Di nuovo a Brest-Litovsk
Avanti, sempre avanti, di gran carriera. Anche Narva viene inghiottita dall’avanzata tedesca, ora l’intera Estonia è sotto il controllo berlinese. Progressi slanciati come in Ucraina e sul Pripyat. La Germania però ci tiene a precisare: «Non siamo conquistatori, siamo qui come ospiti». Questa non l’avevo mai sentita.
E giornali in coro: «Non è colpa degli Imperi centrali se la guerra continua, è l’Intesa a voler strappare territori alla Germania, all’Austria-Ungheria e alla Turchia». La stampa dice anche altro, loda l’intervento del Cancelliere Hertling e l’idea di impostare negoziati generali sui principi, ma ristretti ai singoli protagonisti per le questioni particolari. Che c’entra l’America con la Polonia? O l’Inghilterra con l’Alsazia-Lorena?
Il 28 febbraio la delegazione russa arriva a Brest-Litovsk per limare gli ultimi dettagli e mettere nero su bianco la pace separata, una pace umiliante. La speranza è di veder conclusa l’offensiva, ma no, i tedeschi non si fermeranno fino alla firma del trattato.
Le parole di Hertling sono commentate anche a Londra. Qualcuno di grande fantasia è riuscito a sforzarsi abbastanza da leggervi una Berlino ammorbidita e accondiscendente.
Il Ministro degli esteri Balfour viene interrogato al riguardo e riporta tutti sulla terra. Il discorso è lungo, ma basta accennare un solo passaggio: “Hertling afferma di sottoscrivere il principio wilsoniano di una pace nel rispetto dei popoli e per il vantaggio delle popolazioni. Allo stesso tempo chiede la restituzione dei territori all’Impero ottomano. Chiedetelo agli armeni cosa ne pensano di tornare sotto i turchi”.
Rigettata anche l’ipotesi di colloqui preliminari: «Iniziare negoziati, senza ritenere possibile un buon esito, sarebbe un delitto contro la pace. Una conversazione terminata nella discordia è peggio di una mancata conversazione».
Davide Sartori
GLI AVVENIMENTI
Politica e società
- I delegati russi arrivano a Brest-Litovsk.
- Il tribunale di Roma condanna per disfattismo Costantino Lazzari a 2 anni e 11 mesi di reclusione e Nicola Bombacci a 2 anni e 4 mesi.
- A Milano la terza sottoscrizione per i bisogni della guerra sorpassa i dieci milioni.
- Dimissioni di Pašić e del Gabinetto serbo.
Fronte occidentale
- Respinto un attacco tedesco vicino Chavignon (nord-est di Soissons).
Fronte orientale
- I tedeschi catturano Narva (Estonia).
- Continua l’avanzata tedesca su territorio ucraino: catturata una flottiglia armata sul Pripyat (Bielorussia).
- Gli austro-ungarici invadono l’Ucraina a nord del fiume Pruth.
DAL FRONTE ITALIANO
Saltuarie azioni di artiglieria, più vivaci a cavallo del Brenta e a sud di Ponte Piave.
Pattuglie nemiche vennero volte in fuga dai nostri esploratori a sud-est del saliente di Monte Solarolo e respinte a fucilate in Vallarsa e sul Piave Vecchio.
A nord di Col del rosso una nostra pattuglia, raggiunto l’abitato di Stoccareddo e respinti nuclei nemici prontamente accorsi, catturò e portò nelle nostre linee due bombarde da 280, una ventina di fucili ed alquanto materiale di guerra.
Nella giornata e nella notte grande attività aerea.
I nostri aviatori hanno colpito con pieno successo con sei tonnellate di bombe, parecchi obbiettivi militari; due velivoli nemici vennero abbattuti da aviatori britannici a nord di Nervosa e a nord-ovest di Oderzo. Presso Pieve di Solito un pallone frenato precipitò colpito dalla nostra artiglieria.
Durante le incursioni della notte sul 27, due apparecchi nemici da bombardamento furono abbattuti.
Firmato: DIAZ





