11 Settembre, 1916

Grecia: dimissioni del Governo Zaimis

La decomposizione politica greca prosegue spedita. Atene è la capitale dove i Governi cambiano più spesso del tempo. È come una nave con il Comandante ubriaco, mezzo equipaggio ammutinato e il timone rotto; si potrebbe andare alla deriva, sperando nella buona sorte, ma il problema è il momento storico: siamo nel mezzo della più formidabile tempesta mai scatenatasi su questo mondo. L’11 settembre il Governo “tappabuchi” di Zaimis si dimette: la situazione è troppo grave per essere gestita da un “Gabinetto d’ordinaria amministrazione”, non supportato da partiti politici. A mettere il carico ci pensano i militari interventisti, con un nuovo appello a Re Costantino, e la Lega dei riservisti, autrice di un assalto all’Ambasciata francese, durante una riunione dei diplomatici Alleati. Niente di grave: un paio di «Viva il Re», qualche «Abbasso l’Intesa» e alcuni colpi sparati in aria. Guardando il quadro complessivo non siamo neanche all’anarchia, è il caos più totale. C’è un’unica consolazione: i greci non sembrano propensi a sopportare una vera e propria guerra civile, seppure il rischio sia reale. 


Dal fronte balcanico, il parziale successo russo-rumeno in Dobrugia viene ingigantito ad arte: Varna sarebbe già stata evacuata dai bulgari, in preda al panico; le armate zariste, abbastanza numerose da «scongiurare qualsiasi pericolo per Bucarest», avrebbero in mente di marciare su Costantinopoli proprio per quella via. Tutti sembrano aspettare una sola cosa: che gli Alleati si diano una mossa da Salonicco.
I russi, bloccati in Galizia, mettono a frutto la pressione esercitata in Bucovina, sui Carpazi nord-orientali, impadronendosi di Monte Capel Kapul e avvantaggiandosi sulla sponda settentrionale del Czeremosz.

In Africa, il corpo di spedizione belga conquista Tabora, la più importante città dell’entroterra e capolinea della ferrovia per Dar es Salaam, appena occupata dai britannici. Ora gli Alleati controllano la principale arteria della Tanzania.

Davide Sartori

GLI AVVENIMENTI

Politica e società

  • Atene: il Primo Ministro greco Zaimis rassegna le dimissioni.

Fronte occidentale

  • Somme: l’artiglieria britannica causa grandi incendi nei depositi di munizioni tedeschi a Grandcourt, nord di Pozières.

Fronte orientale

  • Nei Carpazi i russi si impadroniscono di tutta la catena a nord del fiume Czeremosz e dell’importante posizione del Monte Capel Kapul; molti prigionieri.

Fronte meridionale

  • Bucarest, il Generale Averescu nominato Comandante della Terza armata.
  • Offensiva Alleata su tutto il fronte macedone.

Fronte asiatico ed egiziano

  • I britannici sconfiggono le colonne turche ad Az Sahilan (Nazariya).

Fronte d’oltremare

  • Dopo 10 giorni di aspri combattimenti le truppe belghe conquistano Tabora, importantissima città dell'Africa orientale tedesca, capolinea della ferrovia per Dar es Salaam.

Parole d'epoca

Se mi salvo la vita è un caso

di Federico Adamoli

Il mio caporal Maggiore Invernizzi mià portato unanetra da cucinare, (che facio il cuoco privato) per d’estrarmi e un quarto a quello per mangiar alla domenica sera ancominciato abonbardare, e poi miè arrivato unaeroplano alimproviso. E arimesso quatro volte mia lasciato una ventina di bonbe sempre senza dano verso noi meno qualche ventina nulli (?) morti.

Abbiamomangiato l’anetra erevamo in 11 e abiam fatto meza sbornia che misucede frequente inquesto luogo amotivo d’aver poco dafare e cè comodità d’averne.

Son andato atrovar iborghesi in un piccolo paese Tezze e mison preso ancora una buona sborgna.

DAL FRONTE

Nella zona tra Vallarsa e la testata del Torrente Posina , dopo preparazione delle artiglierie, ostacolata da fitta nebbia, le nostre fanterie espugnarono un forte trinceramento in fondo Valle di Leno e, tra Monte Spil e Monte  Corno, completarono la conquista delle trincee rimaste al nemico dopo il combattimento del 7. Furono anche compiuti progressi sul terreno a nord della vetta, del Pasubio  e nell'Alto Posina , sulle  pendici meridionali di Corno del Coston. Lungo la rimanente fronte azioni delle artiglierie. La nostra distrusse magazzini militari presso Sarnt'Ilario, a nord di Rovereto. Quella nemica eseguì qualche tiro contro Caprile (Valle Cordevole) e  Cortina d'Ampezzo (Valle Boite), senza farvi danni. Un  velivolo  nemicio  lanciò  una  bom ba  su  Sondrio :  n'è  vittime nè dannti.

Firmato: CADORNA

 

Come in una macchina del tempo, ogni giorno una nuova pagina del diario.
Le testimonianze, le immagini, i filmati negli archivi e nei giornali dell'epoca.

Sono nato a Roma nel dicembre del 1984, mi sono diplomato al liceo scientifico J.F. Kennedy e ho frequentato la facoltà di Scienze della Comunicazione all’università la Sapienza, ma non mi sono laureato.

I miei interessi? Un po’ di tutto, come molti trentaduenni. Lo sport, la politica, la Storia del ‘900. Niente di eccezionale.


Dal dicembre 2003 al marzo 2005, ho scritto per un giornale locale (Il Corriere Laziale), quindi ho fatto uno stage con una piccola televisione satellitare (Nessuno TV).
Nel 2011 la Graphofeel edizioni ha pubblicato il mio libro “Mens insana in corpore insano”, il racconto di una vacanza on the road da Roma a Capo nord.
Dall’agosto 2013 al gennaio 2014 ho ricominciato a scrivere di calcio quotidianamente, con articoli e pronostici sportivi sul sito http://www.scommessepro.com/
Da giugno 2014 racconto la Grande Guerra, giorno per giorno.

Davide Sartori