Berlino costretta a cambiare strategia
«Qualche razzo luminoso brilla, ricama nell’aria una rosa di fiamma». I tedeschi tengono la testa bassa, inchiodati giù dal bombardamento a uragano. Poi un attimo di silenzio e i “Tommy”, così venivano chiamati gli inglesi, attaccano. La notte del 14 luglio i britannici concentrano l’offensiva: avanzano in silenzio sulla terra di nessuno, nascosti dalle tenebre, percorrono una campagna arata dai proiettili.
L’azione è violenta, improvvisa. La seconda linea tedesca è perforata. I villaggi di Longueval, Bazentin e l’intero bosco di Trones vengono occupati dall’esercito britannico. L’iniziativa costringe la Germania a rivalutare le priorità: l’alto Comando ritira gli ordini di offensiva su Verdun, dispone gli uomini sulla difensiva e invia rinforzi sulla Somme. Almeno uno degli obiettivi degli Alleati è raggiunto.
Sul fronte orientale termina la battaglia di Baranavičy: i russi non riescono a conquistare la città; gli austro-tedeschi salvano così le fondamentali linee ferroviarie per Brest-Litovsk, Bialystok e Vilnius.
Davide Sartori
GLI AVVENIMENTI
Politica e società
- A Londra si inaugura una Conferenza interalleata sulle finanze.
- Berlino proibisce alle banche di pagare i cittadini italiani e sospende le pensioni operaie dovute agli Italiani, prese a proprio carico dal Governo di Roma.
Fronte occidentale
- I britannici attaccano la seconda linea tedesca, catturando Longueval, Bazentin e l’intero bosco di Trones.
- I tedeschi sospendono gli attacchi a Verdun e si attestano sulla difensiva per poter spostare truppe sul fronte della Somme.
Fronte orientale
- Fine della battaglia di Baranavičy.
- Sul fronte russo la lotta tende alla stabilizzazione al centro. A sud l’armata di Letchinshy continua ad avanzare in Bucovina.
Fronte d’oltremare
- Il Generale van Deventer prende Mponde (Tanzania, ferrovia centrale).
- Lago Victoria: Mwanza presa dalle truppe britanniche del Generale Sir C. Crewe.
Operazioni navali
- Il sommergibile italiano Balilla viene affondato nel medio Adriatico da due torpediniere austro-ungariche
Parole d'epoca
Un botto da 305
di Alfredo Zapponi, militare, 43° reggimento fanteria, brigata Forlì
Pomeriggio Festeggio bene il mio anniversario. Mentre dormivo oggi verso le 10 sono piovute alcune granate da 305 delle quali una ha investito in pieno il Comando del Reggimento. Fuggi-fuggi. Io colla solita calma che deve riuscire esasperante per gli altri, mi sono mosso lentamente senza scompormi. Decisamente io mi sento uno dei migliori nel reggimento, se non addirittura quegli che mantiene più saldamente il proprio sangue freddo. Ora siamo tornati agli alloggiamenti.
Oggi ci hanno comunicato un manifesto a firma del Com. C. A. Esso preannunzia una grande offensiva che dovrebbe aver avuto principio ieri e continuare per i giorni venturi, su tutti i settori. Chi sa se vi parteciperemo? Da ieri le nostre batterie fanno un bombardamento d’inferno. Il solito mal di testa.
Si ringrazia il Gruppo L'Espresso e l'Archivio diaristico nazionale di Pieve Santo Stefano
DAL FRONTE
In Valle Camonica crescente attività dell' artiglieria nemica contro le nostre posizioni del Tonale e sull' Adamello. Nella zona di Valle Adige la nostra artiglieria colpì batterie nemiche sulle pendici del Biaena e colonne di truppe e carreggi in marcia. Sulla fronte del Posina fu respinto un contrattacco nemico su Monte Majo. Sull' Altopiano dei Sette Comuni vivaci azioni di artiglieria e di fanteria. Nella zona della Tofana il nemico, annidato su un erto torrione roccioso ad est di Col dei Bois, chiamato il «Castelletto» dominava la via delle Dolomiti e la testata del Vallone di Travenanzes. Una grandiosa mina scavata con tenace diuturno lavoro, fu fatta brillare nella notte sul 12. La sommità del «Castelletto» saltò in aria seppellendo sotto le rovine l' intero presidio nemico. Scalate le ripide pareti del torrione, i nostri alpini occuparono e saldamente rafforzarono la posizione. La notte sul 13 il nemico raccolte nuove forze e coll' appoggio di nuove batterie, attaccava il «Castelletto». Dopo aspra mischia fu respinto con gravissime perdite. Tutto ieri durò accanito, rabbioso il fuoco delle artiglierie nemiche contro la posizione, senza per altro scuoterne la salda resistenza. Sulla rimanente fronte sino al mare attività di artiglieria. Velivoli nemici nella passata notte lanciarono bombe su Padova: due morti, pochi feriti e lievi danni.
Firmato: CADORNA




