Socialisti contro
Il 14 marzo si riunisce a Mosca il Congresso generale dei Soviet, la discussione dura ore, ma alla fine si arriva a una decisione, la più scontata, quella prevista: il trattato di Brest-Litovsk viene ratificato, nonostante la pace sia definita «penosa, forzata e disonorante». La maggioranza è netta, ma non impedisce una scissione nei massimalisti: la minoranza si accoda all’opposizione dei socialisti rivoluzionari, ora il neonato Partito comunista di Lenin si delinea con chiarezza.
Le tensioni interne alimentano le illusorie speranze occidentali, Germania compresa. Scommettono tutti sul capolinea del potere bolscevico. E perderanno.
A Berlino cresce il malumore tra i socialisti, anche quelli ufficiali. Una corrente sempre più agitata prega il Partito di rendersi conto degli errori e staccarsi dalle “politiche imperialiste” del Governo, «altrimenti non potremmo più farci chiamare socialisti».
Ma la diplomazia tedesca e in particolare i militari tirano dritto, vogliono la pace con la Romania e la vogliono subito. Non importa la crisi di Governo rumena, i negoziati non dovranno subire ritardi, o le condizioni imposte potrebbero aggravarsi. E già che ci siamo, sarebbe gradito se il dimissionario Averescu non facesse parte del nuovo Gabinetto.
Davide Sartori
GLI AVVENIMENTI
Politica e società
- Il Congresso generale dei Soviet si riunisce a Mosca e ratifica il trattato di pace di Brest-Litovsk.
- Il Governo del Caucaso rifiuta di riconoscere la cessione alla Turchia delle regioni di Batumi, Kars e Ardahan, sancita dal trattato di Brest-Litovsk.
- Un comunicato ufficiale del Governo russo annuncia che lo sgombero di Pietrogrado è compiuto: nessuno potrà più abbandonare la città; la circolazione di tutti i treni viaggiatori è sospesa.
- Il Maresciallo Mackensen rifiuta di ammettere che i negoziati di pace con la Romania siano ritardati per la crisi ministeriale, minacciando di aggravare le condizioni di pace.
- Incontro del Consiglio di guerra supremo a Londra, presenti i leader dell’Intesa e i Ministri degli esteri.
- Discorso nella House of Commons di Balfour: difesa la proposta dell’intervento giapponese nella Russia asiatica.
Fronte occidentale
- I francesi recuperano le trincee vicino Butte du Mesnil perse il 1 marzo.
- Numerosi scontri aerei; 223 aerei tedeschi distrutti dal 1 marzo.
Fronte asiatico ed egiziano
- I britannici avanzano lentamente nella valle del Giordano.
DAL FRONTE ITALIANO
A nord-ovest di Bezzecca forti nuclei nemici, che scendevano in Val di Concei per tentarvi la cattura di una nostra pattuglia esplorante, furono messi in fuga disordinati.
Sul Pasubio una poderosa mina fatta brillare dall’avversario non produsse alcun danno alle nostre posizioni.
Presso Laghi (Posina) una nostra pattuglia provocò vivo allarme nella linea avversaria e rientrò poscia incolume al proprio riparto.
Alla testata del torrente Ornic altre pattuglie tesero agguati a due pattuglie nemiche riuscendo a catturarle.
Nostre artiglierie dispersero nuclei di armati e lavoratori nella conca di Asiago, e colonne in marcia sulle rotabili di fondo Val Brenta e Val di Seren.
L’artiglieria nemica fu alquanto attiva nell’alta Valtellina e sulla media Piave. In Bassano colpì un ospedaletto che portava ben visibili i segni della neutralità.
Firmato: DIAZ





