La Strafexpedition
L’ossessione di Franz Conrad von Hötzendorf è sempre stata l’Italia. Lo era già prima della guerra, figuriamo dopo il “tradimento” del 1915. Il Capo di Stato maggiore asburgico pianifica da mesi una massiccia offensiva in Trentino. Il piano è semplice, nulla di cervellotico: un diversivo credibile a est per poi dilagare nell’altopiano di Asiago. Sboccare nella pianura veneta isolerebbe le truppe italiane sull’Isonzo. Un probabile scacco matto. Questo sulla carta, ma Conrad ha un problema: non dispone di tutte le divisioni necessarie; i tedeschi, impegnati a Verdun, hanno rifiutato l’invio di rinforzi. Pazienza, il Capo di Stato maggiore austriaco ha ormai fiutato il sangue e decide di arrangiarsi. Raccatta uomini qua e là, indebolendo il fronte russo e quello balcanico. Ha deciso di rischiare soprattutto perché ha visto la nostra giugulare scoperta: l'Italia si è concentrata troppo su Gorizia e sull’Isonzo, lasciando sguarnite e mal posizionate le linee nel Trentino. Cent’anni fa era di moda una concezione ultra-offensiva della guerra, parlassimo di calcio la definiremmo “zemaniana”. I nostri soldati occupano postazioni d’attacco, buone per avanzare, molto meno per difendersi.
Quando Cadorna si accorge dell’errore è ormai tardi, prova a rimediare, ma non fa in tempo: il 15 maggio, dopo un terrificante bombardamento d’artiglieria, gli austro-ungarici lanciano la “Strafexpedition”, la spedizione punitiva. L’esercito italiano, travolto, è costretto a ripiegare ovunque: dalla valle dell’Adige, a sud di Rovereto, fino in Valsugana, passando per l’alto Astico e Folgaria.
Dalle Dolomiti al deserto. Nell’odierno Iraq i russi continuano a suonarle ai turchi: Khanaqin e Rawanduz, importante centro di approvvigionamento, vengono conquistate. L’occupazione sarà dura, i musulmani perseguitati.
Davide Sartori
GLI AVVENIMENTI
Politica e società
- Roger Casement accusato di alto tradimento a causa del suo coinvolgimento nella rivolta irlandese.
- Discorso sulla guerra di Edward Grey.
Fronte occidentale
- Combattimenti a Vimy Ridge.
Fronte italiano
- Inizia la “battaglia degli Altipiani”, le forze austro-ungariche lanciano una massiccia offensiva in Trentino: la Strafexpedition (spedizione punitiva).
- Gli austro-ungarici forzano gli italiani a ritirarsi a sud di Rovereto e ad abbandonare le loro prime linee in Valsugana e sull’altipiano di Folgaria.
Fronte asiatico ed egiziano
- I russi occupano Rawanduz (125 Km a est di Mossul) importante centro di rifornimento ottomano.
- Khanaqin (circa 150 km. a nord-est di Baghdad) presa dalle truppe russe.
- L’Intesa blocca la costa dell'Hejaz e aiuta lo Sharif della Mecca.
Parole d'epoca
Guerra e Prigionia
di Luigi Longin
Alla sera del 26 cambiano posizione portandoci ad accamparsi alle falde del Col Santo e lì rimanemmo fino al 15 Maggio giorno in cui il nemico cominciava la sua offensiva (Strafexspedition) con un bombardamento incessabile di tutti i calibri mentre i nostri artiglieri invece di aiutarci con i loro cannoni li smontavano tutti e avevano ordine di non sparare dall'ipocrita traditore generale De Caurant.
Il 15 e il 16 resistetti in trincea a contra' Pozza e gli austriaci spianavano i paesetti di Boccaldo, Albaredo e Spin con l'artiglieria.
DAL FRONTE
Nella zona dell' Adamello i nostri alpini completarono il possesso della cresta occidentale delle vedrette di Fargorida e di Lares, occupandone il tratto tra il Crozzon di Fargorida e il Crozzon di Lares. Fu anche espugnata l' antistante posizione del Crozzon del Diavolo a 3015 metri di altitudine: prendemmo una ventina di prigionieri.
In Valle di Ledro sono segnalati nuovi progressi della nostra avanzata sul Monte Sperone.
Dopo intenso fuoco di artiglieria contro tutte le nostre posizioni della Valle di Concei il nemico tentò un attacco contro Cima delle Coste a nord di Lenzumo, ma fu prontamente ricacciato.
Lungo la fronte da Valle Lagarina alla testata di Valle d' Assa l' artiglieria avversaria eseguì ieri un violento bombardamento al quale risposero con efficacia le nostre batterie. Qualche proiettile di grosso calibro cadde su Asiago. Vi furono pochi feriti nella popolazione.
Uguale intenso bombardamento si ebbe lungo la fronte dell' Isonzo dal Monte Nero al mare. Seguirono durante la notte piccoli attacchi nemici nelle zone di Plava e di San Martino del Carso, ma furono subito respinti.
Firmato: CADORNA





