Cedere all’evidenza
«In seguito alle dure circostanze e alla realtà dei fatti sul fronte orientale, il Governo rumeno ha deciso di intraprendere negoziati di pace». A Iași la situazione è compromessa dal dilagante caos russo; non c’è nessun alleato a portata di mano, solo nemici. La Romania però ha un moto d’orgoglio e nel comunicato aggiunge la promessa di impegnarsi in un accordo solo se i negoziati si svolgeranno su basi accettabili sotto tutti i punti di vista. «Le voci relative alla conclusione di una pace a ogni costo sono prive di fondamento».
Il 26 febbraio la guerra torna a colpire dove non dovrebbe: l’aviazione austro-ungarica bombarda ancora Padova, Treviso, Castelfranco, Mestre e Venezia. La Serenissima vede piovere circa 300 ordigni, uno dei raid più pesanti di tutto il conflitto. Per fortuna si registra una sola vittima e due feriti, va peggio agli edifici e a qualche monumento, ma è un bilancio accettabile.
Orrore sulla terraferma, orrore in mare. Nel canale di Bristol un sottomarino tedesco affonda l’ennesima nave ospedale: qui però insieme alla Glenart Castle muoiono in 162.
Davide Sartori
GLI AVVENIMENTI
Politica e società
- Un comunicato ufficiale del Governo rumeno annuncia la decisone di intraprendere negoziati di pace in conseguenza delle dure circostanze e della realtà sul fronte orientale.
- Disordini in Irlanda: inviate da Londra truppe aggiuntive per aiutare la polizia.
Fronte italiano
- Venezia, Castelfranco e Mestre bombardate dagli aviatori austro-ungarici.
Fronte asiatico ed egiziano
- Le pattuglie britanniche raggiungono Rujm el Bahr (a nord del Mar Morto, due miglia a est della foce del Giordano).
Operazioni navali
- La nave ospedale “Glenart Castle” viene silurata e affondata da un sottomarino nel canale di Bristol: 162 morti.
DAL FRONTE ITALIANO
Nel settore Posina-Astico un insolito movimento in qualche tratto delle trincee avversarie, richiamò efficaci raffiche delle nostre batterie.
In regione Monte Asolone nostre pattuglie misero in allarme l’avversario e provocarono lunga e innocua reazione di fuoco. Nella Valle di Seren una colonna nemica in marcia, sorpresa dal tiro delle nostre artiglierie, subì perdite e fu obbligata a disperdersi.
sulla rimanente fronte l’attività combattiva si mantenne assai moderata.
Firmato: DIAZ




