Habemus Assemblea Costituente
Ecco fatto. Il travaglio è stato lunghissimo ed estenuante, ma a Pietrogrado ci sono abbastanza delegati da raggiungere il numero legale imposto da Lenin per l’apertura dell’Assemblea Costituente. Era ora. Il 18 gennaio si tiene la prima seduta al Palazzo della Tauride ed è subito chiaro quale sia il problema: i bolscevichi hanno ottenuto solo un quarto dei seggi, scranno più scranno meno; i socialisti rivoluzionari ne occupano circa il 40%; il resto sono divisi tra “comparse”.
La capitale è blindata, in stato d’assedio, sono rispuntate le mitragliatrici sui tetti e sono state vietate le dimostrazioni di qualsiasi colore. I disordini, però, saltano fuori comunque.
Ordine pubblico a repentaglio anche in Austria-Ungheria, dove si è passati da sporadiche manifestazioni a un vero e proprio sciopero generale.
Non siamo molto lontani dal poter usare il vocabolo “rivolte”: saccheggi, vetrine infrante, comizi contro la guerra e la carestia. Polizia ed esercito intervengono, arrestano e non usano riguardi, ma la situazione non si placa. Nella matassa di critiche, rivendicazioni e accuse c’è anche quella contro la piega presa dai negoziati di Brest-Litovsk: “Non vogliamo una pace violenta, una pace di annessioni”. In sostanza non piace come Berlino stia gestendo la pratica. Sì, peccato la Germania abbia appena risposto “no” all’ennesima richiesta russa: non ci sarà nessun ritiro di truppe dai territori occupati.
Davide Sartori
GLI AVVENIMENTI
Politica e società
- Raggiunto il numero legale di rappresentanti, si riunisce l’Assemblea costituente a Pietrogrado, denunciati i bolscevichi.
- I bolscevichi inviano un ulteriore ultimatum alla Romania chiedendo il passaggio delle truppe.
- La Germania rifiuta di ritirare le truppe dalla Russia.
- Scoppia in Austria-Ungheria uno sciopero generale, che dura tre giorni, principalmente come protesta contro la guerra e la carestia.
- Da Budapest si telegrafa che il Ministero Weckerle è stato battuto con schiacciante maggioranza dal partito di Tisza.
- Viene nominato Capo di Stato maggiore dell’esercito austriaco il generale Waldstätten.
- Lloyd George si rivolge nuovamente alla “Man-Power” Conference, promuovendo il “Manpower” bill.
- Australia: il Governo di Hughes supera il voto di sfiducia.
Fronte occidentale
- Assalto tedesco respinto vicino Neuve Chapelle e Lens.
Fronte italiano
- Pattuglie italiane attive sull’altopiano di Asiago.
Fronte asiatico ed egiziano
- Gli arabi catturano un importante convoglio turco a est di Medina.
- I britannici avanzano a Dura, 20 km. a nord di Gerusalemme.
- I britannici bombardano Samaria.
Dal fronte italiano
REGIO ESERCITO ITALIANO - COMANDO SUPREMO
18 GENNAIO 1918
Lungo tutta la fronte brevi azioni di fuoco e limitata attività di pattuglie: le nostre artiglierie eseguirono concentramenti sui rovesci di Col Caprile e di Col della Berretta; quelle nemiche, più vivaci contro le pendici sudorientali del Montello, furono controbattute da batterie inglesi, che colpirono truppe in marcia fra Mina e Canareggio. Sulle pendici meridionali del Sasso Rosso e su quelle settentrionali del Monte Solarolo pattuglie nemiche vennero respinte a colpi di bombe a mano.
Nelle azioni compiute nei giorni 14, 15 e 16 nella zona di Monte Asolone e ad est di Capo Sile, furono complessivamente catturati 13 ufficiali, 479 uomini di truppa, 18 mitragliatrici e due lanciabombe.
GENERALE DIAZ





