Asiago di nuovo italiana
«I miracoli avvengono soltanto sui giornali». In questa frase di Marcello Prati, inviato de La Stampa, c’è tutta la rappresentazione della guerra. Sembra quasi una confessione ed è strano, perché Prati è senza dubbio uno dei cronisti più indipendenti, se non addirittura equilibrati.
A Fleury, sul fronte occidentale, si combatte ancora casa per casa. È un piccolo villaggio, insignificante, ma dista meno di quattro chilometri da Verdun. E allora ha ragione il Generale Nivelle: «Ils ne passeront pas!» - non passeranno!
No, i tedeschi vanno fermati lì.
I francesi però sono preoccupati e chiedono aiuto ai britannici, finora tenutisi piuttosto in disparte. Parigi vorrebbe veder lanciata subito l’offensiva inglese, ma l’esercito di Haig non è ancora pronto. Il compromesso è di anticipare e prolungare la furia delle artiglierie: sulla Somme sta per abbattersi una piaga biblica; dietro l’angolo c’è una delle più sanguinose battaglie di sempre.
Sul fronte italiano continuiamo a respingere indietro gli austro-ungarici. Molte azioni dei nostri reparti avanzati hanno successo: il 25 giugno riprendiamo Asiago. E qui prendo in prestito un’impressione letta qualche tempo fa, perché la immagino molto simile a quella provata dai nostri soldati, o almeno a una delle tante: «Ogni paese senza un’anima dentro, senza un volto alle finestre, una voce, un’ombra d’uomo, stringe il cuore. Un paese vuoto in pieno giorno, come fosse notte fonda, offre sempre uno spettacolo triste. Non sembra naturale stare là dove non c’è più nessuno».
Circa trentacinque chilometri più a sud della desolata e desolante Asiago c’è Vicenza, dove l’ex Ministro Barzilai tiene un discorso: «L’offensiva austriaca, come tutti i prodotti di un’ira cieca e irriflessiva, era destinata a fallire miseramente».
Davide Sartori
GLI AVVENIMENTI
Politica e società
- Comincia il processo a Roger Casement.
Fronte occidentale
- Battaglia di Verdun: duri combattimenti a Fleury e a ovest di Thiaumont.
- Bombardamenti preliminari britannici lungo il fronte della Somme.
Fronte italiano
- Grande avanzata italiana dal Brenta all’Adige. Ripresa Asiago. Gli austro-ungarici battono in ritirata nella battaglia degli Altipiani.
Fronte orientale
- I russi avanzano dalla Bucovina; combattimenti sul Dnestr.
Operazioni navali
- Unità italiane penetrano nella rada di Durazzo e affondano due piroscafi asburgici, uno carico di armi e munizioni.
Parole d'epoca
Conquistiamo terreno
di Bruno Palamenghi 132° reggimento fanteria, brigata Lazio, poi 227° fanteria, brigata Rovigo
A pochi metri dalle nostre posizioni della notte precedente, troviamo tre linee di loro trincee, completamente abbandonate, con fossi avanti – cavalli di Frisia – buoni camminamenti – ottimi ricoveri per gli Ufficiali. Molti cadaveri dei loro e dei nostri, sono ammucchiati ed addossati, l’uno vicino all’altro. Vi sono dei piccoli e ben fatti cimiteri austriaci – che occasionalmente costruivano per loro morti. Incontriamo un terreno difficile – molto intricato – vario – rotto – boscoso. La nostra avanzata è molto difficile, ma ci avanziamo imperterriti e con slancio.
Giunti al primo gomito acuto della strada principale rotabile tra Prà delle Poppe e Fontanello Stincar, trovo la strada interrotta da robuste e numerose abbattute di grossi e folti fusti d’alberi.
Si ringrazia il Gruppo L'Espresso e l'Archivio diaristico nazionale di Pieve Santo Stefano
DAL FRONTE
Comando supremo, 25.
Tra Adige e Brenta, nella giornata di ieri, azione sempre più intensa delle artiglierie. Le nostre eseguirono efficaci tiri di demolizione, specialmente in Vallarsa e in Valle Posina e lungo tutta la fronte sull'altopiano di Asiago, da Valle Canaglia alla zona delle Mandrielle, a ovest di Marcesina.
Nuclei avanzati di fanteria, avvicinatisi alle posizioni nemiche, provocarono vivi scontri con l'avversario, finiti ovunque con nostro buon successo.
Nelle alte valli del Cordevole e del Boite, violenti duelli delle artiglierie. In Valle Pusteria, Innichen e Sillian furono nuovamente colpite dai nostri calibri.
Attività di artiglieria e di fanterie alla testata del But e nell'alto Fella: Leopoldskirchen fu incendiata.
Sull'Isonzo continuano ardite incursioni di nostri reparti che prendono all'avversario armi, munizioni e qualche prigioniero.
Velivoli nemici lanciarono bombe su Tolmezzo, Portogruaro, Ponte Piave e sulla laguna di Grado: nessuna vittima e qualche danno.
Nostri Caproni bombardarono campi nemici sull'altopiano di Asiago, ritornando incolumi.
FIrmato: Cadorna
Comunicato straordinario delle 23:00
Il nemico, impotente a superare le nostre difese, premuto dall' energica spinta offensiva da noi esercitata da più giorni, ha dovuto iniziare il ripiegamento.
Il nodo stradale delle Mandrielle, le posizioni di Castelgomberto e delle Melette,Monte Longara, Gallio, Asiago, Cesuna, il Monte Cengio sono stati da noi riconquistati.
L'avanzata continua vigorosa e incalzante.
Firmato: CADORNA





