Atene contro le ingerenze Alleate
Sognavano la botte piena e la moglie ubriaca. Ora la moglie ha un diavolo per capello e la botte proprio non ce l’hanno. In Grecia si vivono giornate convulse: il Governo è contrariato dalle ingerenze dell’Intesa e chiede spiegazioni. Per i giornali britannici «Atene continua a fare i capricci, gli umori salgono e scendono come in altalena. La Grecia si è incaponita nel suo vecchio gioco, la smobilitazione tarda a compiersi e assume gli aspetti di una farsa».
Le nuove rimostranze del Premier Skouloudis hanno fatto saltare la mosca al naso agli Alleati. «La neutralità della Grecia non è più benevola come promesso, le simpatie per gli Imperi centrali non sono più in dubbio; Atene ha flirtato con la Germania e ha aperto il suo territorio all’invasione bulgara, venendo meno agli impegni presi. Il Governo Skouloudis ha intralciato il trasferimento dei serbi a Salonicco e tutte le operazioni degli Alleati; ha istigato la stampa a lui favorevole e mira a sopprimere qualunque opposizione, sospendendo le garanzie costituzionali. La polizia segreta ha architettato manifestazioni ostili all’Intesa, eccitando la popolazione».
Questo è il punto di vista londinese e parigino. Cavalcando queste accuse, sono in molti a pretendere misure drastiche. «Il perdurare di questa situazione è intollerabile e incompatibile con la nostra dignità e la nostra sicurezza».
Problemi balcanici a parte, a Parigi si è conclusa la conferenza economica interalleata. Bocche cucite, parole estorte con il contagocce: «Le nazioni che oggi soffrono raccoglieranno domani abbondanti frutti. […] Ai colpevoli la legittima espiazione, agli Stati onesti la pace e la sicurezza».
Dichiarazione sibillina. E il collegamento con le dimostrazioni di Monaco è automatico. Marienplatz non è solo splendida, è il cuore della città e quindi della Baviera. Per secoli ha ospitato il mercato, ora accoglie gli slogan delle affamate donne tedesche. Il cibo scarseggia e la burocrazia non contribuisce a placare gli animi. Una battuta è riportata dai giornali, vera o falsa è secondario: «Oggi per avere un sandwich è necessario porre una tessera per la carne tra due tessere per il pane».
L’atmosfera non è tanto più serena oltreoceano. In America c’è odore di pioggia, pioggia forte. La tempesta, brontolante da tempo, minaccia di scatenarsi sul serio.
Il Messico di Carranza ha provato a fare la voce grossa, ma Washington non ama sentirsi dare ordini, è abituata a dettare lei le regole. Le richieste di ritirare le truppe americane a caccia di Pancho Villa vengono respinte al mittente. Non solo, la risposta americana suona quasi come un ultimatum: “Se i soldati americani in territorio messicano venissero attaccati le conseguenze sarebbero gravissime”.
Il 19 giugno, per non saper né leggere e né scrivere, il Presidente Wilson ordina la mobilitazione della milizia: in 80.000 si avviano al confine.
Davide Sartori
GLI AVVENIMENTI
Politica e società
- Dopo la mobilitazione dell'l’esercito messicano, gli Stati Uniti mobilitano le milizie per il servizio alla frontiera. 80,000 americani vengono chiamati a controllare il confine.
- Ultimatum del Presidente Wilson al Generale Carranza: Washington rifiuta di ritirare le truppe americane dal Messico e dichiara che ogni attacco compiuto da forze messicane contro le truppe degli Stati Uniti avrà gravi conseguenze.
Fronte occidentale
- Battaglia di Verdun: l’attacco notturno tedesco a nord-ovest della Hill 321 viene respinto.
Fronte orientale
- I russi attraversano il Prut a ovest di Chernivtsi; duri scontri vicino Lutsk, i tedeschi soccorrono gli austro-ungarici.
Fronte asiatico ed egiziano
- I turchi vengono respinti dai russi a Saripul (Persia).
Fronte d’oltremare
- I britannici occupano Handeni; i tedeschi ripiegano lungo la ferrovia centrale (Africa orientale tedesca).
Parole d'epoca
Diario di Guerra 1915 - 1918
di Don Andrea Balestrazzi
Campo Mezzavia.
Pioggia torrenziale.
Feriti più di trecento.
Serata fredda e bella.
Luna serena affascinante qui fra gli abeti … Qual contrasto la guerra quassù!
DAL FRONTE
La battaglia continua con accanimento sull' Altipiano dei Sette Comuni. A sud-ovest di Asiago l' avversario reitera gli sforzi contro le nostre posizioni: a nord-est la nostra controffensiva prosegue vigorosa. Nella mattinata di ieri dopo violento fuoco di artiglierie forti colonne nemiche rinnovarono gli attacchi contro il tratto di fronte fra il Monte Magnaboschi e Boscon. Furono ogni volta ributtati con gravissime perdite. Seguì intenso bombardamento di numerose batterie nemiche di ogni calibro ad onta del quale le nostre truppe mantennero saldamente la linea tra il Monte Magnaboschi e Boscon. A nord di Valle Frenzela il nemico tentò ieri in più punti di alleggerire la nostra pressione mediante contrattacchi ovunque respinti. Indi le nostre truppe proseguirono la lenta, ma sicura avanzata. I maggiori progressi furono compiuti all' ala destra dove i reparti alpini già distintisi nei giorni precedenti espugnarono Cima d' Isidoro prendendovi un centinaio di prigionieri. Sulla rimanente fronte azioni delle artiglierie.
Firmato: CADORNA





