Grecia: dimissioni del Governo Zaimis
La decomposizione politica greca prosegue spedita. Atene è la capitale dove i Governi cambiano più spesso del tempo. È come una nave con il Comandante ubriaco, mezzo equipaggio ammutinato e il timone rotto; si potrebbe andare alla deriva, sperando nella buona sorte, ma il problema è il momento storico: siamo nel mezzo della più formidabile tempesta mai scatenatasi su questo mondo. L’11 settembre il Governo “tappabuchi” di Zaimis si dimette: la situazione è troppo grave per essere gestita da un “Gabinetto d’ordinaria amministrazione”, non supportato da partiti politici. A mettere il carico ci pensano i militari interventisti, con un nuovo appello a Re Costantino, e la Lega dei riservisti, autrice di un assalto all’Ambasciata francese, durante una riunione dei diplomatici Alleati. Niente di grave: un paio di «Viva il Re», qualche «Abbasso l’Intesa» e alcuni colpi sparati in aria. Guardando il quadro complessivo non siamo neanche all’anarchia, è il caos più totale. C’è un’unica consolazione: i greci non sembrano propensi a sopportare una vera e propria guerra civile, seppure il rischio sia reale.
Dal fronte balcanico, il parziale successo russo-rumeno in Dobrugia viene ingigantito ad arte: Varna sarebbe già stata evacuata dai bulgari, in preda al panico; le armate zariste, abbastanza numerose da «scongiurare qualsiasi pericolo per Bucarest», avrebbero in mente di marciare su Costantinopoli proprio per quella via. Tutti sembrano aspettare una sola cosa: che gli Alleati si diano una mossa da Salonicco.
I russi, bloccati in Galizia, mettono a frutto la pressione esercitata in Bucovina, sui Carpazi nord-orientali, impadronendosi di Monte Capel Kapul e avvantaggiandosi sulla sponda settentrionale del Czeremosz.
In Africa, il corpo di spedizione belga conquista Tabora, la più importante città dell’entroterra e capolinea della ferrovia per Dar es Salaam, appena occupata dai britannici. Ora gli Alleati controllano la principale arteria della Tanzania.
Davide Sartori
GLI AVVENIMENTI
Politica e società
- Atene: il Primo Ministro greco Zaimis rassegna le dimissioni.
Fronte occidentale
- Somme: l’artiglieria britannica causa grandi incendi nei depositi di munizioni tedeschi a Grandcourt, nord di Pozières.
Fronte orientale
- Nei Carpazi i russi si impadroniscono di tutta la catena a nord del fiume Czeremosz e dell’importante posizione del Monte Capel Kapul; molti prigionieri.
Fronte meridionale
- Bucarest, il Generale Averescu nominato Comandante della Terza armata.
- Offensiva Alleata su tutto il fronte macedone.
Fronte asiatico ed egiziano
- I britannici sconfiggono le colonne turche ad Az Sahilan (Nazariya).
Fronte d’oltremare
- Dopo 10 giorni di aspri combattimenti le truppe belghe conquistano Tabora, importantissima città dell'Africa orientale tedesca, capolinea della ferrovia per Dar es Salaam.
Parole d'epoca
Se mi salvo la vita è un caso
di Federico Adamoli
Il mio caporal Maggiore Invernizzi mià portato unanetra da cucinare, (che facio il cuoco privato) per d’estrarmi e un quarto a quello per mangiar alla domenica sera ancominciato abonbardare, e poi miè arrivato unaeroplano alimproviso. E arimesso quatro volte mia lasciato una ventina di bonbe sempre senza dano verso noi meno qualche ventina nulli (?) morti.
Abbiamomangiato l’anetra erevamo in 11 e abiam fatto meza sbornia che misucede frequente inquesto luogo amotivo d’aver poco dafare e cè comodità d’averne.
Son andato atrovar iborghesi in un piccolo paese Tezze e mison preso ancora una buona sborgna.
DAL FRONTE
Nella zona tra Vallarsa e la testata del Torrente Posina , dopo preparazione delle artiglierie, ostacolata da fitta nebbia, le nostre fanterie espugnarono un forte trinceramento in fondo Valle di Leno e, tra Monte Spil e Monte Corno, completarono la conquista delle trincee rimaste al nemico dopo il combattimento del 7. Furono anche compiuti progressi sul terreno a nord della vetta, del Pasubio e nell'Alto Posina , sulle pendici meridionali di Corno del Coston. Lungo la rimanente fronte azioni delle artiglierie. La nostra distrusse magazzini militari presso Sarnt'Ilario, a nord di Rovereto. Quella nemica eseguì qualche tiro contro Caprile (Valle Cordevole) e Cortina d'Ampezzo (Valle Boite), senza farvi danni. Un velivolo nemicio lanciò una bom ba su Sondrio : n'è vittime nè dannti.
Firmato: CADORNA





