22 Giugno, 1916

Chi è senza peccato scagli la prima pietra

La resa politica greca, totale e incondizionata, soddisfa l’Intesa: la flotta si allontana dal Pireo, l’embargo viene sospeso. Mentre i giornali Alleati celebrano la “liberazione” di Atene, a Berlino i commenti sono di segno opposto: «Il successo dell’Intesa consentirà a qualsiasi volgare ricattatore di farsi chiamare vincitore. Per quanto si frughi nel linguaggio diplomatico, non si possono trovare parole appropriate; per definire l’azione dell’Intesa, bisogna cercarle nel linguaggio della delinquenza».
La Germania spera in Re Costantino e nell’irritazione del popolo greco. Poi esagera e finisce con l’accusare gli Alleati di voler opprimere e soggiogare i piccoli Stati, come se il Belgio e il Lussemburgo non fossero mai esistiti. Chi è senza peccato scagli la prima pietra.

Sul fronte occidentale l’ecatombe non si ferma e con lei la picchiata dell’umore dei soldati: i rimpiazzi arrivano già con il morale sotto i tacchi, abbrutiti; la nomea di Verdun terrorizza prima ancora di scendere in trincea.

Ma la guerra si estende ben oltre il fronte: il 22 giugno gli Alleati bombardano Karlsruhe; oltre cento le vittime civili, più o meno 150 i feriti. Il raid non ha scopi militari, è una rappresaglia contro i precedenti bombardamenti tedeschi sulle “città aperte” francesi e britanniche. Colpite anche Treviri e Mülheim.

La Germania può in parte consolarsi con le ultime notizie dal fronte orientale: a Berlino si annuncia di aver arrestato l’offensiva russa in Volinia. Resta però in piedi il problema austro-ungarico: in Bucovina le armate zariste scorrazzano a piacimento, nonostante i giornali viennesi continuino a ripetere il mantra «nulla da segnalare, nessuna novità rilevante».

Davide Sartori

GLI AVVENIMENTI

Politica e società

  • Sospeso l’embargo alla Grecia.

Fronte occidentale

  • Battaglia di Verdun: respinti pesanti attacchi tedeschi su entrambi i lati della Meuse; i francesi guadagnano terreno a Firmin Wood.
  • I tedeschi vengono respinti a Givenchy.
  • Per rappresaglia ai bombardamenti tedeschi di città aperte, squadriglie di velivoli francesi bombardano Karlsruhe, capitale del Baden: i morti sono 110 e i feriti 147.

Fronte orientale

  • I russi respingono l’attacco a ovest di Minsk.
  • I russi avanzano in Bucovina.
  • I tedeschi annunciano che l’offensiva russa è trattenuta e nettamente fermata in alcuni punti in Volinia.

Parole d'epoca

Lettere dalla Grande Guerra

di Fabio Caffarena

Gli ufficiali li vedevo, insomma: bastava metter l'uniforme a tutti quelli che erano in casa e eccoli lì bell'e fatti. Ma i soldati? Andavo a giro lento nei lenti pomeriggi per le case dei contadini. Eran tornati, ora, e s'eran sparpagliati pei campi, ma con aria stracca. Mi provavo, mi sforzavo a immaginarli col grigio-verde, ma restavan quello che erano, con una nota comica in più: le fasce mezzo sfatte, le giacche larghe e cascanti e uno stupore senza fine negli occhi. Parlavano poco della guerra e ne parlavano solo per ricordare pulci e pidocchi, fame e ranci cattivi e momenti di paura. A casa si diceva: «per la Patria»; qui la Patria non si rammentava mai, come non esistesse. Della sua esistenza io stesso cominciavo a dubitare: anche perché, standomene acquattato in un angolo della bottega d'Ottaviano giù alle Calle, avevo sentito più volte i bolscevichi del paese, che lì si davan convegno, sghignazzare a quella parola e dire: — La Patria!... L'hai vista mai tu la Patria!? È roba da borghesi. E credono che con quella parola ci si sfami! Questi borghesi mi cominciavano a ossessionare. Era tutta roba loro, dunque: la guerra, la Patria... che altro? — Che altro?! Tutto!... Le belle case, la carne tutti i giorni, 1'abito di festa, le nostre spose quando gli capita d'esser bellocce e i nostri figlioli quando son sani. Tutto! 

DAL FRONTE

In Valle di Ledro, la notte sul 21 il nemico attaccò le nostre posizioni sulle pendici meridionali di Monte Sperone; dopo viva lotta fu completamente respinto. Dal Garda all' Astico nella giornata di ieri duelli delle artiglierie e scontri di reparti; prendemmo al nemico fucili, munizioni e una mitragliatrice. Sull' Altipiano d' Asiago, fatta eccezione di piccoli attacchi in direzione di Monte Magnaboschi e nella zona di Mandrielle (ovest di Marcesina), l' avversario mantenne ieri contegno strettamente difensivo, contendendo a palmo a palmo e con accanimento l' avanzata delle nostre truppe. Nostri grossi calibri bombardarono la stazione di Toblacco, in Valle Pusteria. Sull' Isonzo nessun importante avvenimento.

Firmato: CADORNA

Come in una macchina del tempo, ogni giorno una nuova pagina del diario.
Le testimonianze, le immagini, i filmati negli archivi e nei giornali dell'epoca.

Sono nato a Roma nel dicembre del 1984, mi sono diplomato al liceo scientifico J.F. Kennedy e ho frequentato la facoltà di Scienze della Comunicazione all’università la Sapienza, ma non mi sono laureato.

I miei interessi? Un po’ di tutto, come molti trentaduenni. Lo sport, la politica, la Storia del ‘900. Niente di eccezionale.


Dal dicembre 2003 al marzo 2005, ho scritto per un giornale locale (Il Corriere Laziale), quindi ho fatto uno stage con una piccola televisione satellitare (Nessuno TV).
Nel 2011 la Graphofeel edizioni ha pubblicato il mio libro “Mens insana in corpore insano”, il racconto di una vacanza on the road da Roma a Capo nord.
Dall’agosto 2013 al gennaio 2014 ho ricominciato a scrivere di calcio quotidianamente, con articoli e pronostici sportivi sul sito http://www.scommessepro.com/
Da giugno 2014 racconto la Grande Guerra, giorno per giorno.

Davide Sartori