4 Agosto, 1916

Ripresa l'attività sull'Isonzo

A Parigi prendono atto della novità: «La battaglia di Verdun, eclissata dall’offensiva della Somme, è tornata ora in primo piano». Già, le rive della Meuse si sono riprese il palcoscenico principe del fronte occidentale. La situazione a Verdun è a dir poco caotica, cambia ogni cinque minuti, come il tempo nel New England. I soldati vanno avanti e indietro, rimbalzano come una palla da tennis; attacchi e contrattacchi infiammano le trincee: Fleury e Thiaumont passano di mano più volte, ma alla fine della giornata la partita è francese.
Anche in Italia qualcosa sta cambiando. Tutti guardano ancora al fronte trentino, ma in realtà sarebbe meglio concentrarsi di nuovo sull’Isonzo. Il 4 agosto gli italiani iniziano un violento bombardamento preliminare e un’azione diversiva a Monfalcone; sono i preparativi alla sesta battaglia dell’Isonzo.
Sul fronte orientale i russi rallentano, si raccolgono per immagazzinare nuove energie. E gli austro-tedeschi ne approfittano: impegnano le armate zariste in un serrato combattimento tra i fiumi Hrabel’ka e Seret e si riprendono Rudka-Myryns'ka con una manovra avvolgente.
In Egitto i britannici difendono il Canale di Suez e respingono l’assalto di 18.000 turco-tedeschi nella battaglia di Romani, giunta al secondo giorno.

Davide Sartori

GLI AVVENIMENTI

Fronte occidentale

  • I britannici guadagnano le seconde linee tedesche lungo un fronte di 1.800 metri a nord di Pozières, numerosi prigionieri feriti.
  • I tedeschi riprendono Fleury (Verdun), ma i francesi la riconquistano ancora.
  • Viva lotta attorno alle rovine di Thiaumont (Verdun) che passano di mano in mano, rimanendo infine ai francesi. Respinti furiosi contrattacchi tedeschi.

Fronte orientale

  • I tedeschi riconquistano Rudka-Myryns'ka con una manovra avvolgente.
  • Duri scontri sui fiumi Hrabel’ka e Seret, i russi annunciano 1.300 prigionieri.

Fronte italiano

  • Inizia il bombardamento preliminare per la sesta battaglia dell'Isonzo; gli italiani organizzano un attacco diversivo nella zona di Monfalcone.

Fronte meridionale

  • Azioni serbe nella regione del lago di Prespa (Macedonia).

Fronte asiatico ed egiziano

  • Respinto l’attacco turco nella battaglia di Romani (Sinai).

Operazionni navali

  • Un sottomarino tedesco affonda il piroscafo italiano "Siena" a largo di Marsiglia (île de Planier).

Parole d'epoca

Siamo morti tutti ma dobbiamo uscire

di Giuseppe Battistel, 56° reggimento fanteria, brigata Marche, soldato

La sera trascorse calma si guardava svariarsi per non pensare sempre al giorno dopo, si ammirava il panorama dei paesi, visto da quella collina, un po il mare Adriatico, l’incrocio dei riflettori di terra e di mare, si vedeva le fiammate delle nostre artiglierie poi assopito dal sonno mi sono sdraiato a terra e dormii fino alla mattina alle ore 4 che ci svegliarono per portarci il rancio ci dettero prima il caffè e alle 6 ci portarono il rancio quella mattina come tutte le altre, non si sentiva ne un colpo di cannone ne un colpo di fucile, era una splendida giornate il sole aveva principiato mandare i suoi dorci raggi quando si erano borghesi a quelle giornate i Veneziani dicevano bella giornata da scampagnate ma invece era una giornata di sangue, ci portarono la pasta in brodo con la carne, una tazza di vino, una pagnotta poi alle 9 ci mandarono in trincea in prima linea tutti raggrupatti nei baldachìni fatti di sacchi di terra e di legno, il tenente ci aveva detto che il bombardamento doveva principiare alle 9 e mezzo e terminare alle 4 del pomerigio ora in qui si doveva dal lassalto alle trincee nemiche alle 9 e mezzo si udì il I colpo di cannone

