22 Marzo, 1918

Pressing alto

«Questa volta la partita è seria». A ventiquattro ore di distanza non circolano molte notizie sull’offensiva tedesca in Piccardia. Lo stesso bollettino ufficiale è vago, ammette qualche guadagno tedesco, ma in sostanza minimizza. E parla solo delle perdite nemiche. I giornali tengono la solita linea: «L’attacco sarà certo contenuto e respinto in breve tempo. Non si capisce quale possa essere lo scopo tedesco, la loro situazione dev’essere disperata per tentare un’avventura simile».
Il 22 marzo c’è ancora nebbia sul fronte occidentale e i tedeschi vanno avanti, soprattutto a ovest di Saint-Quentin. L’esercito del Kaiser martella i britannici in ritirata, gli impedisce di consolidarsi su nuove posizioni e li caccia più indietro del previsto. A bersagliare le colonne inglesi in marcia c’è anche l’aviazione e quel colore che terrorizza: il rosso di Manfred von Richthofen. Il “Barone” si butta in picchiata e scarica le mitragliatrici.
Finora l’operazione Michael è un successo.


Mentre Londra rassicura Parlamento e opinione pubblica sul fallimento della guerra sottomarina, gli Alleati notificano ad Amsterdam la requisizione delle sue navi. L’Olanda è tra l’incudine e il martello: i giornali tedeschi gridano alla violazione della neutralità.

Davide Sartori

GLI AVVENIMENTI

Politica e società

  • Il Ministero della Marina inglese pubblica un “Libro bianco” sulla guerra dei sottomarini, dichiarandola fallita, perché le nuove costruzioni e le navi catturate ai nemici hanno ridotto la perdita effettiva all’8% del tonnellaggio mondiale.
  • Il Governo olandese viene informato che gli Alleati hanno deciso di requisire le navi olandesi nei loro porti.
  • Il tribunale militare di Roma condanna a 20 anni di reclusione il pubblicista Mansueti, accusato di intelligenza col nemico.
  • Formato il nuovo Governo spagnolo guidato da Antonio Maura.

Fronte occidentale

  • I tedeschi vengono tenuti a bada a nord del campo di battaglia, ma le difese britanniche vengono penetrate a ovest di Saint-Quentin, causando la ritirata delle truppe in quel settore e in quelli adiacenti. I tedeschi reclamano almeno 16.000 prigionieri e 200 cannoni.

Fronte asiatico ed egiziano

  • I britannici attraversano il Giordano e avanzano verso est.

DAL FRONTE ITALIANO

Lungo tutta la fronte si ebbe ieri una complessiva maggiore attività combattiva.
Pattuglie nemiche vennero fugate ad occidente della Val di Concei (Giudicarie) e alle Grave (Piave).
Nel settore Val Frenzela (Brenta) un reparto nemico riuscì a penetrare in un nostro posto avanzato; ma, arrestato dal pronto fuoco di sbarramento e contrattaccato, dovette rientrare nelle posizioni di partenza.
Nella regione nord-orientale del Monte Grappa facemmo alcuni prigionieri.
Le artiglierie svolsero azioni più intense a cavallo del Piave.
Sull’Altipiano di Asiago aviatori nostri e francesi abbatterono un velivolo nemico.
Di là del Piave agli aviatori britannici ne abbatterono altri tre e ne costrinsero un quarto ad atterrare.
A sud di Motta di Livenza un pallone frenato venne incendiato dalla nostra artiglieria.

Firmato: DIAZ

Come in una macchina del tempo, ogni giorno una nuova pagina del diario.
Le testimonianze, le immagini, i filmati negli archivi e nei giornali dell'epoca.

Sono nato a Roma nel dicembre del 1984, mi sono diplomato al liceo scientifico J.F. Kennedy e ho frequentato la facoltà di Scienze della Comunicazione all’università la Sapienza, ma non mi sono laureato.

I miei interessi? Un po’ di tutto, come molti trentaduenni. Lo sport, la politica, la Storia del ‘900. Niente di eccezionale.


Dal dicembre 2003 al marzo 2005, ho scritto per un giornale locale (Il Corriere Laziale), quindi ho fatto uno stage con una piccola televisione satellitare (Nessuno TV).
Nel 2011 la Graphofeel edizioni ha pubblicato il mio libro “Mens insana in corpore insano”, il racconto di una vacanza on the road da Roma a Capo nord.
Dall’agosto 2013 al gennaio 2014 ho ricominciato a scrivere di calcio quotidianamente, con articoli e pronostici sportivi sul sito http://www.scommessepro.com/
Da giugno 2014 racconto la Grande Guerra, giorno per giorno.

Davide Sartori