre lo stesso: le dinamiche politiche dei Balcani sono troppo imprevedibili.
L’immobilismo di Atene non preoccupa però la Triplice Intesa; l’operazione nei Dardanelli prosegue e, ironia della sorte, le coste turche, non lontano dalle antiche rovine di Troia, vengono bombardate dalla corazzata “Agamennone”, come il mitologico sovrano di Micene. Che stile gli inglesi...
Davide Sartori
GLI AVVENIMENTI
Politica e società
- In Grecia il Premier Venizelos si dimette per dissensi con Re Costantino, contrario alla guerra.
- In Portogallo scoppia la guerra civile. Nelle Provincie del Nord si proclama la Repubblica del Portogallo settentrionale.
Fronte orientale
- Gli austro-ungarici attaccano e vengono nuovamente respinti nei Carpazi. Si ritirano in Bucovina.
Fronte asiatico ed egiziano
- Dardanelli: continuano i bombardamenti della “Queen Elizabeth” e di altre sette navi da guerra.
- Quattro corazzate francesi e due inglesi penetrano nello stretto dei Dardanelli.





