Scintille Italia-Grecia
La crisi greca, il futuro incerto e l’iniziativa interventista mandano fuori giri il motore dell’opinione pubblica italiana. È presto per dirlo, ma sembra si affaccino guai in paradiso, piccole crepe nell’assoluta concordia Alleata. Il nodo da sciogliere è palese: Italia e Grecia hanno obiettivi identici e quindi contrastanti. A Roma interessa poco l’eventuale entrata di Atene nel conflitto, anche perché la forza d’impatto greca è considerata non determinante, forse addirittura irrilevante. “Facessero come vogliono, purché non si incida sugli interessi italiani in Albania, nell’Egeo e nel Mediterraneo orientale”. Gli eventuali compensi sono alla base della polemica; lo stesso Venizelos non ha nascosto un certo fastidio per l’arrivo del nostro contingente Salonicco.
Il Giornale d’Italia è il più esplicito: «Non si può permettere al neo-interventismo ellenico di prendere la sua razione di benefici dalla tavola, che le fatiche e le cure di altri hanno apparecchiato». Considerazione curiosa, come se noi fossimo stati assoluti protagonisti a Gallipoli, o in Serbia, o nella stessa resistenza di Salonicco, dove siamo sbarcati da neanche un mese.
«Se la Grecia crede di correre in aiuto del vincitore, a spese e a danno dell’Italia, calpestando i nostri sacrosanti diritti e aspirazioni, si sbaglia di grosso. L’Italia non è entrata nel conflitto per vedersi menomata nei suoi interessi e nella sua dignità».
Chiusura soft, ma con un’avvertenza: «L’identità di vedute tra i Governi Alleati è perfetta; la bontà delle ragioni italiane è riconosciuta. Ci auguriamo che tale accordo persista anche di fronte alle possibili richieste greche. L’Italia provvederà a tutelare i suoi interessi con i mezzi più efficaci».
A darci ragione, in modo indiretto, è una possibile indiscrezione data dal Daily Mail: «Se la Grecia volesse cooperare con gli Alleati, dovrebbe rinunciare a porre qualsiasi condizione, contando solo sulla equità e generosità dell’Intesa nel futuro trattato di pace». Questo sarebbe stato già comunicato all’Ambasciatore greco a Parigi. No, il “tranquillo, fidati e poi vediamo” non sembra un gran incentivo.
Sul fronte macedone gli Alleati avanzano su tutto il fianco sinistro, verso Florina e Monastir e a sud-ovest del lago di Ostrovou, dove occupano Sorovits, l’odierna Amyntaio. «L’esercito di Salonicco saprà realizzare gloriosamente il rude compito che gli è affidato».
A Verdun Raymond Poincaré, Presidente della Repubblica francese, consegna alla città simbolo della resistenza le onorificenze inviate da tutti i Sovrani Alleati. Non si è mai smesso di combattere su questi pochi chilometri quadrati, le artiglierie scandiscono ancora le giornate di Vaux, Chapitre, di Fleury e dintorni. Il vantaggio ora è francese, perché i tedeschi hanno dovuto spostare molti cannoni sulla Somme. Il Generale Joffre vuole approfittarne e con i Comandanti di zona inizia a studiare una nuova offensiva; sei mesi e mezzo di bassa macelleria non sono ancora abbastanza.
Davide Sartori
GLI AVVENIMENTI
Politica e società
- Il Presidente Poincaré visita Verdun e consegna alla città le varie onorificenze inviate dagli altri sovrani Alleati.
- Melbourne: approvato in prima lettura il referendum sulla coscrizione proposto da Hughes.
- La Viener Zeitung pubblica la leva in massa dei nati nell’impero austro-ungarico dal 1866 al 1892.
Fronte occidentale
- I francesi assaltano con successo Bois l’Abbé Farm e le trincee a sud di Le Priez Farm, a sud-est di Combes.
- Battaglia di Verdun: Il Generale Joffre chiede a Pétain e Nivelle di preparare la ripresa di Fort Vaux e Douaumont.
Fronte italiano
- Trieste bombardata da 22 aerei da battaglia.
Fronte meridionale
- I serbi avanzano a sinistra della linea Alleata in Macedonia, diretti verso Florina e Monastir.
- Sorovits (l’odierna Amyntaio) occupata dagli Alleati (sud-ovest del lago di Ostrovou).
- Le truppe italiane in Macedonia hanno un primo scontro a ovest di Bútkovon con i bulgari, che ricacciano oltre la ferrovia da Dojran a Demir-Hissar.
Fronte d’oltremare
- I britannici occupano Mikindani (all’estremo sud della Africa orientale tedesca).
Parole d'epoca
Il 13esimo Fanteria
di Giuseppe Abate
… si ebbe una gradita visita del Comandante la Divisione, Tenente-Generale DiaZ, il quale tenne un discorso alle truppe. Disse parole di ringraziamento per le azioni svolte, e aggiunse che, se queste non avevano dato grandi conquiste di terreno, avevano però incatenato il nemico, fatta rivelare la di lui forza di resistenza, dimostrando ancora una volta il grande valore dei « Fucilieri di Pinerolo ». Altro elogio fu fatto qualche giorno dopo da S. A. R. il Duca d'Aosta, Comandante dell'Armata, il quale nella stessa occasione di rivista alla Brigata pronunziò il motto, ora sacro e glorioso: «Sempre più Avanti!... Sempre più in alto!... »
Istruzioni, conferenze, ricognizioni furon fatte con molta alacrità: si doveva presto tornare in trincea. Instancabile fu allora l'attività del Colonnello Perris, il quale in breve riordinò uffici e reparti, diede a tutti direttive sì saggie, che divennero dipoi tradizione viva ed incancellabile.
DAL FRONTE
COMANDO SUPREMO, 13 settembre 1916
In Vallarsa e nell'Alto Posina continuano nostre parziali azioni aggressive. La sera dell'11 respingemmo attacchi nemici ad est di Griso e nella Valletta di Zara. A nord di Falzarego (Rio Costeana-Boite) i nostri alpini si impadronirono di una posizione a dominio della Forcella di Travenanzes, intercettando le Comunicazioni fra il Vallolnie di Travenanzes e la zona del Lagazuoi. Sulla rimanente fronte nessun importante avvenimento. Nella serata di ieri velivoli nemici lanciarono bombe su Venezia, Pordenone, Latisana, Marano Lagunare, Cervignano e Aquileia. Qualche ferito e lievi danni.
Firmato: CADORNA
Bollettino n°477 bis.
Settore di Salonicco: nella zona a ovest del lago di Butkovo le nostre colonne, nelle giornate dell'11 e 12, impegnarono piccoli combattimenti con reparti bulgari, ricacciandoli oltre la ferroviada Dojran a Demir Hissar.
CADORNA





