Proteste russe
No, i russi non hanno apprezzato lo sbarco di truppe giapponesi a Vladivostok, in città sono confermati disordini vari. Al contrario delle illusioni Alleate, anche la Siberia sembra dominata dai bolscevichi e l’intervento di Tokyo non è stato preso come un disinteressato atto caritatevole. Il Governo russo protesta con le delegazioni estere e non si limita alle parole: Mosca concede al Soviet siberiano i pieni poteri, dichiara in stato di guerra l’intera regione e spinge per la formazione di distaccamenti dell’Armata rossa.
Una seconda protesta è inviata in Germania, ma questa riguarda le sorti della flotta russa e lo sbarco tedesco in Finlandia. Siccome non ci sono grosse speranze di essere assecondati da Berlino, i bolscevichi iniziano l’evacuazione di Helsinki.
Nel Caucaso, i turchi continuano a impossessarsi di tutti i centri vitali: il 7 aprile marciano verso Batumi; nei giorni precedenti avevano rioccupato Ardahan, Van e Sarikamiş.
Nulla di nuovo sul fronte occidentale, dove l’attività maggiore è svolta dall’artiglieria fra la Somme e Armentières.
Davide Sartori
GLI AVVENIMENTI
Politica e società
- Parigi: Clemenceau riceve Baker, Ministro della guerra statunitense.
- I russi protestano con la Germania per lo sbarco in Finlandia e con i consolati esteri a Mosca per Vladivostok.
Fronte occidentale
- Duro lavoro d’artiglieria sull’Oise e fra la Somme e Armentières; due attacchi respinti a Bucquoy.
Fronte orientale
- Da Mosca si segnala che tutto il territorio della Siberia è stato dichiarato in stato di guerra. Si formano distaccamenti dell'Armata rossa e tribunali militari rivoluzionari. Il Comitato centrale esecutivo dei Soviet siberiano ha ricevuto pieni poteri.
- I bolscevichi evacuano Helsinki.
Fronte asiatico ed egiziano
- Al-Karak (sud del Mar Morto) occupata dalle truppe dell’Hejaz.
- Caucaso: le truppe turche marciano verso Batumi.
DAL FRONTE ITALIANO
REGIO ESERCITO ITALIANO - COMANDO SUPREMO
BOLLETTINO DEL 7 APRILE 1918
Dallo Stelvio al Montello attività combattiva assai moderata. Lungo il Piave frequenti azioni delle opposte artiglierie e vivace scambio di fucilate tra nostre pattuglie e avamposti avversari.
Nella zona litoranea batterie nemiche furono ridotte al silenzio presso Grisolera e qualche prigioniero venne preso ad est di Capo Sile.
Albania – Nel pomeriggio del giorno 5 sull’Osum grossi nuclei nemici che tentavano raggiungere la nostra linea di osservazione, vennero respinti con perdite.
Firmato: DIAZ




