17 Settembre, 1916

L'asso degli assi

Il cielo sul fronte occidentale è dominio Alleato, una superiorità netta. Ma dalle steppe orientali è arrivato un grosso problema, anzi, un problema “rosso”. La Germania ha da poco trasferito in Francia un giovinastro di buona famiglia, audace, talentuoso, sfrontato. Un predatore. Se ne accorgono subito Lionel Morris e Tom Rees, entrati nella Storia dalla porta sbagliata: abbattuti il 17 settembre sono le prime vittime di Manfred von Richthofen, più tardi noto anche come “il Barone rosso”. In realtà avrebbe già steso almeno un altro aereo, ma essendo precipitato entro le linee Alleate, le convenzioni dell’epoca ne invalidano il conteggio.
Non giriamoci attorno, Manfred von Richthofen è il primo “Top gun” della Storia. E non lo dicono solo i numeri. A proposito, in appena due anni gli verranno accreditate 80 vittorie, ma proprio per le sopracitate regole sarebbero di più. Di “assi” ce ne sono altri, gli Alleati ne hanno da mettere in mostra, ma come lui no, nessuno. Lui ha qualcosa di diverso, di speciale, qualcosa capace di renderlo persino l’acerrimo rivale di Snoopy. Un altro livello. È quel qualcosa a fargli verniciare di rosso acceso i suoi aeroplani, sgargianti: il nemico doveva sapere chi stesse arrivando, doveva parlare di lui, alimentando il suo mito.


Qualche centinaio di metri sotto le infinite libertà aeree, nella costrizione delle trincee, gli Alleati consolidano le nuove postazioni sulla Somme. A sud del fiume i francesi progrediscono a Vermandovillers e Berny-en-Santerre, i tedeschi a Deniécourt sono quasi del tutto circondati.
Sul Carso gli italiani espugnano qualche altra trincea asburgica, ma i guadagni non valgono la pena e la settima battaglia dell’Isonzo si può considerare chiusa qui. La spallata ha prodotto un’azione breve, ma intensa: in quattro giorni gli italiani hanno perso circa 20.000 uomini, qualcuno di meno gli austro-ungarici. Nonostante tutto i giornali vaneggiano di progressi notevoli e costanti.
Nella Transilvania occidentale i rumeni si attestano tra Petrozsény e Hátszeg, ma il Generale Falkenhayn si prepara a fare la sua mossa. In Dobrugia inizia la battaglia di Cobadin.

Davide Sartori

GLI AVVENIMENTI

Fronte occidentale

  • Sud della Somme: i francesi prendono Vermandovillers e Berny-en-Santerre; circondata Deniécourt, i tedeschi si vedono tagliate le riserve; fatti molti prigionieri.

Fronte italiano

  • Successo italiano sul Carso: espugnati nuovi trinceramenti, circa 800 prigionieri.
  • Sospese le operazioni e chiusa la settima battaglia dell’Isonzo.

Fronte orientale

  • Galizia: duri combattimenti sulla Bystrytsya, sullo Zolota Lypa e intorno ad Halych.

Fronte meridionale

  • I rumeni si attestano tra Petrozsény e Hátszeg (Transilvania occidentale).
  • L'armata di Falkenhayn si appresta a muovere sul fianco delle forze rumene entrate in Transilvania.
  • Inizia la battaglia di Cobadin (Romania).

  • Gli Alleati progrediscono in Macedonia verso Florina e passano lo Struma.
  • Gli italiani conquistano le pendici del Monte Belasica (a ovest dello Struma): assaliti da forze bulgare soverchianti, si ritirano in ordine e in serata arrestano il nemico.

Fronte asiatico ed egiziano

  • I turchi si ritirano ad Al-Arish.
  • I britannici attaccano e occupano Mazar (nord di Sinai).

Parole d'epoca

Risparmiare munizioni

di Antonio Grasso, militare

Oggi sempre continua l'offensiva, ma noi spariamo più poco perchè abbiamo poche munizioni e poi perchè non occorre, che di artiglieria ce n'è molta. 

Di giorno si spara molto colle artiglierie e di notte si sente molta fucileria e bombarde. Oggi alle 12 c'è stato l'assalto delle nostre armi a piedi e noi abbiamo allungato il tiro per non tirare su di loro.

Si ringrazia il Gruppo L'Espresso e l'Archivio diaristico nazionale di Pieve Santo Stefano

DAL FRONTE

Nel combattimento del giorno 15, in Valle Sugana, tra i tor­renti Coalba e Maora, infliggemmo al nemico perdite assai gravi. Furono sinora sepolti più di cento Cadaveri di austriaci. Respinto sulla destra della Brenta, il nemico bombardò violentemente le no­stre posizioni sulla sinistra, ad est del torrente Maso, indi lanciò contro di esse tre successivi attacchi, infranti dalla nostra resi­stenza.
Nella zona del Cauriol (Valle Fiemme) gli alpini ampliarono e consolidarono il possesso della posizione conquistata il giorno 15, prendendo altri 32 prigionieri, tre mitragliatrici, due lanciabombe, numerosi fucili e munizioni.
Nell'Alto Degano (Tagliamento) eccezionale attività, delle artiglierie avversarie. Nelle vicinanze del Passo di Volaia, caddero più di duemila colpi di ogni calibro Le nostre truppe sostennero saldamente la violenza del fuoco nemico.
Sulla fronte Giulia continuò ieri il duello delle artiglierie con particolare intensità nella Conca di Plezzo, ove le nostre fanterie eseguirono irruzioni contro le posizioni nemiche del Rombon, nello Javorcek e nel Vrsio (Monte Nero).
Sul Carso, respinti nella notte contrattacchi dell'avversario, le instancabili nostre truppe ripresero ieri e con rinnovata energia l'attacco delle poderose linee nemiche. Dopo un combattimento di estrema violenza da ambo le parti, le nostre fanterie assalirono ed espugnarono altri forti ed estesi trinceramenti nemici, prendendo circa 800 prigionieri, dei quali una ventina  di uffìciali.

 Nella passata notte una squadriglia nemica, lanciò dodici bombe su Mestre. Nessuna vittima e qualche danno. In combattimenito aereo sopra la Conca di Caporetto, venne abbattuto un velivolo nemico. Uno degli aviatori fu ucciso; l'altro, ferito, fu fatto prigioniero.

Firmato: CADORNA

Come in una macchina del tempo, ogni giorno una nuova pagina del diario.
Le testimonianze, le immagini, i filmati negli archivi e nei giornali dell'epoca.

Sono nato a Roma nel dicembre del 1984, mi sono diplomato al liceo scientifico J.F. Kennedy e ho frequentato la facoltà di Scienze della Comunicazione all’università la Sapienza, ma non mi sono laureato.

I miei interessi? Un po’ di tutto, come molti trentaduenni. Lo sport, la politica, la Storia del ‘900. Niente di eccezionale.


Dal dicembre 2003 al marzo 2005, ho scritto per un giornale locale (Il Corriere Laziale), quindi ho fatto uno stage con una piccola televisione satellitare (Nessuno TV).
Nel 2011 la Graphofeel edizioni ha pubblicato il mio libro “Mens insana in corpore insano”, il racconto di una vacanza on the road da Roma a Capo nord.
Dall’agosto 2013 al gennaio 2014 ho ricominciato a scrivere di calcio quotidianamente, con articoli e pronostici sportivi sul sito http://www.scommessepro.com/
Da giugno 2014 racconto la Grande Guerra, giorno per giorno.

Davide Sartori