Chi è senza peccato scagli la prima pietra
La resa politica greca, totale e incondizionata, soddisfa l’Intesa: la flotta si allontana dal Pireo, l’embargo viene sospeso. Mentre i giornali Alleati celebrano la “liberazione” di Atene, a Berlino i commenti sono di segno opposto: «Il successo dell’Intesa consentirà a qualsiasi volgare ricattatore di farsi chiamare vincitore. Per quanto si frughi nel linguaggio diplomatico, non si possono trovare parole appropriate; per definire l’azione dell’Intesa, bisogna cercarle nel linguaggio della delinquenza».
La Germania spera in Re Costantino e nell’irritazione del popolo greco. Poi esagera e finisce con l’accusare gli Alleati di voler opprimere e soggiogare i piccoli Stati, come se il Belgio e il Lussemburgo non fossero mai esistiti. Chi è senza peccato scagli la prima pietra.
Sul fronte occidentale l’ecatombe non si ferma e con lei la picchiata dell’umore dei soldati: i rimpiazzi arrivano già con il morale sotto i tacchi, abbrutiti; la nomea di Verdun terrorizza prima ancora di scendere in trincea.
Ma la guerra si estende ben oltre il fronte: il 22 giugno gli Alleati bombardano Karlsruhe; oltre cento le vittime civili, più o meno 150 i feriti. Il raid non ha scopi militari, è una rappresaglia contro i precedenti bombardamenti tedeschi sulle “città aperte” francesi e britanniche. Colpite anche Treviri e Mülheim.
La Germania può in parte consolarsi con le ultime notizie dal fronte orientale: a Berlino si annuncia di aver arrestato l’offensiva russa in Volinia. Resta però in piedi il problema austro-ungarico: in Bucovina le armate zariste scorrazzano a piacimento, nonostante i giornali viennesi continuino a ripetere il mantra «nulla da segnalare, nessuna novità rilevante».
Davide Sartori
GLI AVVENIMENTI
Politica e società
- Sospeso l’embargo alla Grecia.
Fronte occidentale
- Battaglia di Verdun: respinti pesanti attacchi tedeschi su entrambi i lati della Meuse; i francesi guadagnano terreno a Firmin Wood.
- I tedeschi vengono respinti a Givenchy.
- Per rappresaglia ai bombardamenti tedeschi di città aperte, squadriglie di velivoli francesi bombardano Karlsruhe, capitale del Baden: i morti sono 110 e i feriti 147.
Fronte orientale
- I russi respingono l’attacco a ovest di Minsk.
- I russi avanzano in Bucovina.
- I tedeschi annunciano che l’offensiva russa è trattenuta e nettamente fermata in alcuni punti in Volinia.
Parole d'epoca
Lettere dalla Grande Guerra
di Fabio Caffarena
Gli ufficiali li vedevo, insomma: bastava metter l'uniforme a tutti quelli che erano in casa e eccoli lì bell'e fatti. Ma i soldati? Andavo a giro lento nei lenti pomeriggi per le case dei contadini. Eran tornati, ora, e s'eran sparpagliati pei campi, ma con aria stracca. Mi provavo, mi sforzavo a immaginarli col grigio-verde, ma restavan quello che erano, con una nota comica in più: le fasce mezzo sfatte, le giacche larghe e cascanti e uno stupore senza fine negli occhi. Parlavano poco della guerra e ne parlavano solo per ricordare pulci e pidocchi, fame e ranci cattivi e momenti di paura. A casa si diceva: «per la Patria»; qui la Patria non si rammentava mai, come non esistesse. Della sua esistenza io stesso cominciavo a dubitare: anche perché, standomene acquattato in un angolo della bottega d'Ottaviano giù alle Calle, avevo sentito più volte i bolscevichi del paese, che lì si davan convegno, sghignazzare a quella parola e dire: — La Patria!... L'hai vista mai tu la Patria!? È roba da borghesi. E credono che con quella parola ci si sfami! Questi borghesi mi cominciavano a ossessionare. Era tutta roba loro, dunque: la guerra, la Patria... che altro? — Che altro?! Tutto!... Le belle case, la carne tutti i giorni, 1'abito di festa, le nostre spose quando gli capita d'esser bellocce e i nostri figlioli quando son sani. Tutto!
DAL FRONTE
In Valle di Ledro, la notte sul 21 il nemico attaccò le nostre posizioni sulle pendici meridionali di Monte Sperone; dopo viva lotta fu completamente respinto. Dal Garda all' Astico nella giornata di ieri duelli delle artiglierie e scontri di reparti; prendemmo al nemico fucili, munizioni e una mitragliatrice. Sull' Altipiano d' Asiago, fatta eccezione di piccoli attacchi in direzione di Monte Magnaboschi e nella zona di Mandrielle (ovest di Marcesina), l' avversario mantenne ieri contegno strettamente difensivo, contendendo a palmo a palmo e con accanimento l' avanzata delle nostre truppe. Nostri grossi calibri bombardarono la stazione di Toblacco, in Valle Pusteria. Sull' Isonzo nessun importante avvenimento.
Firmato: CADORNA





