Promesse britanniche
Pallanza, sul Lago Maggiore, ha ospitato per qualche giorno il Ministro del commercio britannico. Runciman era in Italia per una serie di conferenze con i nostri Ministri Arlotta e De Nava, terminate il 14 agosto. I temi principali sono i soliti: il carbone e i noli. «I convegni di questi ultimi giorni hanno aiutato a chiarire meglio i bisogni interni dei due Alleati e alcune misure da prendere per aiutarsi a vicenda. Molti malintesi sono stati dissipati, molte difficoltà furono risolte. […] Speriamo di assicurare all’Italia gli essenziali rifornimenti. […] Quanto si è fatto per la Francia sarà fatto anche per il vostro Paese».
Le difficoltà nell’approvvigionamento del carbone sono palesi: la guerra ha ridotto la manodopera disponibile, aumentando i consumi. Senza contare le riduzioni della flotta mercantile.
Siccome non tutta l’opinione pubblica sembra comprendere appieno gli sforzi britannici, Runciman riepiloga quanto fatto da Londra e nel suo discorso tira giù un’enciclopedia di provvedimenti.
Interessanti anche le dichiarazioni del Ministro Leonardo Bianchi sui problemi della nostra sanità militare: «La distribuzione dei chirurghi nella zona di guerra lascia ancora a desiderare. Non sempre è tutto pronto alla vigilia di un’azione». Bianchi, neurologo e psichiatra, è invece soddisfatto di come vengono affrontate le malattie mentali, quelle che oggi catalogheremmo sotto “disturbi da stress”, con una terminologia molto più elegante del nomignolo dell’epoca: “gli scemi di guerra”.
Sui campi di battaglia l’esercito italiano continua a impegnare quello asburgico a est di Gorizia e Oppacchiasella, sul Pečinka e il Nad Logem.
In Galizia i russi incalzano gli austro-tedeschi sullo Zolota Lypa e nella regione di Halych.
Davide Sartori
GLI AVVENIMENTI
Politica e società
- Incontro finale fra gli italiani e i delegati inglesi su questioni economiche.
Fronte occidentale
- Intensa attività d’artiglieria a nord e sud della Somme.
Fronte orientale
- I russi pressano gli austro-ungarici in ritirata; minacciata Halych (Galizia) e il passaggio dello Zolota Lypa.
Fronte italiano
- Duri scontri a est di Gorizia.
- Gli italiani espugnano numerosi trinceramenti sul Carso, a ovest di San Grado e di Monte Pečinka; circa 1.400 prigionieri.
Fronte asiatico ed egiziano
- L’offensiva turca continua a ovest di Hamadan (Persia).
Parole d'epoca
Quota 102, a un passo dalla gloria
di Bruno Palamenghi, 132° reggimento fanteria, brigata Lazio, poi 227a fanteria, brigata Rovigo
Ieri sera ricevuto ordine e disposizioni per l'attacco di quota 95, da doversi iniziare alle 12 precise di oggi.
L'attacco dev'essere effettuato da tutta la Divisione, e vi si dà un'importanza straordinaria che riconosco giusta.
Giusto ordini, alle ore 12 precise inizio l'attacco col 2° Battaglione – mentre il resto della Divisione inizia l'azione contemporaneamente – ma la Brigata di sinistra non può continuare l'attacco perché fortemente battuta dalle Artiglierie di Monte Santo e San Gabriele, e dalle mitragliatrici di San Marco – per cui la sua azione ed il suo concorso viene completamente paralizzata – Il 228° Regg.to sulla mia destra – anche esso è fermato dai tiri nemici del San Marco, e perché impossibilitato a passare i reticolati nemici, quasi per nulla danneggiati e sconvolti dalle nostra Artiglierie.
Con le mie truppe – dapprima col solo 2° Battaglione – e poi anche con le due Compagnie 11^ e 12^ pure proiettate in prima linea, avanzo e occupo quota 102 – obbiettivo assegnatomi. Per cui avevo assolto il mio compito – il mio mandato – Azione molto movimentata – rischiata – pericolosa. Mi ci rinforzo con l'altre Compagnie del Reggimento.
Facciamo oltre 200 prigionieri – ed il 2° Batt. si impadronisce di una mitragliatrice e molto altro materiale.
Si ringrazia il Gruppo L'Espresso e l'Archivio diaristico nazionale di Pieve Santo Stefano
DAL FRONTE
Sul Carso continuò ieri la vigorosa pressione delle nostre truppe.
Ad est di Nad Logem (Quota 212) fu sfondata un' altra poderosa linea di trinceramenti nemici, prendendovi circa 800 prigionieri, dei quali 12 ufficiali.
Nella zona di Gorizia duelli di artiglieria. Quella avversaria lanciò alcune granate nelle città e sui ponti dell' Isonzo.
Lungo la rimanente fronte piccoli vivaci scontri sulle pendici di Punta Forame (Rio Felizon-Boite), alla testata del Rio Costeana Boite) alle falde del Monte Civaron (Vallesugana).
Il nemico fu dappertutto respinto e lasciò nelle nostre mani una cinquantina di prigionieri.
L' artiglieria avversaria bombardò ieri gli abitati nelle alte Valli del Chiarzò e del Cordevole. Fu fatta tacere dalle nostre batterie.
Velivoli nemici nella passata notte lanciarono bombe su Monfalcone e su altre località del Basso Isonzo. Non sono segnalati nè vittime, nè danni.
Firmato: CADORNA





