La calma
Riassunto britannico sull’attualità del fronte occidentale: «La frequenza delle azioni locali va aumentando, così come le incursioni aeree. Niente però fa prevedere un’offensiva immediata. […] Calma sul fronte italiano».
Arrivati a questo punto nessuno vuole fare stupidaggini o mosse avventate, restano a tutti poche cartucce da sparare, uno o due grossi colpi al massimo. E vanno giocati bene, nel posto giusto e al momento giusto. Nessuno vuole rischiare tutto in un’avventura; ci si prepara e si aspetta.
Ormai spettatore neanche troppo interessato, il fronte orientale resta a guardare, per la prima volta privo di ansie. Il 4 marzo l’Alto Comando tedesco annuncia lo stop: «In seguito alla firma del trattato di pace, tutti i movimenti militari in Russia sono sospesi». In quattordici giorni di avanzata, due settimane tonde tonde, la Germania ha incamerato chilometri a pioggia, 63.000 prigionieri, 5.000 mitragliatrici e 2.600 cannoni, più altro bottino vario.
A Roma il Governo parla al Senato. Il più atteso non è Orlando, ma Crespi, Commissario generale ai consumi. Non cerca di indorare la pillola, spiega come l’intervento americano influisca sugli approvvigionamenti, perché le navi ora trasportano più soldati e meno merci. «La sopravvivenza è assicurata, ma bisogna guardare con serena fermezza al prolungarsi delle difficoltà e, forse, a sofferenze anche maggiori. […] Resistere per vincere, vincere per vivere».
Davide Sartori
GLI AVVENIMENTI
Politica e società
- Un comunicato da Berlino annuncia che, in seguito alla firma del trattato di pace, i movimenti militari nella grande Russia sono sospesi.
Fronte occidentale
- Continuano i raid da ambo le parti, inclusa una importante impresa dei francesi a Les Éparges.
Fronte orientale
- I tedeschi reclamano la cattura di 6.000 ufficiali, 57.000 uomini, 2.600 cannoni e 5.000 mitragliatrici nella recente invasione.
DAL FRONTE ITALIANO
Lungo la fronte moderata lotta di artiglierie, più vivace dall’Astico al Brenta, e dalle pendici orientali del Monte Grappa al Piave.
Nostre batterie eseguirono tiri ben riusciti sul settore Val Frenzela, Val Brenta e dispersero lavoratori nemici a nord del Lago di Ledro (Giudicarie) e ad est di Salgaredo (Piave).
Lungo il Piave Vecchio e alla testa di Capo Sile le linee avanzate scambiarono raffiche di fucilate e di mitragliatrici.
Firmato: DIAZ





