29 Giugno, 1916

Asfissiati, avvelenati e finiti

- «E io con chi gioco?»
- «No, Virgilio, per l’amor del cielo, fai l’arbitro e lasciaci divertire».
Il calcio è uno dei passatempi più gettonati al fronte. Eppure questo venticinquenne non gioca quasi mai, escluso. Grazie, sarebbe come mettere Javier Zanetti in una partita scapoli-ammogliati, renderebbe superfluo ogni altro giocatore. Virgilio Fossati ha almeno due cose in comune con Zanetti: come lui ha iniziato terzino, ma essendo un luminare del gioco è stato presto spostato a centrocampo; ed è interista, anzi di più, a diciannove anni è il capitano dell’Inter quando vince il suo primo scudetto. Ha già onorato la maglia azzurra della nazionale italiana segnando al debutto, ma ora “gioca” in grigioverde: è un tenente sul nostro fronte orientale, quello del Carso, tornato attivo negli ultimi giorni.
Il 29 giugno gli austro-ungarici lanciano un massiccio attacco nei settori del San Michele e di San Martino. Per la prima volta l’esercito italiano si trova faccia a faccia con i gas tossici, un misto di cloro e fosgene. La nube avanza lenta, densa. Noi non siamo preparati ed è una strage.

Chi non muore subito è finito, agonizzante, dal successivo assalto.
Virgilio Fossati combatte un po’ più a sud, su quota 77, vicino a Doberdò del Lago, ma anche lui rientra nelle migliaia di caduti di quel giorno. Il corpo non verrà mai ritrovato.
In Trentino la situazione va stabilizzandosi, a confermarlo c’è il bollettino ufficiale di Cadorna«Dall’Adige al Brenta la resistenza nemica alla nostra incalzante avanzata si fa più viva e tenace, appoggiata a posizioni dominati, fortemente organizzate a difesa».

Sul fronte orientale i russi prendono Kolomyja e annunciano di aver superato il tetto dei 200.000 prigionieri. L’offensiva di Brusilov sta perdendo incisività, anche perché da nord non arriva il supporto sperato.
In America si assiste a un’improvvisa schiarita dell’oscuro orizzonte: il Messico ha liberato i prigionieri; la rottura è, almeno per ora, evitata. Ma di certezze non ce ne sono, gli Stati Uniti continuano a far affluire uomini verso il confine.

Davide Sartori

GLI AVVENIMENTI

Politica e società

  • Roger Casement, capo del moto insurrezionale irlandese, è giudicato colpevole di alto tradimento e condannato a morte per impiccagione. L’esecuzione è fissata per il 3 agosto.
  • Il Messico libera i prigionieri fatti a Carrizal ed evita la rottura definitiva con gli Stati Uniti.
  • Gli U.S.A. richiedono le scuse austro-ungariche per l’affondamento della “Petrolite”.

Fronte occidentale

  • Champagne: prese le prime due linee delle trincee tedesche a Tahure.
  • Respinto l’attacco tedesco sulla Hill 304.

Fronte orientale

  • Tedeschi respinti a nord-est di Vilnius.
  • Le truppe russe occupano Kolomyja, importante snodo ferroviario a nord della Bucóvina.
  • Il totale dei prigionieri fatti dai russi dal 4 al 30 giugno ammonterebbe a 217.000 uomini.

 Fronte italiano

  • Gli austro-ungarici, facendo largo uso di gas asfissianti, attaccano nella zona San Michele-San Martino del Carso; le truppe dell’XI Corpo d’armata subiscono gravi perdite, ma l’azione è respinta.
  • Il comunicato ufficiale del Comando supremo italiano annuncia che le truppe sono ormai a contatto con le posizioni scelte dal nemico per opporre accanita resistenza, mentre la vigorosa offensiva italiana si estende a tutto il teatro delle operazioni.

Operazioni navali

  • Piroscafi turchi affondati dai russi nel Mar Nero.

Parole d'epoca

Una brigata uccisa dai gas

di Pietro Storari

Il 29 Giugno 1916 giorno del mio onomastico, il nemico dopo improvviso ed intenso bombardamento lanciò con getti a mano i gas asfissianti sulla linea tenuta dalla brigata regina (Monte Cappuccio) e parte su tratto occupato dal 121° Regg. Fanteria. Ciò fu compiuto in attimo e dette immediatamente l'assalto. Dato le perdite quasi totali degli uomini della Brigata Regina il nemico riuscì ad occupare momentaneamente la trincea di Monte Cappuccio. Sulla linea tenuta dal 121° non riuscì perché ben munita di mezzi di difesa contro i gas asfissianti. Di fatti si accesero subito fuochi con legna ed altri apparati Nicolaidi appositamente preparati, riuscendo in pari tempo a disperdere i gas barbaramente lanciati sullo spuntar del mattino del 29 Giugno. Dovette però subito abbandonare il Monte Cappuccio (posizione presa alla Brigata Regina) e ritornare sulla posizione di partenza poiché l'artiglieria nostra con tiri di sbarramento faceva strage. Il 9° e 10° Fanteria componenti la Brigata suddetta perdettero quasi tutti i presenti.