principiando questo terribile bombardamento le artiglierie Austriache tiravano anchesse in quella collina le grannate e i schrapelns scoppiavano piovevano da tutte le parti delle grannate tirate corte scoppiò nelle nostre linee cagionandoci le prime perdite.
Intanto il bombardamento diventava sempre più furioso alle 2 entro in azione le bombarde e i lancia torpedini tubi lunghi un metro di gelatina per sfondare i reticolati che nella I linea erano 4 metri di profondità ormai le nostre orecchie non sentivano più niente erano stordite dal rombo di tutti questi terribili ordigni di guerra, ma anche queste essendo la trincea nemica distante dalla nostra in certi punti 10 metri cadevano nei nostri baldachìni mettendo fuori di combattimento molti dei nostri il plotone dei zappatori resto quasi distrutto di 50 uomini ne rimasero appena 15 di 2 sezioni di mitragliatrici rimase appena il tenente con 65 uomini che dovettero ritirarsi con una mitragliatrice intatta e laltra tutta spezzata ma anche di questi bombardieri e lanciatorpedini che si trovavano più abasso di noi ma nella stessa collina essendo questi strumenti molto pericolosi ne restarono feriti e morti anche di loro in ogni apparecchio era 5 uomini ma quando erano al termine del bombardamento erano in uno o in due ogni apparechio questo inferno durò fino alle ore 3,30 poi 20 minuti di pausa per far credere al nemico la nostra sortita dalla I linea e attirarlo di nuovo nelle sue trincee.

Si ringrazia il Gruppo L'Espresso e l'Archivio diaristico nazionale di Pieve Santo Stefano

DAL FRONTE

In Valle Adige persistente attività delle artiglierie nemiche specialmente contro le nostre linee a sud del Rio Cameras. Sulla fronte del torrente Posina la sera del 2 l' avversario assalì le posizioni ad est di Griso, ma fu subito respinto. Nella giornata di ieri azioni delle artiglierie, più vivaci fra Monte Seluggio e Monte Cimone. In Valle Travignolo la notte sul 4 il nemico tentò una azione di sorpresa contro le posizioni da noi conquistate. I nostri respinsero l' attacco riuscendo anche a compiere qualche progresso. In Valle Drava la stazione di Toblacco fu nuovamente colpita dai nostri tiri. Alla testa del torrente Digon (Alto Piave) i nostri ampliarono il possesso della posizione di Cima Vallone, verso il Monte Cavallino. Sull' Isonzo intenso scambio di grosse bombe.

Firmato: CADORNA

 

Come in una macchina del tempo, ogni giorno una nuova pagina del diario.
Le testimonianze, le immagini, i filmati negli archivi e nei giornali dell'epoca.

Sono nato a Roma nel dicembre del 1984, mi sono diplomato al liceo scientifico J.F. Kennedy e ho frequentato la facoltà di Scienze della Comunicazione all’università la Sapienza, ma non mi sono laureato.

I miei interessi? Un po’ di tutto, come molti trentaduenni. Lo sport, la politica, la Storia del ‘900. Niente di eccezionale.


Dal dicembre 2003 al marzo 2005, ho scritto per un giornale locale (Il Corriere Laziale), quindi ho fatto uno stage con una piccola televisione satellitare (Nessuno TV).
Nel 2011 la Graphofeel edizioni ha pubblicato il mio libro “Mens insana in corpore insano”, il racconto di una vacanza on the road da Roma a Capo nord.
Dall’agosto 2013 al gennaio 2014 ho ricominciato a scrivere di calcio quotidianamente, con articoli e pronostici sportivi sul sito http://www.scommessepro.com/
Da giugno 2014 racconto la Grande Guerra, giorno per giorno.

Davide Sartori