L’altopiano di Asiago si spopola
I carretti stracarichi di semplici avanzi domestici, piccoli beni necessari che l’uomo abbandona solo con la morte: alcuni arnesi da cucina, qualche rame lucente, sacchi a pelo pieni di vestiti e oggetti confusi, un materasso. Testimonianze della fretta. L’altopiano di Asiago si spopola. Le famiglie scendono in una processione continua. Vecchi, donne e bambini, i malati; è l’esodo di chi si lascia alle spalle una casa, la vita. Dignità e pacatezza tutta campagnola, gente ferma, dura, fiera come la terra. Chi può si porta dietro il bestiame, intoppando la strada alle colonne di camion. Anche chi viaggia su quei mezzi e risale la corrente si è lasciato dietro una casa e una vita, in cambio di una possibile morte, magari gloriosa, o forse no. Una sola certezza: gli austro-ungarici vanno fermati a tutti i costi.
In fondo non è molto diverso dal fronte occidentale, dove Alleati e tedeschi continuano ad ammazzarsi a ritmi frenetici. Il 30 maggio i francesi ripiegano verso Chattancourt.
Al contrario continua incruenta l’avanzata bulgara in Grecia: dopo essersi impossessati del forte di Rupel, l’esercito di Sofia prende il controllo dell’omonimo passo.
Davide Sartori
GLI AVVENIMENTI
Politica e società
- Pubblicato il rapporto del Maggior-Generale Barnardiston riguardante le operazioni a Tsingtao di settembre-novembre 1914.
Fronte occidentale
- Battaglia di Verdun: i francesi si ritirano da Béthincourt-Cumières verso Chattancourt, senza rinunciare a un contrattacco.
Fronte meridionale
- Dopo il forte, i bulgari occupano anche il passo di Rupel.
Fronte d’oltremare
- I britannici occupano Neu Langeburg (l’odierna Tukuyu, nel sud della Tanzania) e costringono i tedeschi a ritirarsi da Mikotsheni (Africa orientale tedesca).
Parole d'epoca
La resistenza a Serravalle
di Angelo Gandini, caporale
Oggi festa dell’artiglieria. Continuò il combattimento sul Zugna e passo Buole, oggi è stato a noi favorevole, oltre a respingerli ci prendemmo ancora degli elementi di trincea perduti giorni a dietro. Loro per vendicarsi cominciarono a sparare sugli abitanti. Con una granata da trecentocinque spaccarono l’ospedale di S. Margherita seppellendoci sotto i feriti (Vigliacchi nemmeno gli ospedali più rispettano) e quindi continuarono a sparare ai feriti che venivano giù dal Zugna (tanti rimasero feriti una seconda volta). Tutta civiltà moderna. Secolo progresso.
Si ringrazia il Gruppo L'Espresso e l'Archivio diaristico nazionale di Pieve Santo Stefano
DAL FRONTE
Situazione generalmente immutata lungo tutta la fronte, tranne che nella zona Posina - Alto Astico, ove si ebbero ieri prodromi di ripresa dell' offensiva da parte del nemico.
In Valle Lagarina e nel settore del Pasubio intense azioni delle opposte artiglierie: grande attività del nemico in traini disturbata dai nostri tiri.
A sud di Posina il nemico, dopo intensa preparazione delle artiglierie, attaccò in direzione di Sogli di Campiglia e di Monte Pria Forà. Dopo accanito combattimento i nostri mantennero il possesso di tali posizioni. Sull' Altipiano di Asiago ed in Val Sugana attività di drappelli in ricognizione.
L' artiglieria nemica iniziò il bombardamento di Ospedaletto. Nella zona della Tofana (Alto Boite) fu respinto un piccolo attacco di fanterie avversarie.
Sulle pendici settentrionali del Monte San Michele il brillamento di una nostra poderosa mina sconvolse un lungo tratto delle trincee nemiche.
Firmato: CADORNA




