5 Dicembre, 1915

Sipario su Serbia e Isonzo

Missione compiuta. Il 5 dicembre può considerarsi chiusa la campagna di Serbia. Con la caduta di Monastir, l’occupazione del Paese è completa; non resta che spartirselo e soffocare la guerriglia. Il Generale Mackensen fa pubblicare il solito manifesto: “Noi combattiamo l’esercito e non il popolo serbo. Gli abitanti tornino alle loro case, riprendano le loro occupazioni e si assoggettino alle disposizioni del Comando. In questo caso vi aiuteremo a far tornare floride le vostre terre e provvederemo a risarcirvi dei danni subiti”. Quand’è così allora è tutto a posto.

Anche la quarta battaglia dell’Isonzo è terminata. Gli assalti sono diminuiti fino a cessare del tutto. Gli italiani hanno fatto qualche progresso a nord di Gorizia, verso Oslavia, ma non siamo riusciti ad attraversare l’Isonzo. In sostanza non cambia nulla, neanche questa volta. Tra italiani e austro-ungarici si contano circa 75.000 perdite totali. Tra i feriti c’è Fernando Altimani, bronzo alle Olimpiadi di Stoccolma del 1912: il primo medagliato nella storia della marcia azzurra non potrà mai più gareggiare. 


Ad Atene l’inviato del Times ottiene un’intervista con Re Costantino«La mia unica missione deve essere di agire nell’interesse del mio paese e salvaguardare la Grecia da un disastro. Ciò impone la politica della neutralità». Il sovrano accenna a due sole possibilità di intervento: una diretta minaccia all’esistenza greca, oppure l’assoluta certezza della vittoria, «cosicché il premio possa giustificare i sacrifici».
L’intervista è lunga ed è l’occasione per togliersi qualche sassolino dalla scarpa: «La Grecia non nutre e mai nutrirà disegni contro gli Alleati. Che la Grecia e il suo Re siano stati ritenuti capaci di tradimento costituisce un insulto per questo paese e per il suo Sovrano». Ce n’è anche per Venizelos, nonostante non sia mai nominato. Costantino attacca i «partigiani dell’intervento»: «Non capirono la situazione e non ne compresero i pericoli».
Prima o poi le domande scomode devono arrivare e il discorso vira sull’attuale atteggiamento ellenico: «I sentimenti amichevoli della Grecia sono stati dimostrati quando mise le sue ferrovie e i suoi telegrafi a disposizione delle forze Alleate». Ribadita la posizione di Atene sul mancato intervento in favore della Serbia, il monarca contrattacca: «Cosa avrebbe potuto fare la Grecia contro le due maggiori potenze militari d’Europa? Il solo risultato sarebbe stato la rovina di due Paesi anziché di uno».
Le ultime battute servono a smentire il ventilato accordo con la Bulgaria e a tirare le orecchie alla diplomazia dell’Intesa: «Prima di vincolarci in maniera indissolubile, siamo desiderosi di conoscere il programma degli Alleati, ma ci è stato risposto che gli Alleati ne stanno a tutt’oggi discutendo e che non hanno ancora nessun programma determinato. […] La Grecia deve prima conoscere i piani dell’Intesa».

Lontano dagli intrecci politici, comincia l’assedio di Kut al-Amara: sulle rive del Tigri, quattro divisioni turche circondano la città; il contingente anglo-indiano di Townshend è tagliato fuori.

Davide Sartori

GLI AVVENIMENTI

Politica e società

  • L'Italia decide l'allestimento di un Corpo di spedizione per il soccorso dei serbi in Albania.
  • Dichiarazione di Re Costantino di Grecia al corrispondente del Times.
  • In india 10.000 musulmani protestano contro le richieste di concessioni politiche a danno dell’impero.

Fronte orientale

  • Bombardato il fronte russo a Dvinsk (Daugavpils).
  • I tedeschi riferiscono il crollo dell’attacco russo vicino al Lago Babit, a ovest di Riga.

Fronte italiano

  • Fine dell'offensiva autunnale sull'Isonzo.

Fronte meridionale

  • Azione a Demir Kapija (fiume Vardar) durante la ritirata Alleata: bulgari attaccano la testa di ponte francese, ma vengono respinti.

Fronte asiatico ed egiziano

  • Comincia l’assedio di Kut al-Amara: quattro divisioni turche, comandate da Nureddin, circondano la città; il vasto contingente anglo-indiano è tagliato fuori.

Operazioni navali

  • Il sottomarino francese “Fresnel” viene affondato da una mina asburgica al largo dell’Albania.
  • La nave U.S.A. “Petrolite” viene attaccata da un sottomarino austro-ungarico.

DAL FRONTE

All' infuori di azioni d' artiglieria e di scontri di piccoli reparti non si ebbero, lungo tutta la fronte, avvenimenti meritevoli di speciale ricordo.

 

Firmato: CADORNA

Come in una macchina del tempo, ogni giorno una nuova pagina del diario.
Le testimonianze, le immagini, i filmati negli archivi e nei giornali dell'epoca.

Sono nato a Roma nel dicembre del 1984, mi sono diplomato al liceo scientifico J.F. Kennedy e ho frequentato la facoltà di Scienze della Comunicazione all’università la Sapienza, ma non mi sono laureato.

I miei interessi? Un po’ di tutto, come molti trentaduenni. Lo sport, la politica, la Storia del ‘900. Niente di eccezionale.


Dal dicembre 2003 al marzo 2005, ho scritto per un giornale locale (Il Corriere Laziale), quindi ho fatto uno stage con una piccola televisione satellitare (Nessuno TV).
Nel 2011 la Graphofeel edizioni ha pubblicato il mio libro “Mens insana in corpore insano”, il racconto di una vacanza on the road da Roma a Capo nord.
Dall’agosto 2013 al gennaio 2014 ho ricominciato a scrivere di calcio quotidianamente, con articoli e pronostici sportivi sul sito http://www.scommessepro.com/
Da giugno 2014 racconto la Grande Guerra, giorno per giorno.

Davide Sartori