26 Febbraio, 1918

Cedere all’evidenza

«In seguito alle dure circostanze e alla realtà dei fatti sul fronte orientale, il Governo rumeno ha deciso di intraprendere negoziati di pace». A Iași la situazione è compromessa dal dilagante caos russo; non c’è nessun alleato a portata di mano, solo nemici. La Romania però ha un moto d’orgoglio e nel comunicato aggiunge la promessa di impegnarsi in un accordo solo se i negoziati si svolgeranno su basi accettabili sotto tutti i punti di vista. «Le voci relative alla conclusione di una pace a ogni costo sono prive di fondamento».

Il 26 febbraio la guerra torna a colpire dove non dovrebbe: l’aviazione austro-ungarica bombarda ancora Padova, Treviso, Castelfranco, Mestre e Venezia. La Serenissima vede piovere circa 300 ordigni, uno dei raid più pesanti di tutto il conflitto. Per fortuna si registra una sola vittima e due feriti, va peggio agli edifici e a qualche monumento, ma è un bilancio accettabile.
Orrore sulla terraferma, orrore in mare. Nel canale di Bristol un sottomarino tedesco affonda l’ennesima nave ospedale: qui però insieme alla Glenart Castle muoiono in 162.

Davide Sartori

GLI AVVENIMENTI

Politica e società

  • Un comunicato ufficiale del Governo rumeno annuncia la decisone di intraprendere negoziati di pace in conseguenza delle dure circostanze e della realtà sul fronte orientale.
  • Disordini in Irlanda: inviate da Londra truppe aggiuntive per aiutare la polizia.

Fronte italiano

  • Venezia, Castelfranco e Mestre bombardate dagli aviatori austro-ungarici.

Fronte asiatico ed egiziano

  • Le pattuglie britanniche raggiungono Rujm el Bahr (a nord del Mar Morto, due miglia a est della foce del Giordano).

Operazioni navali

  • La nave ospedale “Glenart Castle” viene silurata e affondata da un sottomarino nel canale di Bristol: 162 morti.

DAL FRONTE ITALIANO

Nel settore Posina-Astico un insolito movimento in qualche tratto delle trincee avversarie, richiamò efficaci raffiche delle nostre batterie.
In regione Monte Asolone nostre pattuglie misero in allarme l’avversario e provocarono lunga e innocua reazione di fuoco. Nella Valle di Seren una colonna nemica in marcia, sorpresa dal tiro delle nostre artiglierie, subì perdite e fu obbligata a disperdersi.
sulla rimanente fronte l’attività combattiva si mantenne assai moderata.

 Firmato: DIAZ

Come in una macchina del tempo, ogni giorno una nuova pagina del diario.
Le testimonianze, le immagini, i filmati negli archivi e nei giornali dell'epoca.

Sono nato a Roma nel dicembre del 1984, mi sono diplomato al liceo scientifico J.F. Kennedy e ho frequentato la facoltà di Scienze della Comunicazione all’università la Sapienza, ma non mi sono laureato.

I miei interessi? Un po’ di tutto, come molti trentaduenni. Lo sport, la politica, la Storia del ‘900. Niente di eccezionale.


Dal dicembre 2003 al marzo 2005, ho scritto per un giornale locale (Il Corriere Laziale), quindi ho fatto uno stage con una piccola televisione satellitare (Nessuno TV).
Nel 2011 la Graphofeel edizioni ha pubblicato il mio libro “Mens insana in corpore insano”, il racconto di una vacanza on the road da Roma a Capo nord.
Dall’agosto 2013 al gennaio 2014 ho ricominciato a scrivere di calcio quotidianamente, con articoli e pronostici sportivi sul sito http://www.scommessepro.com/
Da giugno 2014 racconto la Grande Guerra, giorno per giorno.

Davide Sartori