I cadaveri erano in gran parte di color verdastro dal potente gas che improvvisamente li aveva colpiti, quelli che rimasero tramortiti fra i quali un Maggiore furono barbaramente massacrati con mazze ferrate, delle quali di una ne sono in possesso che la tengo per ricordo di guerra. I camion militari continuarono due giorni a trasportare i cadaveri nel vicino camposanto militare situato a Sagrado alle falde del M.S.Michele. Passai così il mio 24° Onomastico in vista della morte ed in mezzo a dolorosa strage. Gli attacchi continuarono da ambo le parti ma senza successi di sorta.

Si ringrazia il Gruppo L'Espresso e l'Archivio diaristico nazionale di Pieve Santo Stefano

DAL FRONTE

Fra Adige e Brenta continuarono ieri i progressi della nostra avanzata, nonostante la crescente resistenza nemica da opportune posizioni di sbarramento preparate in precedenza per la difesa ad oltranza. In Vallarsa i nostri alpini espugnarono dopo accanita lotta il forte di Mattassone a sud-ovest di quella località mentre reparti di fanteria conquistarono il costone di Monte Trappola. A trattenere la nostra avanzata il nemico lanciava nella serata un violento attacco nella zona di Zugna, che fu respinto con gravissime perdite. Sul Pasubio furono conquistati trinceramenti nemici presso Malga Cosmagnon. Lungo la fronte del Posina difficoltà di terreno ed il tiro di grosse artiglierie dalla Borcola rallentarono la nostra azione offensiva. Tuttavia snidando il nemico di roccia in roccia le nostre truppe si spinsero su Griso e conquistarono le forti posizioni di Colle Betta, sulle pendici di Monte Maio. In Valle Astico occupammo Pedescala. Nell' Altipiano dei Sette Comuni l' avversario saldamente rafforzato il margine settentrionale della valle d' Assa e le alture sulla riva sinistra di Valle Galmarara e sul prolungamento di questa fino al passo dell' Agnella. Il terreno intricato e boscoso favorisce gli appostamenti di mitragliatrici, mentre da posizioni più arretrate i grossi e medi calibri del nemico battono incessantemente gli accessi alle posizioni.

Nella giornata d' ieri completammo la occupazione del margine meridionale della Valle d' Assa e ci impadronimmo di forti trinceramenti nei pressi di Colle Zebio e di Colle Zingarella. Lungo la rimanente fronte fino al Carso situazione immutata. Sul Carso con brillanti attacchi le nostre fanterie penetrarono in alcune trincee nemiche ed altre conquistarono. Nella giornata prendemmo al nemico 656 prigionieri, dei quali 21 ufficiali, quattro mitragliatrici e ricco bottino di armi, munizioni e materiali vari. Velivoli austriaci lanciarono stamane su Udine tre bombe, una delle quali colpì l' ospedale civile uccidendo due inferme e ferendone una terza. Le altre bombe non fecero nè vittime nè danni.

Firmato: CADORNA

Come in una macchina del tempo, ogni giorno una nuova pagina del diario.
Le testimonianze, le immagini, i filmati negli archivi e nei giornali dell'epoca.

Sono nato a Roma nel dicembre del 1984, mi sono diplomato al liceo scientifico J.F. Kennedy e ho frequentato la facoltà di Scienze della Comunicazione all’università la Sapienza, ma non mi sono laureato.

I miei interessi? Un po’ di tutto, come molti trentaduenni. Lo sport, la politica, la Storia del ‘900. Niente di eccezionale.


Dal dicembre 2003 al marzo 2005, ho scritto per un giornale locale (Il Corriere Laziale), quindi ho fatto uno stage con una piccola televisione satellitare (Nessuno TV).
Nel 2011 la Graphofeel edizioni ha pubblicato il mio libro “Mens insana in corpore insano”, il racconto di una vacanza on the road da Roma a Capo nord.
Dall’agosto 2013 al gennaio 2014 ho ricominciato a scrivere di calcio quotidianamente, con articoli e pronostici sportivi sul sito http://www.scommessepro.com/
Da giugno 2014 racconto la Grande Guerra, giorno per giorno.

Davide Sartori