Rassegnazione
“Ok, accettiamo. Tanto fareste come vi pare”. Il 18 marzo una rassegnata Amsterdam si piega, con riserva, a noleggiare agli Alleati le sue navi ferme nei porti dell’Intesa. E spera nel buon cuore tedesco per evitare rappresaglie. Amsterdam ha la giustificazione pronta: ha chiesto viveri a Berlino, ma la Germania non può darglieli, quindi se non si fosse presa quelli Alleati sarebbe morta di fame.
Per mettersi al sicuro da spiacevoli sorprese, gli Stati Uniti prendono immediati provvedimenti e bloccano ogni rifornimento alle imbarcazioni olandesi: meglio evitare una fuga dai porti appena prima della requisizione.
Anche la Svezia si è piegata, ma lei a Berlino, ritirando il contingente dalle isole Åland.
Chiusa la Conferenza interalleata di Londra, i giornali ufficializzano la decisione più rilevante: i Governi dell’Intesa non riconoscono validi i trattati di pace stipulati finora dai tedeschi; solo a guerra finita si vedrà il futuro assetto del mondo, oriente compreso.
Ma lì il coltello dalla parte del manico continua ad averlo la Germania. La Romania incarica Marghiloman di formare il nuovo Governo. La scelta non è casuale: è un germanofilo, tanto da non aver lasciato Bucarest dopo l’invasione.
Davide Sartori
GLI AVVENIMENTI
Politica e società
- Pubblicato il manifesto dell’Intesa sulla politica tedesca. Gli Alleati rifiutano di riconoscere i trattati di pace.
- L’Olanda accetta con riserva le richieste dell’Intesa riguardo le imbarcazioni olandesi ferme nei porti Alleati.
- Trattative fra il nuovo Governo autonomo del Caucaso e il Generalissimo turco.
Fronte occidentale
- I belgi respingono pesanti attacchi locali nelle Fiandre.
- Raid aereo diurno da parte degli inglesi a Mannheim.
Fronte orientale
- Si annuncia che la Svezia ha ritirato le sue truppe dalle isole Åland.
DAL FRONTE ITALIANO
Lotta di artiglieria più vivace in Val Lagarina, nella regione del Montello e a sud di Zenson.
A nord di Nervesa, nel greto del Piave, nuclei avversari vennero dispersi da fuoco di mitragliatrici.
Nostre pattuglie distrussero lavori nemici in Val Giudicarie, misero in allarme l’avversario in Conca Laghi e gli tolsero materiale nella zona litoranea.
Il giorno 17 un nostro aviatore abbattere un velivolo nemico sulla destra del Piave.
Ieri altri quattro velivoli tutti colpiti da aviatori nostri, precipitarono rispettivamente ad est del Monte Grappa, in Val di Seren, a sud del Col di Asiago e ad oriente di Conco.
Questa notte un’aeronave della Regia Marina ha bombardato un campo di aviazione nemico sulla Livenza.
Firmato: DIAZ





