Hindenburg a capo dell'esercito tedesco
Il Kaiser Guglielmo II non può essere contento della nuova situazione creatasi dopo l’intervento rumeno: a pagare il conto è il Generale Falkenhayn, Capo di Stato maggiore tedesco. È stato lui a voler insistere sul fronte occidentale, tutt’ora in stallo; è stato lui a considerare quello orientale un teatro di serie “B”. La piramide militare tedesca cambia il suo vertice il 29 agosto: a fare le scarpe a Erich von Falkenhayn è il suo grande rivale, il Feldmaresciallo Paul von Hindenburg, con il fidato Ludendorff confermato suo braccio destro.
Se a Berlino e Vienna si cerca il modo di rimediare, nelle capitali Alleate già si stappa lo champagne: «La Romania si è schierata con l’Intesa perché convinta che l’Austria si trovi sull’orlo del baratro. […] L’ora del castigo, per chi scatenò l’uragano, è giunta». Il Corriere d’Italia, spavaldo, pubblica la sua versione del “ve l’avevo detto”: «Quanto avvenuto nei Balcani rende possibile l’avverarsi della previsione di un rapido epilogo, più volte da noi accennato. Quanto accaduto oggi giustifica quel nostro moderato ottimismo».
C’è tanto ottimismo, in parte giustificato. La speranza che l’intervento rumeno possa far finire la mattanza è difficile da ignorare. Il problema è un altro: mesi e mesi di propaganda hanno finito per far perdere lucidità anche alle sfere ufficiali, ai Governi, ai Comandi militari; lì un eccesso di ottimismo è un autogol.
I rumeni, da parte loro, hanno iniziato bene: valicati con tre colonne i passi delle Alpi transilvaniche, hanno subito occupato Kronstadt (l’odierna Brașov), Petrozsény e Kézdivásárhely; gli austro-ungarici rinculano indietro prima di trovarsi catapultati in scontri sfavorevoli. Anche in Dobrugia non si è perso tempo: l’esercito russo in Bessarabia ha già attraversato il Danubio e marcia in territorio rumeno per prendere alle spalle la Bulgaria.
Davide Sartori
GLI AVVENIMENTI
Politica e società
- Il Tribunale di guerra di Ancona condanna Giuseppe Larese (oriundo dell’Alto Adige) alla fucilazione e due suoi complici all’ergastolo, perché coinvolti di atti di spionaggio, per aver provocato un incendio al porto di Genova e aver tentato di distruggere le Acciaierie di Terni e i ponti sul Brenta e sul Piave.
- Il Kaiser esonera Falkenhayn dalle funzioni di Capo dello Stato maggiore e lo sostituisce con il Feldmaresciallo Hindenburg.
Fronte occidentale
- I britannici compiono nuovi progressi tra il bosco di Delville e Thiepval.
- Prigionieri tedeschi catturati dai britannici dall’inizio dell’offensiva del 1 luglio: 266 ufficiali, 15.203 uomini, 86 cannoni, 160 mitragliatrici.
Fronte italiano
- Dopo tre giorni di accanita lotta, truppe alpine occupano l’aspra cima di Monte Cauriol (2.495 metri).
Fronte orientale
- I russi catturano Monte Pantyr (nord-ovest del passo di Jablonica, Carpazi).
Fronte meridionale
- Kronstadt (Brașov), Petrozsény e Kézdivásárhely occupate dai rumeni.
- Gli austro-ungarici si ritirano prima dell’avanzata dei rumeni sulle Alpi transilvane.
- Le truppe russe, raccolte in Bessarabia, attraversano il Danubio nella regione della Dobrugia per aiutare le truppe rumene.
Fronte d’oltremare
- Le truppe britanniche del Generale Northey occupano Iringa (Africa orientale tedesca).
Parole d'epoca
Le scarpe al sole
di Paolo Monelli, alpino
Il superiore è venuto a visitar la mia linea e m'ha messo agli arresti. Amen. Questo mi succede da quando gli sono caduto in disgrazia, e se non fossero quei soldi dell'indennità che ci si rimettono, ormai il morale ci ha fatto il callo. E dice : Bisogna affrettarsi a fare i ricoveri per l'inverno, mandi a prendere tavole, guardi però che ne ho poche, ed armi bene le baracche, si ricordi però che alberi non se ne tagliano, e faccia caverne, guardi però che gelatina non
ne ho.
Già. Qui c'è un buco, mi faccia un osso buco. Si mandano a prendere tavole al magazzino del Gruppo, me ne -danno dieci, e se non ne potessi rubare una trentina tutte le notti disfacendo i baracchini che sta facendo di giorno il Genio sulla strada del Pagerlok (lavoro di Penelope) starei fresco. Per i tronchi, una pattuglia fuori dei reticolati, così sgombriamo cwiche il campo di tiro. Sfrondarlo subito, però, il tronco, perché se il superiore lo vede, gli sii possa contare che è vecchio, trovato lì (con che cosa pensa che si armino le baracche ?). Ma chiodi non ce n’è. Nemmeno alla Divisione. Sono rarissimi qua su, tanto preziosi che alla compagnia di Busa si giuoca alla morra, e chi fa dieci punti vince un chiodo.
DAL FRONTE
Lungo la fronte tridentina, nonostante persistenti intemperie, le nostre truppe riportarono qualche nuovo brillante successo. In uno scontro di riparti sulle pendici nord-est di Monte Majo (Valle Posina) i nostri ricacciarono l' avversario e gli inflissero perdite, prendendogli una ventina di prigionieri, fra i quali un ufficiale. Sul Monte Cimone tiri efficaci delle nostre bombarde costrinsero il nemico a ripiegare un tratto della propria fronte a settentrione della Vetta. Nella zona di Fassa (Avisio), dopo lotta accanita, gli alpini occuparono l' aspra cima del Cauriol, ergentesi sulle ripide rocce a 2495 metri. La posizione fu subito rafforzata ed è in nostro saldo possesso. Furono presi al nemico una trentina di prigionieri, fra i quali un ufficiale. Attività delle artiglierie avversarie contro le nostre posizioni sul Sief (Alto Cordevole), del Castelletto (Tofana), nelle Alte Valli del But e del Fella. Sul Basso Isonzo i sobborghi di Gorizia e di Gradisca furono battuti ad intervalli. Un velivolo il nemico lanciò bombe e frecce nella Conca di Cortina d' Ampezzo senza far vittime nè danni. Lungo tutta la fronte, ieri, le nostre truppe delle trincee di prima linea acclamarono fraternamente ai soldati di Romania. Il nemico rispose con rabbiosi tiri di artiglieria, di bombarde e di mitragliatrici, fatti cessare dal pronto intervento delle nostre batterie.
Firmato: CADORNA





