Strafexpedition: gli italiani ripiegano
Siamo al terzo giorno di battaglia e gli austro-ungarici mantengono alta la pressione in Val di Ledro, Vallagarina e sul settore di Asiago. L’azione è complessa e coinvolge tutto il fronte: per impedire l’eventuale invio di rinforzi ci tengono impegnati anche sull’Isonzo e nel Carso.
Ora c’è da giustificare al grande pubblico la nostra ritirata. Sì, perché finora sembrava stessimo stravincendo. La responsabilità di minimizzare i danni e tranquillizzare il Paese se la prende il Giornale d’Italia: «Questi ripiegamenti sono ragionevoli, spesso necessari. Come un abile schermitore, si arretra all’assalto avversario per meglio controbatterlo. Nessuno deve meravigliarsi o scoraggiarsi se i prossimi comunicati annunziassero altri ripiegamenti. […] Avremo modo di dimostrare al mondo che l’Italia non è un paese di imbelli femminette, ma di cittadini calmi e forti, non di impazienti nevrastenici». Noi vogliamo vedere il bicchiere mezzo pieno, ma il 17 maggio da Vienna rivendicano 6.300 prigionieri.
Sul fronte occidentale i tedeschi attaccano la foresta di Avocourt e occupano a Vimy Ridge le vecchie posizioni britanniche, fatte saltare da mine sotterranee. Da Berlino un corrispondente del New York Times riapre il tormentone sulle presunte volontà di pace tedesche. Il cronista riporta le dichiarazioni di un politico non meglio identificato: «Il desiderio di pace è forte tra le masse di tutti i paesi belligeranti. Se Wilson rompesse il ghiaccio, proponendosi come intermediario, nessun Governo, neppure quello inglese, oserebbe rifiutare l’offerta, sfidando l’opinione pubblica interna e la condanna morale del mondo intero». Ma i rumors dalla Casa Bianca smentiscono: Wilson non muoverà un muscolo, almeno finché non avrà la certezza di un successo politico. Serve la buona volontà di entrambe le parti in causa, ma gli Alleati mantengono chiusa la porta.
Davide Sarori
GLI AVVENIMENTI
Politica e società
- Londra: passa la legge “Daylight Saving”, l’istituzione dell’ora legale.
- In Gran Bretagna viene costituito l’Air Board (predecessore del Ministero dell’aeronautica) con a capo Lord Curzon.
- Discorso del Presidente Wilson a Washington.
Fronte occidentale
- Battaglia di Verdun: i tedeschi attaccano nella foresta di Avocourt.
- I tedeschi occupano le postazioni britanniche a Vimy Ridge, fatte saltare dalle mine.
Fronte italiano
- Gli austro-ungarici rivendicano 6.300 prigionieri sul fronte italiano.
Operazioni navali
- Adriatico: silurato il piroscafo italiano Stura.
Parole d'epoca
A un passo dalla prigionia
di Aldo Bardi, militare, 201° fanteria, brigata Sesia
Il cannone suonava minaccioso e voci pessimistiche ci annunziavano la rovina di diversi Reggimenti presidianti le prime linee. Dalla zona dove operammo, il paese di Malo distava quasi 60 km e la sera del 14, l'allarmi ci chiamò in adunata. Un battaglione fu subito caricato su autocarri e dopo 6 ore, già diversi di quei giovani che dall'allarme furono sorpresi nelle tranquillità più assolute (presso le osterie – nelle chiese – al fresco di circostanti prati ed anche presso qualche giovane innamorata) avean versato il loro sangue. Noi del Comando con gli altri due battaglioni pure su camions partimmo la mattina del 15 e fummo destinati alla difesa ad oltranza di M. Maggio e del forte di Campo Molon. Da quel giorno mi fu assegnato il posto di combattimento "al Comando tattico" che comprende mansioni delicate e complicate ma di alta soddisfazione. Un battaglione risalì Campo Molon e noi con l'altro Btg ci dirigemmo su M. Maggio che già era occupato da pattuglie nemiche. Con abile manovra la sera del 15 si ripristinò la nostra occupazione di tutto il monte e febbrilmente si attese alla preparazione di ripari che non esistevano.
Si ringrazia il Gruppo L'Espresso e l'Archivio diaristico nazionale di Pieve Santo Stefano
DAL FRONTE
Dal Tonale alle Giudicarie duelli delle artiglierie.
In Valle Lagarina, dopo intenso fuoco di artiglieria l' avversario lanciò ieri cinque violenti attacchi contro le nostre posizioni sulle pendici settentrionali di Zugna Torta. Fu ributtato con enormi perdite inflittegli dal fuoco Sterminatore di artiglieria e di fucileria. Numerosi cadaveri nemici sono trasportati dalla corrente dell'Adige. Nella zona, tra Valle Terragnolo e l' Alto Astico violenta concentrazione di fuoco di artiglierie di ogni calibro c' indusse ieri a rettificare ancora la nostra fronte abbandonando qualche posizione avanzata. Nel settore di Asiago la notte sul 16 l' avversario tentò insistenti attacchi. Respinto con gravissime perdite, per tutto il giorno restò inattivo. In Valle Sugana la notte sul 16 e il mattino successivo l' avversario assalì con grande vigore il tratto di fronte tra la testata di Val Maggio e Monte Collo. Fu respinto e contrattaccato. Lasciò nelle nostre mani circa trecento prigionieri, dei quali alcuni ufficiali. Lungo la rimanente fronte anche ieri tiri insistenti delle artiglierie nemiche e sporadici attacchi diversivi in Valle San Pellegrino, nell' Alto But, su Monte Rosso (Monte Nero), sul Mrzli, nella zona di Tolmino, sulle pendici settentrionali del Monte San Michele, ad est di Selz e di Monfalcone. Furono tutti respinti con gravi perdite per l' avversario, al quale prendemmo circa cento prigionieri. Velivoli nemici lanciarono bombe su Castel Tesino, Ospedaletto, Montebelluna, stazione della Carnia e Gemona: qualche vittima e nessun danno. Una nostra squadriglia lanciò bombe su Dollach e Kotschach, in Valle del Gail, provocando incendi.
Firmato: CADORNA





