4 Marzo, 1918

La calma

Riassunto britannico sull’attualità del fronte occidentale: «La frequenza delle azioni locali va aumentando, così come le incursioni aeree. Niente però fa prevedere un’offensiva immediata. […] Calma sul fronte italiano».
Arrivati a questo punto nessuno vuole fare stupidaggini o mosse avventate, restano a tutti poche cartucce da sparare, uno o due grossi colpi al massimo. E vanno giocati bene, nel posto giusto e al momento giusto. Nessuno vuole rischiare tutto in un’avventura; ci si prepara e si aspetta.
Ormai spettatore neanche troppo interessato, il fronte orientale resta a guardare, per la prima volta privo di ansie. Il 4 marzo l’Alto Comando tedesco annuncia lo stop: «In seguito alla firma del trattato di pace, tutti i movimenti militari in Russia sono sospesi». In quattordici giorni di avanzata, due settimane tonde tonde, la Germania ha incamerato chilometri a pioggia, 63.000 prigionieri, 5.000 mitragliatrici e 2.600 cannoni, più altro bottino vario.


A Roma il Governo parla al Senato. Il più atteso non è Orlando, ma Crespi, Commissario generale ai consumi. Non cerca di indorare la pillola, spiega come l’intervento americano influisca sugli approvvigionamenti, perché le navi ora trasportano più soldati e meno merci. «La sopravvivenza è assicurata, ma bisogna guardare con serena fermezza al prolungarsi delle difficoltà e, forse, a sofferenze anche maggiori. […] Resistere per vincere, vincere per vivere».

Davide Sartori

GLI AVVENIMENTI

Politica e società

  • Un comunicato da Berlino annuncia che, in seguito alla firma del trattato di pace, i movimenti militari nella grande Russia sono sospesi.

Fronte occidentale

  • Continuano i raid da ambo le parti, inclusa una importante impresa dei francesi a Les Éparges.

Fronte orientale

  • I tedeschi reclamano la cattura di 6.000 ufficiali, 57.000 uomini, 2.600 cannoni e 5.000 mitragliatrici nella recente invasione.

DAL FRONTE ITALIANO

Lungo la fronte moderata lotta di artiglierie, più vivace dall’Astico al Brenta, e dalle pendici orientali del Monte Grappa al Piave.
Nostre batterie eseguirono tiri ben riusciti sul settore Val Frenzela, Val Brenta e dispersero lavoratori nemici a nord del Lago di Ledro (Giudicarie) e ad est di Salgaredo (Piave).
Lungo il Piave Vecchio e alla testa di Capo Sile le linee avanzate scambiarono raffiche di fucilate e di mitragliatrici.

Firmato: DIAZ

Come in una macchina del tempo, ogni giorno una nuova pagina del diario.
Le testimonianze, le immagini, i filmati negli archivi e nei giornali dell'epoca.

Sono nato a Roma nel dicembre del 1984, mi sono diplomato al liceo scientifico J.F. Kennedy e ho frequentato la facoltà di Scienze della Comunicazione all’università la Sapienza, ma non mi sono laureato.

I miei interessi? Un po’ di tutto, come molti trentaduenni. Lo sport, la politica, la Storia del ‘900. Niente di eccezionale.


Dal dicembre 2003 al marzo 2005, ho scritto per un giornale locale (Il Corriere Laziale), quindi ho fatto uno stage con una piccola televisione satellitare (Nessuno TV).
Nel 2011 la Graphofeel edizioni ha pubblicato il mio libro “Mens insana in corpore insano”, il racconto di una vacanza on the road da Roma a Capo nord.
Dall’agosto 2013 al gennaio 2014 ho ricominciato a scrivere di calcio quotidianamente, con articoli e pronostici sportivi sul sito http://www.scommessepro.com/
Da giugno 2014 racconto la Grande Guerra, giorno per giorno.

Davide Sartori