Berlino sicura di sé
La Germania continua a spingere. Ora l’avanzata nella regione di Verdun si misura in chilometri, evento raro in questa guerra. Il 24 febbraio il fronte si è esteso: i tedeschi conquistano parte del Bois des Fosses e incamerano altri 10.000 prigionieri; i francesi, in affanno, sono costretti a ritirarsi da Beaumont e dal Bois des Caurières.
Berlino resta convinta dei suoi mezzi. Von Jagow, Ministro degli esteri, ha escluso qualsiasi ripensamento o rinvio della guerra sottomarina. Immediata la risposta di Wilson: l’America non limiterà mai i diritti dei suoi cittadini, non vieterà mai l’imbarco su mercantili armati per difesa. Qui si rischia un bel muro contro muro.
Il tema “nautico” è caldo un po’ ovunque e le sue spine pungono anche la Germania. I portoghesi hanno accettato il “consiglio” britannico: una settantina di piroscafi tedeschi vengono imprigionati tra il Tago e il porto di Lisbona.
Marina protagonista anche da noi. Durazzo viene evacuata, i primi a partire sono Essad Pasha e il suo Governo provvisorio.
A Roma si pubblicano i dati relativi alle operazioni nell’Adriatico: 260.000 uomini trasportati su 250 imbarcazioni, più altre 100 per gli approvvigionamenti; solo 3 gli incidenti e non un solo soldato morto in mare. È un modo per far notare all’estero gli sforzi della Regia Marina nel salvataggio balcanico.
Davide Sartori
GLI AVVENIMENTI
Politica e società
- La promessa tedesca sull’indipendenza polacca viene annunciata alla Duma.
- Il Governo italiano comunica il contributo dato dalla Regia Marina al salvataggio dell'esercito serbo.
- Il Governo portoghese requisisce 71 navi tedesche internate nel porto di Lisbona.
- Il Presidente Wilson dichiara che non acconsentirà mai a proibire ai cittadini americani di viaggiare su piroscafi mercantili armati.
Fronte occidentale
- Battaglia di Verdun: si estende il fronte da Malancourt a Fromezy: parte del Bois des Fosses presa dai tedeschi.
- I francesi, sotto la spinta tedesca, son costretti a sgomberare Beaumont e Bois des Caurières.
Fronte Italiano
- Gli austro-ungarici tentano un attacco in Val Peumica, ma sono respinti.
Fronte meridionale
- Durazzo evacuata dagli albanesi: Il Governo provvisorio di Essad Pasha parte per l’Italia.
Parole d'epoca
Fiori di trincea. Diario vissuto da un cappellano di fanteria
di Don Giovanni Folci
Nella mattinata, dopo l'istruzione, invito con brevi parole i soldati della 10° [compagnia] a confessarsi. Nel pomeriggio ho la consolazione di assolverne una trentina. Gente che non si confessa più da otto, dieci, due, quattro anni per semplice ignoranza.
Il 3° battaglione ha invitato ad una bella cena rallegrata infine da un po' di musica. Sono le dieci quando giunge l'ordine di partenza per due battaglioni per Oslavia60 dove il cannone ha tuonato tutto il giorno.
Dal comando sappiamo che solo uno del 37° deve partire.
DAL FRONTE
CADORNA
In Valle Popena (Rienza) l' artiglieria nemica spiegò speciale attività contro le nostre posizioni sul Monte Piana senza recarci danni.
Sulle alture a nord-ovest di Gorizia, la notte sul 23, nuclei nemici avvicinatisi alle nostre linee del settore di Peuma vi iniziarono lancio di bombe a gas asfissianti.
Il fuoco di nostri tiratori e pochi colpi aggiustati di una batteria furono sufficienti a respingere l' aggressione.
Abbondanti nevicate caddero su tutto il territorio delle operazioni.
Firmato: CADORNA