Sei mesi di Verdun
Tenere il conto dei giorni dev’essere arduo come dentro una cella. Per i soldati, privi della visione periferica sul conflitto, è difficile capire. Sarebbe più facile se macinassero chilometri, più intuitivo se le distanze scandissero un tempo altrimenti monotono. Combattere solo per assicurare postazioni migliori all’artiglieria non credo possa bastare.
«La battaglia di Verdun entra oggi nel suo settimo mese e la bandiera francese sventola sempre sulla cittadina. Dopo 183 giorni, la lotta continua nella sua gloriosa funzione».
Della Somme parla un ufficiale tedesco al New York Times: «Gli inglesi sono tenaci. La loro offensiva ha varcato il suo culmine, ma continueranno ancora per un mese, forse due, o forse di più, proprio perché sono ostinati. Si tratta soprattutto di lotta d’artiglieria. Vincerà chi potrà consumare più munizioni». Eccolo il problema: di proiettili ce ne sono in abbondanza e le industrie ne sfornano di nuovi a ritmi vertiginosi.
Il 23 agosto, in un trafiletto di poche righe, in fondo all’ultima pagina, i giornali annunciano la fucilazione a Marsiglia di Félicie Pfaadt, rea confessa di spionaggio. Questo significa una cosa sola: anche gli Alleati giustiziano le donne, ma per qualche motivo non si indigna nessuno. È la guerra.
Davide Sartori
GLI AVVENIMENTI
Politica e società
- Ritorno del sottomarino commerciale tedesco “Deutschland” in Germania.
- Alla Camera dei deputati a Budapest il Presidente del Consiglio Tisza interviene sull’entrata in guerra dell’Italia.
Fronte occidentale
- I combattimenti a sud di Thiepval registrano un lieve progresso britannico.
- Respinto un attacco tedesco a Guillemont.
- Duro scontro d’artiglieria sul settore francese del fronte della Somme.
- I francesi fanno progressi a sud di Fleury (Verdun).
- Raid degli zeppelin sulla costa orientale della Gran Bretagna: nessuna vittima.
Fronte meridionale
- Attività sul fronte di Salonicco, specialmente sul fianco sinistro. Le truppe bulgare si scontrano con i serbi.
Fronte asiatico ed egiziano
- Turchi sconfitti a Rayat (fronte turco-persiano); 2.300 prigionieri.
- I russi riprendono Bitlis.
Parole d'epoca
Memoriale della Guerra
di Gabriele Ferrero
Si doveva partire per il fronte, quella sera si parte e si fa la prima tappa, ci fermiamo il giorno, e la notte dopo si fa la seconda tappa e li accampano in una collina, che era bella che da quel punto si incominciava a vedere delle piante e dei boschietti, ma c’era tante di quelle tartarughe, che erano delle nebbie, la sera dopo si doveva partire per la terza marcia, e si era ancora stanchi ma bisognava partire, la sera si parte, e si cammina tutta la notte, e la mattina si arriva a un paesetto che non scordo il nome, in quel paesetto, si vedeva, delle belle valli di campi di tabacco e di cotone, era molto bello nel vedere quelle cose, ma si pensava all’altra marcia che doveva essere l’ultima, e puoi si era al fronte; si sentiva già il rombo del cannone si udiva; la sera dopo si parte per l’ultima marcia, alla mattina si arriva a pochi chilometri dal fronte, si fermiamo a un paesetto chiamato Snefice e li stiamo qualche giorno.
Si ringrazia il Gruppo L'Espresso e l'Archivio diaristico nazionale di Pieve Santo Stefano
DAL FRONTE
In Valle Astico la notte sul 22 l' avversario investì con intense raffiche di fuoco le nostre posizioni di fondo valle senza pronunciare alcun attacco con le fanterie. Nella stessa notte un tentativo di avanzata nemica fra Casera Zingarella e Casera Zebio Pastorile, sull' Altipiano di Asiago, fu nettamente arrestato dal nostro fuoco. Nella zona delle Tofane ieri, dopo breve, ma efficace preparazione delle artiglierie, riparti di fanteria e di alpini espugnarono con brillante attacco forti posizioni nemiche sulle pendici occidentali della Tofana Terza e nel vallone di Travenanzes. L' avversario subì gravi perdite e lasciò nelle nostre mani una quarantina di prigionieri, armi e munizioni. Nella zona di Gorizia duelli delle artiglierie. Nel pomeriggio di ieri un riparto nemico che tentava avvicinarsi alla Vertojbizza, fu respinto dai nostri tiri aggiustati e lasciò numerosi cadaveri sul terreno.
Firmato: CADORNA





