Washington e Berlino meno distanti
La Germania ha indicato la via agli Stati Uniti, ma agli americani non piace sentirsi dire cosa fare. Il Presidente Wilson ha letto l’ultima nota tedesca e considera risolta la vertenza, ma non accetta di veder subordinate le promesse tedesche alle trattative con la Gran Bretagna. Per Washington la guerra sottomarina e il blocco commerciale Alleato sono due questioni distinte, separate, non esiste possibilità di correlazione.
L’8 maggio viene spedita la risposta alla nota berlinese: «Il Governo degli Stati Uniti conta sulla scrupolosa osservanza di questa dichiarazione, ma le promesse tedesche vanno mantenute indipendentemente da tutto il resto». L’ipotesi di una rottura diplomatica è scongiurata, a meno che la Germania non smentisca con i fatti la propria parola.
L’opinione pubblica è schierata con Wilson. Più di un giornale ricorda come Berlino avesse attuato una politica analoga al blocco Alleato durante l’assedio parigino del 1871. Tirare le somme è un attimo: per Berlino va tutto bene purché a subire non siano loro; affamare i francesi si può, ma farlo ai tedeschi è inumano.
Ai giornali dell’Intesa non è sfuggita neanche l’altra contraddizione: la Germania si affanna a ripetere di non patire un “problema viveri”, eppure si lamenta con gli Stati Uniti per la carestia. Questo e le aperture berlinesi a possibili trattative di pace suggeriscono agli Alleati la spossatezza del nemico, ipotesi comunque sopravvalutata.
Sul fronte occidentale i tedeschi vengono respinti sulla collina 304, ma il colpo più duro lo subiscono dall’esplosione accidentale di un magazzino a Fort Douaumont: nel caos più totale, i superstiti vengono scambiati per assalitori e presi a fucilate dai commilitoni.
Giornata intensa per i turchi: l’aviazione bombarda Port Said, a Suez, mentre nel Caucaso viene annunciato un successo sui russi a Pirnakaban.
Davide Sartori
GLI AVVENIMENTI
Politica e società
- Nota degli U.S.A. alla Germania sulla guerra sottomarina.
- Anche la Camera dei Comuni inglese approva l'anticipo dell’ora legale per l’estate a cominciare dal 21 maggio.
- Fucilati altri quattro ribelli irlandesi.
Fronte occidentale
- Battaglia di Verdun: i tedeschi vengono respinti alla Hill 304, duri scontri a Thiaumont Farm.
- Truppe australiane e neozelandesi (ANZAC) sulle prime linee francesi.
Fronte asiatico ed egiziano
- Raid aereo turco a Port Said.
- I turchi reclamano la vittoria sui russi a Pirnakaban (Caucaso).
Fronte d’oltremare
- Respinto l’attacco tedesco a Nhika (Africa orientale portoghese).
Operazioni navali
- La nave di linea della White Star “Cymric” silurata nell’Atlantico.
Parole d'epoca
Le scarpe al sole
di Paolo Monelli, alpino
È venuta la nostra volta. Qualche notizia la davano i conducenti, in fretta, incontrollata: voci di ritirata, l'altipiano girato, Cima Dodici perduta: udivamo i rombi dei bombardamenti lontani, vedevamo, le notti, accendersi sull'altipiano gli scoppi delle artiglierie. Poi venne il fragore delle battaglie di fondo valle, sempre più vicine, sempre più indietro; e su di noi un bombardamento di tre giorni, stupido e irregolare, che uccideva i soldati nei ricoveri e i muli sulla mulattiera.
E mai più notizie : ma tre giorni fa è partita la fortezza, e ieri la batteria da 75, e stanotte anche la montagna; poi una compagini a dell battaglione è stata buttata, d' urgenza, in fondo valle; e stamane siamo rimasti soli, una compagnia sulla cima battuta, e qui sui fianchi e al fondo valle l'attacco, e allora l'angoscia che se in fondo valle non tengono —- ma sono i fieri alpinotti del Monrosa, grazie al cielo
DAL FRONTE
Nella zona dell' Adamello nostre artiglierie, issate sin sulla vetta della Lobbia Alta (3196 m.) aprirono ieri il fuoco sulle difese nemiche del passo di Topete sconvolgendole. Da posizioni più arretrate nostri medii calibri bersagliarono il rovescio delle linee nemiche ed il fondo di Valle Genova (Sarca). Lungo tutta la fronte del Trentino - Alto Adige crescente attività delle opposte artiglierie. Sono segnalati vivaci scontri di fanterie sulla Marmolada, al Passo di Falzarego e sul Cukla (Conca di Plezzo). Dovunque il nemico fu ricacciato e lasciò nelle nostre mani alcuni prigionieri. Davanti alle nostre posizioni del Cukla furono raccolti un centinaio di fucili e numerose munizioni tolti ai nemici caduti negli ultimi attacchi. Una forte squadriglia di nostri velivoli eseguì ieri una incursione in Valle Adige, lanciando numerose bombe in Mattarello e Calliano, centri di radunata delle truppe nemiche. Fatti segno ad insistenti tiri di batterie controaeree i velivoli ritornarono tutti incolumi. Una squadriglia avversaria volò sulla pianura del Basso Isonzo, spargendo bombe senza far vittime nè danni.
Firmato: CADORNA





